Quelli che il giorno di Ferragosto
erano lassù a costruire lo stadio

I lavori allo stadio non si fermano mai, sette giorni su sette, dalle sei della mattina alle dieci di sera. Non fa eccezione nemmeno il Ferragosto. Ieri pomeriggio, un piccolo gruppo stava lassù nel cestello della gru, a venti e rotti metri di altezza, nella parte della nuova curva che guarda il viale Giulio Cesare, e trafficava tra i tubi bianchi di acciaio, che appaiono ormai imponenti, e affascinanti, con i loro incroci a X, con le travi imbullonate, in una specie di scultura geometrica, avveniristica. Un gruppetto lavorava nel cestello sospeso sopra il viale Giulio Cesare, un altro gruppo era all’opera nella parte di curva davanti al piazzale Olimpiadi, verso la via Fossoli; alcuni lavoratori si trovavano in cima alla gradinata mentre la gru faceva scendere un “traliccio” orizzontale bianco, probabilmente di quelli chiamati a sostenere la copertura della “Pisani”.

Non ci si ferma mai e la nuova curva è cresciuta a tempo di record per un’opera pubblica di così grandi dimensioni. Dal 6 di maggio, Giorno della Demolizione della gloriosa struttura realizzata alla fine degli anni Cinquanta, sono passati cento giorni e la nuova curva è già lì da vedere. L’impresa corre, gli operai lavorano perché bisogna rispettare una data precisa: lo stadio dovrà essere consegnato ai primi di ottobre, centocinquanta giorni dopo l’avvio delle opere. La prima partita casalinga dell’Atalanta a Bergamo sarà la sfida contro il Lecce, il 6 di ottobre. La nuova curva sarà capace di ospitare novemila e cento persone, tutte sedute. Addio ai vecchi gradini di cemento, nei quali infilarsi stando rigorosamente in piedi: tutti avranno il loro seggiolino numerato.

 

 

A parte il Ferragosto, giorno in cui il cantiere ha sì funzionato, ma a ranghi limitati, questo è il periodo in cui è al lavoro la maggior parte delle maestranze: ben duecento lavoratori ogni giorno che si occupano non soltanto di sistemare le tribune prefabbricate e il castello di travi, tubi e colonne di acciaio, ma anche addetti alle opere di urbanizzazione esterne allo stadio, tecnici per l’impiantistica, per le luci… Nel cantiere sono piazzate gru di diversa altezza proprio perché devono venire utilizzate per lavori differenti. Curiosità: l’ultima parte dei lavori riguarderà il terreno di gioco che attualmente appare smantellato.

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