Gli uomini sono più stressati
(si adattano meno delle donne)

Solo le donne si stressano? Assolutamente falso, un mito da sfatare. Almeno stando ai risultati di una recente indagine condotta da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica, secondo cui 6 italiani su 10, al pari delle donne, sarebbero alle prese con nervosismi, tensioni e disturbi psicosomatici dalla gioventù sino all’età pensionabile. Colpa del lavoro, della famiglia e pure del tempo libero.

 

 

Gli uomini e lo stress. I maschi italiani hanno fatto outing attestando il loro stress quotidiano. Sperimentato da sei uomini su dieci a causa di diversi fattori: in testa il lavoro, cui si imputano per il 56 per cento le maggiori fonti di preoccupazione, che rivaleggia con il 52 per cento di stress da problematiche familiari, compreso il rapporto padre-figli, ingombrante sia per i giovani tra i 18 e i 24 anni sia per gli over 55, in cui aumentano le preoccupazioni dei figli che crescono, e nel 46 per cento con le questioni di coppia. Non è solo una percezione, ma un dato di fatto, scritto anche in letteratura, dove le cause di stress al maschile vengono attribuite proprio al lavoro e a questioni economiche, con un trend tutto in salita negli ultimi anni a seguito della crisi economica del 2008. La ragione? L’uomo tende da sempre a identificarsi nelle proprie capacità produttive, non più attenuate, quando necessario dalla famiglia, che sta vivendo un momento di crisi e separazioni con una scelta di vita da single in crescita, e/o da amici e tempo libero, diventati sempre più costosi. Due realtà di evasione, un tempo compensatorie, trasformatesi oggi in un’altra fonte di stress.

Che cos’è lo stress. È un meccanismo di risposta dell’organismo, spiegano gli esperti, per ricostruire un equilibrio alterato da una perturbazione proveniente dall’esterno o dall’interno che il 90 per cento circa degli uomini italiani somatizza sviluppando un disturbo tipico da stress. Palpitazioni, aumento della frequenza del respiro e della contrazione muscolare, episodi frequenti di insonnia seguita da problemi cardiologici, digestivi e, in parte, cefalee. Inoltre, sarebbero in aumento nel maschio le disfunzioni sessuali su base psicologica, associata appunto a stress, specie tra i giovani. Non è teoria, ma realtà; infatti, secondo l’indagine, i maschi intervistati patirebbero per il 45 per cento ansia e nervosismo, tensioni muscolari con una percentuale superiore al 36 per cento, mal di testa per il 34 per cento circa e infine disturbi del sonno per più del 27 per cento dei casi. Dunque, in buona sostanza, lo stress costituirebbe il prodotto finale di un rapporto stretto tra cervello, ipotalamo, ipofisi e surrene che legano la parte emotiva e la parte ghiandolare, tale da permetterci di concentrare tutte le risorse ed energie per superare le difficoltà.

 

 

Come gli uomini vorrebbero attenuare lo stress. La maggioranza dichiara che, se potesse cambiare la gestione del proprio tempo, lo dedicherebbe maggiormente agli affetti: nel 64 per cento alla vita di coppia, nel 61 per cento dei casi a figli e famiglia, o ad attività culturali e relax con un desiderio pari al 60 per cento. A differenza di quanto si potrebbe pensare, anche le donne confermano questa visione e riconoscono come gli uomini si dedichino più al lavoro e marginalmente alla famiglia nonostante il desiderio di passare più tempo con i propri cari.

Come gestire i disturbi da stress. Il primo ricorso cui accedono i maschi italiani è l’automedicazione, in più del 40 per cento dei casi a farmaci da banco. Ad esempio a soluzioni a base di valeriana, da sola o in associazione con altri principi naturali come la passiflora, per risolvere i problemi di insonnia; a terapie locali come pomate, creme, gel, cerotti ad azione antinfiammatoria e antidolorifica per combattere le tensioni muscolari fino a miorilassanti per distendere la muscolatura; a farmaci antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti Fans in compresse o bustine, contro il mal di testa. In caso di necessità, gli uomini si rivolgono principalmente ai professionisti della salute, al medico di famiglia e al farmacista, mentre solo il 12 per cento dichiara di affidarsi alle cure di una donna, sfatando lo stereotipo degli uomini che non si prendono attivamente cura della propria salute. La presenza femminile diventa invece marginale dai 40 anni in poi, attestando che la mamma è la figura cui i ragazzi e i giovani adulti eventualmente si affidano.

 

 

Cosa fare per mettere ko lo stress. Occorre prestare più attenzione agli stili di vita, in particolare al pensiero e al tempo. Perché proprio questi due elementi? Al pensiero, chiariscono gli esperti, in quanto lo stress non deriva dall’alto, ma è la conseguenza del modo in cui si affrontano gli eventi della vita, invitando così a riconsiderare il rapporto con se tessi, gli altri e il lavoro. Riguardo al tempo, invece, occorre migliorare la qualità degli spazi liberi all’interno della giornata, allontanandosi dalla tecnologia e dedicandosi piuttosto all’attività fisica, alla riflessione, all’immaginazione e al sogno. Strumenti, tutti, che permettono allo spirito e al cervello di recuperare energie.

In conclusione. L’uomo si stressa di più, questa è la verità. L’uomo è perfettamente in grado di fare le stesse cose della donna, ma spendendo più energie e patendo con un livello di stress più alto. Questo perché i maschi sono meno multitasking rispetto alle donne, avendo un minor livello di comunicazione tra gli emisferi cerebrali destro e sinistro e tendendo a procedere con operazioni mentali compartimentalizzate. Così nella gestione familiare, dove è necessario ogni volta adattarsi a situazioni per definizione mutevoli, l’uomo dimostra fisiologicamente meno smalto rispetto alla donna, cosicché anche l’interscambio completo dei ruoli tra uomo e donna, da un punto di vista neurobiologico, appare una vera chimera.

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