Ecco cosa vi può succedere
se non andate mai in vacanza

Riportiamo la traduzione di un articolo molto interessante apparso sul sito americano Quartz, scritto dal giornalista Thu-Huong HaQUI potrete trovare l’articolo in lingua originale.

 

Se vivete negli Stati Uniti, le probabilità che quest’anno (o quello passato) non siate andati in vacanza sono alte. Prima di intraprendere un altro anno senza una via di fuga, che sia a causa di impegni di lavoro o per questioni etiche, considerate quanto segue: una crescente parte della letteratura che attraversa i campi della medicina, della psicologia e del management ha confermato quello che il corpo e la mente già sapevano istintivamente, ovvero che lavorare senza un’interruzione può avere effetti collaterali seri sulla salute mentale e fisica dell’uomo. Per porre l’accento sull’importanza della prospettiva di una vacanza, ecco un resoconto di quello che succede quando decidiamo di non prenderci un momento di pausa.

 

 

Gli effetti sul vostro corpo. C’è una forte relazione tra il non andare in vacanza e il rischio di malattie cardiovascolari. Dati raccolti nel 1991 da un celebre progetto iniziato nel 1948 e tuttora in corso, chiamato “studio Framingham”, mostrano come casalinghe che si concedono una vacanza una volta ogni sei anni (o meno) presentino un rischio circa doppio di avere un attacco cardiaco o un problema mortale al cuore rispetto a chi si può permettere una pausa almeno due volte ogni anno. Gli uomini, comunque, non sono immuni. Una review del 2012 su 50 ricerche pubblicate dell’American Journal of Epidemiology ha mostrato come una giornata lavorativa di dieci ore o più aumenti il rischio di malattia coronarica dell’80 percento in entrambi i sessi. I ricercatori hanno spiegato che la correlazione potrebbe essere spiegata con una maggior esposizione di questi soggetti a uno stress psicologico.

Gli effetti sulla vostra mente. Se è vero che estenuanti orari di lavoro mettono a dura prova la nostra salute mentale, le vacanze tendono invece a promuoverla. Nel 2012, a partire dai dati di un altro grande studio a lungo termine chiamato “Whitehall II”, che raccoglie informazioni riguardo a domestici inglesi, ricercatori finlandesi dell’Istituto di Salute Occupazionale e altri, hanno constatato che le persone che lavorano almeno 11 ore al giorno, compresi quelli in perfetta salute mentale, potrebbero presentare un episodio depressivo maggiore nel corso della loro vita, e questo con una probabilità doppia rispetto a soggetti che lavorano per 7 o 8 ore al giorno.

Ma non è tutto: uno studio del 2013 dell’Università svedese di Uppsala ha anche sottolineato che le persone che si concedono delle vacanze sono in grado di influire positivamente sulla salute mentale di coloro che li circondano. Usando il consumo di farmaci antidepressivi come segnale dei livelli di depressione di un Paese, i ricercatori hanno trovato una piccola ma significativa relazione inversa tra viaggiatori e farmaci venduti.

 

 

Gli effetti sul vostro lavoro. Non è sorprendente che riposare la mente possa migliorare le proprie performance al ritorno in ufficio. Uno studio del 2012 a riguardo, condotto da psicologi dell’Università della California, di Santa Barbara e di altri istituti, ha mostrato che, di fronte a un problema da risolvere, chi aveva potuto staccare dalla quotidianità anche solo per un breve periodo presentava una maggior creatività nel proporre una soluzione. Al contrario, promuovere orari lavorativi che non contemplino pause di alcun tipo sortisce l’effetto opposto: uno studio dell’Istituto finlandese per la Salute Occupazionale, effettuato nel 2008 e durato circa cinque anni, ha dimostrato come le persone che lavorano 55 ore a settimana (rispetto a quelle che ne fanno 40) mostrino minori funzioni cognitive, un vocabolario più povero e una peggiore capacità di ragionamento.

In questo contesto, alcune vacanze funzionano più di altre. Per esempio, le vacanze che comprendono l’acquisizione di nuove abilità, come surfare o fare yoga, sono particolarmente utili nel ridurre la stanchezza nei giorni successivi al rientro in ufficio. Al contrario, una vacanza triste e noiosa può prosciugare la vostra energia e la annullare la vostra produttività. Per quelli di voi che sono determinati a infilare più vacanze nel loro anno lavorativo, è importante ricordarsi di non abbattersi quando le sensazioni positive scompariranno pochi giorni dopo il rientro. I benefici a breve termine posso anche scomparire velocemente, concorda una ricerca dell’Università di Tampere, Finlandia, ma l’effetto complessivo nel medio-lungo periodo è vera e propria forza vitale. Inutile abbattersi dunque: «Sarebbe come chiedersi perché dormiamo dal momento che, dopo una giornata, saremo di nuovo stanchi» ha spiegato Jessica de Bloom, scienziata del comportamento.

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