Ex Gasometro, parcheggio nel 2018
Mercato a Loreto: basta Malpensata

Il 23 febbraio del 2016 sono partite le operazioni di bonifica di un’area nel cuore della città che si sposta: alle spalle della stazione, vicino al casello dell’autostrada. Piena di sterpaglie, per 30 anni. L’ex gasometro, finalmente, diventerà un parcheggio. Da metà 2018, se non ci sono slittamenti. La tempistica dipende fortemente da quanto dirà l’Arpa in questi giorni, in cui si sta portando a termine la verifica della bonifica. Senza criticità, si può partire. L’apertura del cantiere per la realizzazione del sospirato parcheggio (se ne parla dal 1992) è prevista entro ottobre mentre il fine lavori entro giugno 2018. Almeno questo è scritto nel bando periferie, dove il parcheggio è una voce consistente. Per avere i 18 milioni di euro garantiti del governo bisogna presentare il progetto definitivo entro giugno di quest’anno (la stessa cosa per il rinnovamento del dormitorio della Caritas di fronte alla torre del Galagario).

Il parcheggio avrà 298 posti. Nell’accordo firmato lo scorso 19 luglio tra Comune e Inps (che ha dato in concessione l’area), l’area di 12mila metri quadrati (quasi due campi da calcio) verrà utilizzata per la realizzazione da parte di Atb (che lo gestirà) del nuovo parcheggio da 298 posti auto, di cui 292 a uso pubblico e 6 per portatori di handicap. Centosettancinque saranno destinati alla sosta ad abbonamento, 117 a rotazione pubblica. Le tariffe saranno analoghe a quelle del parcheggio alla stazione autolinee: 1,40 euro all’ora e 1,20 euro per le ore notturne e nei festivi. Tariffa massima giornaliera? Dieci euro. Gli abbonamenti costerannono 50 euro al mese se non si lascia il mezzo di notte (altrimenti si arriva a 75). Nel piazzale della Malpensata dove il lunedì va in scena il mercato resteranno un centinaio di stalli per la sosta, che diventeranno però «strisce blu», quindi a pagamento. Inoltre verrà abbattuto il vecchio Palaghiaccio, dove verrà ricostruita una struttura polivalente (sempre a destinazione sportiva) che potrà essere utilizzata dal quartiere. Si parla inoltre di una rivoluzione nel nuovo piano della sosta per tutelare i residenti della zona, a cui verrebbero destinata delle nuove «strisce gialle».

Il mercato se ne va a Loreto. Non c’è l’ufficialità, ma sembra proprio che i 242 banchi del mercato del lunedì traslocheranno dalla Malpensata al parcheggio della Croce Rossa di Loreto. È ben servito dal trasporto pubblico locale, e ancora di più lo sarà in futuro: lì si fermerà la futura linea C del metrobus presentato lo scorso febbraio dalla Giunta Gori. Dentro l’area non ci starebbero tutte le bancarelle, però mettendo a disposizione dei terreni comunali adiacenti al parcheggio ce la si farebbe. Certo, il mondo degli ambulanti non è molto soddisfatto. Ma alternative valide, al momento, non sono ancora state trovate.

 

 

L’impegno di Atb. L’investimento di Atb è di un milione e 700mila euro, la gestione è fissata per nove anni. All’Inps andrà un canone annuo di 70 mila euro che dovrebbe coprire le spese di bonifica sostenute nell’area: sfumato il riacquisto dell’area da parte del Comune, che non aveva i 4-5 milioni di euro necessari da mettere sul piatto.

Tutto cominciò nel 1992. L’area era del Comune: l’ha venduta all’Inps nel 1992 per sei miliardi di lire. Avrebbe dovuto ospitare la nuova sede unica provinciale Inps-Inail. Ma non se n’è fatto nulla, evidentemente. L’area è rimasta una distesa incolta e maleodorante. Una storia pazzesca, tanto più che il Comune avrebbe dovuto tirare fuori il 50 per cento in più di quanto incassato vent’anni fa per riacquistare il terreno. Nel 2001 viene concesso il comodato gratuito a Palazzo Frizzoni, che traccia l’ipotesi di un parcheggio a pagamento. L’Inps punta i piedi: dà il comodato, ma vuole che il parcheggio sia gratuito. Per punizione, l’istituto di previdenza si vede presentare una cartella di oltre 200mila euro per Ici inevasa: un bel colpo assestato dall’allora sindaco Tentorio, professione commercialista. Ognuno combatte con le armi che ha a disposizione. Nel 2005 ci si riprova, ognuno dalle proprie posizioni. Sono tempi di vacche grasse e prende corpo l’ipotesi del riacquisto dell’area. Poi arriva la crisi, quella vera, e i milioni auspicati non ci sono più. Ora il vento è cambiato: l’Inps ha mostrato un dinamismo che finora era mancato, si è messo in gioco e ne ha tratto anche qualche soldino, oltre che un beneficio d’immagine notevole. Immagine che, del resto, era solo migliorabile.

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