5 curiosità faunistiche da NatGeo
Ad esempio, gli animali si drogano?

Il mondo animale, più o meno selvaggio, rimane ancora per noi un mistero in gran parte inesplorato. Spesso guardiamo le creature a quattro zampe, o quelle che volano e nuotano, e ci facciamo delle domande a cui non troviamo risposta. La rubrica settimanale #sapevatelo del National Geographic prova a rispondere ad alcuni di questi curiosi quesiti che ci poniamo di fronte alla meraviglia (e a volte alla stranezza) della fauna.

 

1) Gli uccelli possono dormire in volo?

Volano senza fermarsi per settimane e mesi interi, pur di migrare o trovare cibo. Come fanno a non stancarsi? Di fatto, dormono lassù, nell’alto dei cieli. Lo sostengono un team di ricerca guidato da Niels Rattenborg e Sebastian Cruz, un biologo che studia gli uccelli marini. Dopo aver osservato le fregate, che pattugliano il cielo sopra il mare a caccia di pesce per intere settimane, hanno concluso che di fatto si addormentano in volo. E c’è di più: possono scegliere anche quale dei due emisferi cerebrali far riposare (questo si sapeva già da una ricerca sui germani reali a terra). E tutto questo senza mai perdere la rotta. Naturalmente, in volo, il sonno è minore, diciamo equiparabile a una pennichella: 42 minuti ogni 24 ore. Mentre in condizioni di normalità le fregate riposano per 12 ore al giorno.

 

2) Gli animali fanno la guerra?

NatGeo dice che la risposta a questa domanda è più difficile di quanto possa sembrare. Perché in effetti presuppone una certa intenzionalità al confronto “armato” con altri animali ritenuti a livello consapevole nemici, mentre gli animali di fatto lottano per una questione di risorse del territorio, o per istinto di cibarsi. Possiamo dire ad esempio che le formiche Matabele assaltano le colonie di termiti, ma un entomologo sudafricano spiega che si tratta in realtà di una tattica di caccia, non di guerra. Altri insetti organizzano attacchi: le formiche schiaviste fanno incursioni nelle colonie delle altre specie mimetizzandosi con un profumo che replica l’odore di allarme delle assalite; in questo modo, le attaccate si fanno prendere dal panico e abbandonano la colonia con i suoi cuccioli, destinati a diventare schiavi delle nemiche. Anche il calabrone gigante asiatico attacca gli alveari della sua preda, un tipo di ape: può uccidere fino a 40 api in un minuto, strappando loro teste e ali; le api si difendono bene, comunque: uccidono i calabroni staffetta facendoli bruciare vivi con il battito delle loro ali. E per quanto riguarda altre tipologie di animali? Gli studiosi hanno osservato che in alcuni casi gli scimpanzé hanno attaccato altri gruppi per prendere possesso del loro territorio, anche con tattiche di sfiancamento piuttosto elaborate.

 

3) Perché i cani inclinano la testa quando ci ascoltano?

A volte diciamo qualcosa al nostro cane, per sgridarlo o per spiegargli che torneremo presto o che quel succulento pezzo di carne sul nostro piatto proprio non è destinato a lui. E lui inclina la testa da un lato, con fare perplesso. Ma perché? Di fatto, la scienza non ha ancora decifrato il motivo, ma secondo una teoria americana il muso che sporge davanti agli occhi di Fido gli impedisce di guardare bene la nostra bocca, cosa invece utilissima per comprendere le nostre reazioni emotive. Perciò, inclinano la testa: per vederci e capirci meglio. La ricerca condotta su quasi seicento cani da Stanley Coren ha infatti confermato che, tra quelli con il muso lungo, il 71 percento inclinava la testa, mentre, tra quelli col muso piatto, solo il 52 percento. Però, comunque la metà di quelli col muso poco pronunciato inclina comunque la testa, a questo punto senza motivo. Forse hanno solo capito che li troviamo teneri e adorabili, quando fanno così.

 

4) Quale animale profuma di pop corn?

Non è né un felino né un orso, è considerato specie vulnerabile (il primo gradino dell’estinzione) e vive nel sudest asiatico. È il binturong (o gatto orsino), mammifero parente degli zibetti. Che – udite udite – profuma di pop corn al burro. L’odore deriva in realtà dalla sua urina, di cui si inzuppano zampe e coda, e più precisamente da un composto in essa contenuto, il 2-AP, forse prodotto dalla reazione con i batteri dell’intestino e del mantello dell’animale, e che è la stessa molecola che conferisce ai chicchi di mais scaldati quell’aroma invitante. Per il binturong, questa traccia odorosa è importantissima, perché permette ai suoi simili di individuarne la presenza e di distinguere l’esemplare maschio dalla femmina (nel primo il composto è più forte).

 

5) Gli animali si drogano?

Qualche tempo fa, nella periferia di San Francisco, dei coyote avevano preso l’abitudine di attaccare le automobili. Esclusa la possibilità che si trattasse di rabbia o malattie del sistema nervoso, si era pensato ci fosse di mezzo qualche fungo allucinogeno. Ma l’ipotesi era quasi sicuramente infondata. Più probabile invece i coyote attaccassero perché qualcuno, qualche tempo prima, li aveva nutriti dall’abitacolo mentre i nuovi automobilisti non avevano ripetuto il magnanimo gesto.

Però, se i coyote non avevano assunto sostanze psicogene, altri animali invece sì. È il caso delle renne, gli ungulati della Siberia, che ingeriscono il fungo allucinogeno Amanita muscaria e di fatto “sballano”: iniziano a correre senza meta, emettendo strani versi e dondolando la testa come fossero ubriache. Ma non sono le uniche. In Tasmania, i wallaby invadono i campi di papaveri per mangiare le piantine e poi corrono in circolo fino a svenire. Anche alcuni delfini sono stati visti trascinare pesci palla (che producono tetrodotoxina), forse per alterare le proprie percezioni.

E per quanto riguarda cani e gatti? Fido di fatto ingerisce sostanze psicotrope solo per errore, e comunque metabolizza la droga molto più lentamente degli umani. Mentre i mici hanno un debole per la Nepeta cataria, o erba gatta, che produce nepetalactone, una sostanza eccitante, il cui effetto svanisce però dopo un quarto d’ora.

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