La questione reddito di cittadinanza
Facciamo un po’ di chiarezza

Reddito di cittadinanza: è la parola magica che ha spianato al movimento 5stelle la vittoria alle elezioni, con una media nazionale al 32% ma con punte nelle zone più depresse del paese sopra il 50%. Una parola magica che potrebbe trasformarsi in un pericoloso boomerang se la promessa non dovesse essere mantenuta, visto che l’attesa è alta e già all’indomani del responso elettorale c’è chi si è fatto sotto per capire come ottenerlo.

Ma cos’è esattamente il reddito di cittadinanza? E a chi è destinato? In Italia esiste già una misura anti povertà varata dal governo Renzi ribattezzato Reddito di inclusione. È una sperimentazione, rivolta in particolare ai nuclei famigliari poveri, dove la parola chiave è proprio “inclusione”. Significa che è una misura pensata per sostenere un percorso verso un’autonomia economica dei nuclei che vengono sostenuti. È una misura quindi che chiede un’adesione ad un percorso di promozione e di inclusione sociale e lavorativa.

 

 

Con i 5stelle la fisionomia del reddito cambia profondamente. Come si legge nel programma, con reddito di cittadinanza (o di sussistenza) si definisce una forma di sostentamento elargita dallo Stato ai cittadini privi di reddito o il cui reddito – da lavoro o pensione – non arrivi a quella che viene definita “soglia di povertà”, che naturalmente cambia in base al momento storico o al Paese». Secondo i numeri dati dal leader del Movimento Luigi Di Maio ha detto che il reddito di cittadinanza è rivolto a 2,8 milioni di famiglie e, complessivamente, contribuirà al sostentamento di oltre 8 milioni di italiani.

Cos’è esattamente. Il reddito è una misura pensata contro la povertà assoluta, quindi riguarda le persone con redditi inferiori ai 780 euro mensili. È una misura che può coprire integralmente o integrare le entrate delle persone che si trovano in queste condizioni. C’è un dettaglio importante: i calcoli vanno fatti per nucleo famigliare e non sulla singola persona. Il che vuol dire che una sola persona nella famiglia può ottenere il reddito di cittadinanza anche se in quel nucleo familiare vi siano più persone con un salario inferiore ai 780 euro. Dunque un “solo” reddito di cittadinanza a famiglia. Facendo un po’ di calcoli si arrivano a queste ipotesi di reddito: una persona al di sotto dei 35 anni senza famiglia otterrebbe circa 5.175 euro l’anno. Invece una coppia con figli minorenni arriverebbe a 7.023 euro, superata dalla coppia senza figli ma con la donna al di sotto dei 35 anni (per loro 7.084 euro).

 

 

Le condizioni. La parola cittadinanza potrebbe far pensare ad un assegno a fondo perduto. In realtà non è così, e il progetto si avvicina all’idea di “inclusione” del Reddito del governo di centrosinistra. Infatti ci sono delle condizioni da rispettare: per esempio i disoccupati, per poter conservare il reddito di cittadinanza, dovranno iscriversi a un centro per l’impiego. Sarà inoltre previsto frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale, bisognerà dimostrare di fare ricerche di lavoro per almeno due ore al giorno. E, in particolare, si dovranno mettere a disposizione circa 8 ore settimanali alla comunità per progetti e lavori socialmente utili.

Il costo. Quanto costa tutto questo? Secondo il Movimento di Di Maio siamo tra i 15 e i 16 miliardi. Una cifra che il presidente dell’Inps, Tito Boeri giudica oltremodo ottimistica. Per aver un paragone, il Rei varato dal governo uscente costa 2,5 miliardi.

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