Come evitare le bufale alimentari

Ce n’è per tutti i gusti. Basta fare sensazione, anche in ambito alimentare. E così nel web, il mezzo più frequentato da navigatori accorti e da cacciatori di notizie, spopolano bufale clamorose ma dall’impatto mediatico e popolare, sul modo di raggiungere taglie slim, scoop su diete miracolose, prodotti bio, fusion, a zero impatto ambientale o chissà che altro. Il rischio è essere catturati dalla rete e cascarci dentro. Peccato però che quelle fake news nella gran parte dei casi finiscono col danneggiare l’utente, la sua cattiva informazione e talvolta anche la sua salute. A mettere in chiaro come cercare la buona notizia sul web, in occasione della appena passata manifestazione Fa la cosa giusta!, la fiera del consumo sostenibile tenutasi a Milano, è il dottor Giorgio Donegani, Tecnologo Alimentare ed esperto di Nutrizione, co-autore delle Linee Guida per l’Educazione Alimentare nella Scuola Italiana del MIUR e consulente di Milano Ristorazione.

 

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Fake news alimentari. Notizie inventate, amplificate dal web, circolo vizioso di passa parola che diffonde in maniera rapida e virale, il buono come il falso. In ogni ambito del sapere, compreso quello alimentare. E così, specie nei mesi che preludono all’estate, rimbalza di pagina in pagina la notizia che l’ananas fa dimagrire perché la bromelina, un enzima contenuto in abbondanza soprattutto nel gambo, sarebbe un ottimo brucia grassi. Invece no, perché l’ananas favorisce la digestione e stimola il metabolismo, ma non taglia il peso. Poi si scopre che c’è pure il sale dell’Himalaya, dove però non è mai esistito, arrivando invece dal Pakistan, ma raccomandato per chissà quale ragione dato che non contiene neppure iodio, promosso per il benessere della tiroide. E mentre si discredita il latte italiano, sulla cui bontà ancora si discute ritenendolo a torto dannoso soprattutto per gli adulti, il web esalta la quinoa, un seme etnico, ipocalorico, dal gusto delicato e dagli innumerevoli salutari benefici che impazza nella dieta di molti italiani. Una mania. Fino alle farine: un nuovo veleno bianco, secondo il web, dannoso per la salute. Creduloneria invece smentita dalle statistiche e dalla longevità, conferma e tranquillizza Donegani. In Italia, di farina bianca, ingrediente base di molti piatti della tradizione, come pane, pasta, pizza se ne consuma mediamente moltissima e, nonostante questo, siamo il secondo popolo più longevo al mondo dopo il Giappone. Come si spiega questo fenomeno? Il web racconta una bufala.

 

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Come evitarle. Una ricerca intelligente, oculata e accreditata. Sono queste le credenziali per scovare anche nel web notizie alimentari sane. Occorre diffidare, raccomanda l’esperto, di titoli esagerati e consultare siti istituzionali qualificati, a cominciare da quelli del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, del Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione o ancora della Società italiana di nutrizione umana. Attuando e promuovendo una ricerca di qualità si toglie ai social la loro capacità di costruire e dare credibilità scientifica a notizie e informazioni che, invece, scientifiche non sono. Mentre una informazione, specie di salute, deve contribuire a diffondere verità, accreditata di  scientificità sopra ogni ombra di dubbio. Solo così si fa un servizio di bontà nei confronti della salute pubblica, collettiva e non solo.

Ancora di più con i bambini. Il buonsenso è il primo ingrediente del vero benessere. Bisogna fidarsi di se stessi, ascoltarsi, riappropriarsi della capacità di valutare il proprio senso di salute. La raccomandazione dell’esperto, seppure preziosa per tutti, è rivolta soprattutto ai genitori, perché quando ci sono di mezzo i bambini la soglia di attenzione deve essere alta, anzi altissima. E non sono ammessi errori, fake o sviste. Tanto nell’alimentazione casalinga quanto, specie e soprattutto, nelle mense scolastiche dove le persone rivestono un ruolo importantissimo nel promuovere il valore del cibo, nutrizionale ed etico. In questo la scuola è determinante e Milano Ristorazione lo ha capito. Ha fatto proprio l’impegno di diffondere e infondere nei bambini la valorizzazione degli alimenti: è infatti in cucina mentre aiutano mamma e papà a preparare i piatti, nella scelta dei menù della mensa a scuola, durante il pranzo insieme nei refettori che i bambini imparano la cultura dal cibo. Recuperare l’esperienza diretta e in diretta sul cibo, conclude Donegani a supporto di quanto promosso da Milano Ristorazione, è una delle prime armi per poter combattere le bufale e alimentarsi in maniera sana e nutriente. Finalmente con consapevolezza.

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