Guida all’uso delle vitamine
La C potrebbe curare il tumore

È terapeutica e non solo per combattere il raffreddore. La vitamina C, se somministrata ad alte dosi per via endovenosa, ovvero 10 mg al giorno, sembrerebbe in grado di potenziare gli effetti della chemioterapia. A darne notizia è uno studio dell’Università del Kansas, svolto in collaborazione con alcuni National Institute of Health americani, dopo i promettenti risultati preliminari ottenuti dalla sperimentazione della sostanza sui topi e un limitato gruppo di pazienti.

Un’opportunità a cui anche in Italia si guarda con fiducia, tinta però da cautela: la via di somministrazione, dicono gli esperti, è più invasiva rispetto alla tradizionale, ma se i benefici sono migliorativi sia ai fini del trattamento che della qualità della vita grazie alla riduzione degli effetti collaterali di una normale chemioterapia, questa nuova via terapeutica dovrebbe essere perseguita. Prima di spendere una parola definitiva a favore della strategica azione della vitamina C, si deve attendere però l’avvio di uno studio clinico su larga scala che ne testi la reale efficacia e ne consenta la validazione.

Quali cibi contengono vitamina C. È una vitamina quattro stagioni, seppure sia più inflazionata in autunno e in inverno. Se ne fa il pieno con le spremute di agrumi e di frutti aciduli; affettando un kiwi (6 frutti ad esempio ne contengono 500 mg), o gustando una succosa ananas al momento del dessert. Durante i pasti, la si trova nei contorni: introito assicurato se si mettono nel piatto radicchio, spinaci, broccoli, broccoletti cavolfiori e tutti gli ortaggi della famiglia delle crucifere, ma anche i rossi pomodori e i peperoni, le patate specie se novelle ne sono ricchi. E in estate? È bene scegliere frutti rossi, in particolare fragole e ciliegie, per immagazzinarne un po’. La vitamina C è una vitamina molto labile, e viene distrutta dalla cottura, dalla conservazione, dall’esposizione all’aria e alla luce, ecco perché è fondamentale consumare gli alimenti freschi. Quanto più freschi e meno cotti sono gli alimenti, maggiore è la quantità di vitamina contenuta.

 

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Quanto è troppa… Eccessi e deficit di vitamina C hanno i loro effetti collaterali. Abusi da integratori, da una dieta sbilanciata, o a causa del cattivo all’assorbimento della sostanza sono i principali fattori di rischio per un introito extra-large di vitamina C. Accorgersi però che nell’organismo c’è troppa sostanza non è sempre facile poiché i sintomi sono piuttosto comuni – nausea e vomito, mal di testa, bruciori e mal di stomaco, gastrite, diarrea e crampi addominali – e assimilabili anche a malattie di altra natura. La conseguenza perdurante più probabile è la formazione di calcoli renali per l’eccessiva produzione di ossalati, o ancora l’erosione dentale che insorge a lungo andare se si masticano frequentemente compresse che la contengono.

…E quando troppo poca. Stanchezza, affaticamento, inappetenza, dolori muscolari e maggiore predisposizione alle infezioni denunciano invece che la sostanza è sotto i livelli-soglia. Ma possono risentirne, oltre ossa e tessuto connettivo, anche denti, capelli e pelle che diventano tutti più fragili e soggetti a rovinarsi, spezzarsi o a manifestare ematomi. Sono sintomi generali che devono però escludere la presenza di malattie quali lo scorbuto, le ulcere e ustioni, le malattie infiammatorie, interventi chirurgici, stati febbrili, eccesso di caldo e freddo, o di talune condizioni come gravidanza e allattamento che di per sé possono essere causa di carenza di vitamina C. Attenzione anche a qualche effetto collaterale esterno: fumo, stress, febbre altapossono ridurre la capacità dell’organismo di assorbire la vitamina C; quantità d’acqua eccessive impoverire le riserve organiche; i contraccettivi orali e l’aspirina ridurne l’assorbimento e la cottura dei cibi distruggerne una parte contenuta in natura negli alimenti per cui sarebbe meglio preferire pietanze cotte al forno a microonde o al vapore. La causa e il rimedio terapeutico, vista la molteplicità di manifestazioni, vanno identificati con l’aiuto del medico di riferimento o dello specialista.

 

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Ma quante vitamine ci sono. Non si esaurisce tutto con la vitamina C, perché l’organismo per stare bene ha bisogno anche di tutta la vasta gamma, contenute ciascuna in una serie di alimenti e con una particolare funzione. Ci sono le vitamine idrosolubili, che si sciolgono cioè in acqua e di cui sono ricche soprattutto frutta e verdure. Eccole:

  • B1 (tianina) – E’ importante per il metabolismo dei carboidrati e assicura il corretto nutrimento al sistema nervoso. Ce la si può procurare mangiando alimenti vegetali come germe di frumento, soia o animali come prosciutto crudo, carne di maiale e lievito di birra.
  • B2 (riboflavina) – Serve per nutrire pelle e mucose. La si trova nel fegato, latte vaccino, uova, lievito di birra, pappa reale, germe di grano.
  • B5 (acido pantotenico) – Protegge da diverse condizioni patologiche. La contengono tutti gli alimenti vegetali e animali, soprattutto fegato, tuorlo d’uovo e legumi.
  • B6 (pirossidina) – Influenza l’utilizzo delle proteine, la sintesi dell’emoglobina e il metabolismo di carboidrati e lipidi. Ne sono ricchi la carne, il pesce e i legumi.
  • B9 (acido folico) – E’ essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali. Come procurarsela? Mangiando verdure a foglie verdi (spinaci, broccoli), legumi (fagioli), cereali, lievito di birra, alcuni frutti (arance, fragole, nocciole).
  • B12 (cobalamina) – E’ utile per il metabolismo di acidi grassi, aminoacidi e acidi nucleici. L’indicazione dietetica? Consumare alimenti di origine animale come fegato, carne, pesce, latte e uova anche se è contenuta in minime quantità.
  • H (biotina) – Partecipa alla sintesi del glucosio e degli acidi. Mangia, per darne all’organismo, fegato, pollo, tuorlo d’uovo, pesce, alimenti vegetali come frutta secca, frutta fresca e molti ortaggi.
  • PP (niacina) – Influenza reazioni di respirazione cellulare e demolizione di acidi grassi, aminoacidi e colesterolo. La si acquista, mangiando molti prodotti di origine animale come fegato, acciughe fresche, pollo, crusca di frumento e arachidi tostate

E poi ci sono le vitamine liposolubili che si smantellano cioè nei grassi. Sono di meno, ma ugualmente importanti:

  • A (retinolo) – Indispensabile per la vista, ha anche proprietà antitumorali. Si trova soprattutto negli oli e nei vegetali oleosi come germe di grano, semi, nocciole.
  • D – Regola il metabolismo del calcio. È difficile procurarle dieteticamente, la strategie è esporsi al sole e all’aria aperta.
  • K – E’ coinvolta nella coagulazione del sangue ed è contenuta in alcuni vegetali come spinaci, broccoli, cavoli, ma anche fegato.