La gloriosa storia del Balzer
oggi in mano agli emiri

Lo storico Caffè Balzer, che dal 1936 si affaccia sui Portici del Sentierone, è stato rilevato il 6 maggio 2014 dagli sceicchi di Dubai. La gestione è stata assorbita al 100% dal gruppo arabo Dnata, uno dei maggiori fornitori al mondo di servizi nel settore aeroportuale, che già dal 2008 deteneva il 50% delle quote insieme alla Servair Air Chef, società francese specializzata nella gestione di bar e nella ristorazione aeroportuale. Il gruppo Dnata (Dubai national air travel agency) è parte del Gruppo Emirates (società direttamente controllata dal governo di Dubai): opera attualmente in 75 aeroporti dei cinque continenti e offre un servizio d’eccellenza ad oltre 250 compagnie aeree.

Le ultime gestioni. Il Balzer ha vissuto, negli anni più recenti, una vicenda di continui passaggi di gestione culminata, nel 2014, con l’estromissione dai Locali storici d’Italia, la guida milanese in cui era presenza fissa. Un colpo durissimo, anche in considerazione del fatto che, fino agli anni Novanta del secolo scorso, il locale si trovava regolarmente inserito nella lista dei duecento migliori bar d’Italia, insieme al Caffè del Tasso di Piazza Vecchia e al Caffè Falconi di via Camozzi.

Ma perché Balzer? I Balzer erano mercenari provenienti dal Liechtestein che nel 1850 aprirono la loro prima pasticceria a Palazzolo sull’Oglio, seguita da una seconda a Treviglio. Approdati a distanza di anni nel cuore di Bergamo bassa, rilevarono dalla prestigiosa pasticceria di Ubaldo Isacchi i locali sotto i portici del Sentierone e nel 1936 fondarono quello che sarebbe in breve diventato uno dei più rinomati caffè-pasticceria della città.

Gli anni d’oro. L’apice dello splendore fu raggiunto alla metà del secolo, quando la frequentazione degli eleganti caffè della ”passeggiata” –  c’era anche il Caffè Nazionale, lì a due passi – permetteva ai bergamaschi di rivivere l’eco della romana via Veneto.
Col Teatro Donizetti dirimpetto non era difficile incontrare, in quegli anni, personaggi di fama mondiale come la divina Maria Callas, il maestro Gianandrea Gavazzeni, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman, la ballerina Ivette Chauviré dapprima étoile e più tardi direttore dell’Opéra di Parigi, il sovrintendente Bindo Missiroli e tanti altri. L’aperitivo prima dello spettacolo e il dopo teatro al Balzer diventarono riti irrinunciabili.

I dolci. A metà degli anni Cinquanta la contesa tra i due locali attigui del Balzer e del Nazionale cessò, perché le due gestioni furono unificate sotto il nome degli antichi mercenari. Fu allora che Sandro Balzer decise di riprendere la produzione della celebre “Polenta e Osei”, rivisitazione in versione di dolce di un classico secondo piatto bergamasco. Oggi è il souvenir gastronomico più amato della città.
Negli anni precedenti, dai laboratori del  Balzer erano usciti panettoni in grado di contendere coi più celebrati marchi meneghini. Durante il periodo natalizio gli automobilisti li acquistavano anche per depositarli all’angolo del Sentierone, fronte Vedovella, come gentile omaggio per i Vigili Urbani.
Successo enorme ebbe poi il Dolce brevettato Donizetti, prodotto da Angelo Balzer nel ’48 per il centenario della morte del compositore: una Torta Margherita a forma di ciambella, che nel 1997 vide la propria ricetta ridefinita e perfezionata dal Gruppo Pasticceri dell’Associazione Artigiani.

I signori del deserto sapranno raccogliere quanto resta di quella tradizione per riportarla a nuovi splendori?