Che fine fanno in Europa
le chiese ormai abbandonate

È una notizia che di primo acchito potrebbe sembrar strana e quasi non del tutto reale. Invece, quella che sembra una brutta supposizione è la nuda e triste realtà: anno dopo anno continua a crescere il numero di chiese abbandonate. Nella migliore delle ipotesi rimangono chiuse a prendere polvere per decenni, confidando e sperando in una nuova apertura. Nei casi peggiori, invece, dopo essere state sconsacrate, sono trasformate in palestre, supermercati, scuole di musica o sale attrezzate per lo skateboard. Il luogo che vanta la maggior concentrazione di abbandoni è il Nord Europa, sul cui podio svetta l’Olanda. Secondo alcune fonti si stima che il vaticano dovrà provvedere alla chiusura di circa 1600 chiese nel prossimo decennio. Ma anche la chiesa protestante avrà di che occuparsi, dato che nei prossimi quattro anni ne dovrebbe chiudere ben 700. Continuando la lista dei Paesi, si ricorda che inDanimarca sono 200 le chiese in stato di abbandono, mentre in Germania ne sono state chiuse 515 negli ultimi dieci anni. In Inghilterra se ne chiudono 20 l’anno, tanto che la Chiesa d’Inghilterra così come quella di Scozia hanno sul proprio sito una sezione per la vendita delle chiese sconsacrate.

 

 

Il caso Arnhem. Arnhem è il nome di una città dei Paesi Bassi. Come racconta approfonditamente anche Il Post, qui un tempo c’era una chiesa molto grande intitolata a San Giuseppe, che poteva ospitare fino a mille persone. Non è che oggi questa chiesa sia scomparsa o sia stata abbattuta. Ha solamente subito una drastica riconversione. Infatti, se fino a qualche tempo fa erano in pochi ad entrare nel luogo di culto per presenziare alla messa o alla recita delle lodi, oggi file e file di ragazzi si affollano fuori da quest’edificio. Eh già, perché dal 2011 è diventata l’Arnhem Skate Hall, uno skatepark molto frequentato in attesa che la struttura trovi un acquirente. Durante i lavori che hanno trasformato la struttura da edificio religioso a laico, sono nate tantissime polemiche rispetto a quello che stava avvenendo. In particolare, i più anziani ritenevano che questa “conversione” peccasse di blasfemia. Ma le proteste non sono state ascoltate e i lavori sono proseguiti senza interruzioni.

Lo stesso è accaduto ad una ex chiesa luterana a Edimburgo, in Scozia, che oggi è oggi un pub a tema (il Frankenstein Pub). Ma i casi sono davvero numerosi. La chiesa di San Paolo a Bristol, in Inghilterra, è usata come scuola di danza e palestra per le esercitazioni dal gruppo Circomedia; e sempre ad Arnhem, per citarne un’altra, una chiesa dismessa del 19esimo secolo è oggi un negozio di abbigliamento (Humanoid). Altre chiese in Olanda sono diventate supermercati, palestre, negozi di abbigliamento, librerie e o fiorai.

 

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[La chiesa di Napoli riconvertita in libreria]

 

E in Italia? Anche nel Bel Paese con gli anni è aumentato il numero delle Chiese abbandonate. Nei casi migliori, dipende dai punti vista, alcune sono state nel tempo riconvertite. L’ultima notizia in merito è di qualche settimana fa, a Napoli. Dopo trent’anni di oblio, la chiesa abbandonata di via Carlo Poerio ha riaperto come attività libraria. Il tutto è stato possibile grazie all’imprenditore Marzio Alfonso Grimaldi, proprietario dell’omonima libreria antiquaria e famosa casa editrice.

Sono comunque tante le iniziative che aiutano a riporre l’attenzione su questo tema e che si adoperano al recupero di questi edifici. Alcune ironiche, altre più serie. Per esempio, l’associazione templari cattolici d’Italia, in piena sintonia con gli obiettivi dello statuto, si adopera per il recupero e la riapertura di luoghi di culto che hanno subito nel corso del tempo l’abbandono, la chiusura, il deterioramento o ancor peggio la profanazione. Grazie al loro operato sono state recuperate numerose strutture tra cui: la Chiesa di Santa Maria delle Mose (Piacenza), Chiesa templare di Santa Maria Maddalena in Cerro di Toccalmatto (Fontanellato), Santa Maria di Mucciatella (Puianello di Quattro Castella), Santuario della Beata Vergine Maria del Suffragio dei Poveri (Piacenza), Chiesa di S. Anna (Busseto) e la Chiesa di S. Bevignate a Perugia.

Tra le iniziative che all’apparenza possono apparire più ironiche, ma non per questo vogliono essere meno serie, si può ricordare il flash mob organizzato lo scorso 7 maggio dai runners pisani per le vie della città.