Stare due ore immersi nel verde
fa davvero gran bene alla salute

Da sola certamente non basta a dare più salute, né può essere considerata una panacea. Tuttavia una immersione nella natura, insieme a uno stile di vita sano e attivo, può incrementare la qualità del benessere psico-fisico. La conferma arriva da un ampio studio, inglese, dello European Centre for Environment and Human Health con sede alla University of Exeter Medical School, pubblicato su Scientific Reports, che evidenzia benefici superiori in chi sceglie di trascorrere il tempo libero all’aria aperta, a diretto contatto con la natura.

 

 

Approfittate della bella stagione. Un pic-nic domenicale in collina, una lettura rilassante distesi sull’erba, una siesta dondolandosi sull’amaca, meglio ancora una passeggiata nel bosco fino al rifugio preferito nel Bergamasco o altrove, una visita a un’area naturalistica e faunistica. Fanno bene anche una passeggiata sulla spiaggia di buon mattino o sul fare della sera, una vogata lungo il fiume o ogni altra esperienza naturalistica. Qualunque sia la vostra scelta ben venga: tutti passatempi, passioni o hobby che oltre ad essere una occasione di relax e di stacco dalla frenesia quotidiana, rappresentano soprattutto un’oasi ossigenante. Per la mente, il fisico e anche la salute ritemprata fin nel midollo delle sue cellule. Con un ma: infatti, per beneficiare al massimo di questo verde occorre trascorrervi almeno 120 minuti a settimana. E cosa sono due ore rigeneranti se confrontate con il tempo indoor, speso davanti al pc o in altre occupazioni professionali? Il consiglio è univoco, per tutti: dilatate più che potete la vostra permanenza nei polmoni verdi, cittadini se ci sono e vacanzieri nelle prossime settimane.

 

 

Il benessere è scientifico. Comprovato cioè da uno studio, supportato da una indagine del Governo UK, che ha interrogato nel biennio 2014-2016 all’incirca 20 mila residenti in Inghilterra, un campione rappresentativo dell’intera nazione, riguardo il personale rapporto con la natura. Domande ad hoc che hanno qualificato e quantificato preferenze e tempo dedicato dagli inglesi ad esempio a gite in parchi, e l’Inghilterra ne ha moltissimi, dunque c’è l’imbarazzo della scelta, ma anche in zone collinari, passeggiate lungo i fiumi o sulla spiaggia. Il focus dell’indagine non era certo solo naturalistico; la prima finalità puntava infatti scoprire quale e quanta influenza l’ambiente esterno, quello sano e pulito, può esercitare sulla salute. Ovvero quanto guadagna il benessere psico-fisico in generale dal contatto diretto con la natura. Quindi ecco che nel questionario sono spuntate anche domande sulla percezione del proprio stato di salute, “Com’è la sua salute generale?”, o di apprezzamento sulla qualità della quotidianità, “Nel complesso, quanto è soddisfatto della vita attuale?”.

 

 

Già vi siete fatti una idea. E non vi sbagliate. Infatti i dati dell’indagine attestano che più natura, significa potenzialmente anche più benessere. Stando alle dichiarazioni ufficiale dei partecipanti, coloro che avevano trascorso almeno il tempo minimo di 120 minuti immersi nel verde la settimana precedente la compilazione del questionario, in confronto a chi invece era rimasto chiuso entro quattro mura o aveva trascorso poco tempo all’aria aperta, avevano il 23 per cento di probabilità in più di riconoscersi un “grande benessere” e il 59 per cento di ritenersi e sentirsi “in buona salute”. Con esiti e effetti percepiti ancora migliori e in crescendo in relazione al numero di ore trascorse nella natura, toccando il massimo dei benefici per la salute se la permanenza era almeno di tre ore a settimana e di cinque ore per raggiungere uno stato/sensazione di benessere ottimale. E questo indipendentemente da alcune variabili considerate come sesso, età, problemi di salute o disabilità, fattori socioeconomici e livelli di inquinamento dell’aria. Esiti comunque mantenuti in tutti i tipi di persone.

La natura è un toccasana per tutti. È questa la conclusione molto sommaria che i ricercatori ritengono di poter trarre al termine della loro indagine, con un particolare compiacimento nel riscontrare benefici dichiarati anche da persone sofferenti di specifiche problematiche di salute o disabilità. Un incentivo, concludono i ricercatori, che dovrebbe invitare a progettare meglio gli spazi verdi di città e paesi, destinando più aree a alberature stradali e giardini. Lo studio è inglese, ma riteniamo che le stesse conclusioni, finalità e benefici potrebbero essere replicate ovunque.

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