Le case Aler in via Borgo Palazzo
Una Salerno-Reggio in salsa orobica

La Salerno-Reggio Calabria dell’edilizia residenziale pubblica in salsa orobica. Così ricorderemo la vicenda che ha accompagnato il destino delle case popolari di via Borgo Palazzo. Dopo dodici anni di battaglie, sembra ormai prossima alla conclusione, con l’inaugurazione (e soprattutto all’assegnazione), nell’arco di dieci mesi, di 107 alloggi. Il cantiere, fermo dal 2005 e destinato alla costruzione di tre edifici di edilizia residenziale pubblica (Erp), si è rimesso in moto a marzo dello scorso anno. Il progetto, regolamentato da un accordo di programma tra Regione Lombardia, Aler, Provincia e Comune di Bergamo e denominato «Palatenda», prevede la realizzazione di trenta appartamenti a canone sociale, sette convenzionati, settanta a canone moderato, con cantine e box.

 

La planimetria generale delle case Aler in via Borgo Palazzo.

 

La complicatissima storia. Il progetto originario di via Borgo Palazzo prevedeva la realizzazione di soli due edifici residenziali di quattro piani, per un totale di sessantatré alloggi, con l’aggiunta della nuova sede degli uffici Aler. Successivamente, dato l’elevato fabbisogno di case, i soggetti direttamente coinvolti hanno optato per la costruzione di nuovi appartamenti da assegnare in locazione, convertendo la superficie lorda di pavimento, destinata alla realizzazione della nuova sede degli uffici Aler di Bergamo, in volumetria per il soddisfacimento del fabbisogno di ERP. Nel gennaio del 2005, con l’approvazione del progetto esecutivo, il cantiere viene consegnato alla ditta aggiudicatrice della prima gara d’appalto, l’impresa Capraro s.p.a. L’appaltatore però, dopo pochi mesi di attività, durante i quali realizza una parte delle opere di fondazione, abbandona il cantiere, con conseguente risoluzione contrattuale da parte della stazione appaltante (in data 13 aprile 2006).

Nel frattempo, viene approvata dalla Regione la variante all’Accordo di Programma con lo stralcio della sede Aler e la riconversione di tale volumetria da terziaria in residenziale. Il programma, completamente rivisto in funzione delle nuove volumetrie residenziali, prevede l’aggiunta di un edificio di trenta alloggi a canone sociale. Espletate nuovamente tutte le procedure previste dalle normative (approvazione progetti preliminare, definitivo, esecutivo) e ottenute tutte le concessioni e autorizzazioni da parte dei vari enti competenti, viene pubblicata la nuova gara in data 17 luglio 2009, di cui risulta aggiudicatrice l’Impresa Steda s.p.a, di Rossano Veneto. Il cantiere viene consegnato il 19 dicembre 2009, ma, iniziati i lavori, arriva il ricorso all’aggiudicazione da parte della seconda classificata, con conseguente sospensione dei lavori.

 

Il prospetto esterno dell’Edificio 1.

 

Nel novembre dello stesso anno il Tar dichiara improcedibile il ricorso e quindi Aler stipula il contratto con l’impresa Steda s.p.a., che dà il via ai lavori in data 29 dicembre 2010. Per motivi indipendenti dalla volontà della stazione appaltante, anche questa impresa fallisce, senza aver completato le opere: il 26 novembre 2013 viene deliberata la risoluzione contrattuale e l’area del cantiere viene riconsegnata all’Aler solo nel marzo 2014. Da qui si ricomincia per effettuare i rilievi tecnici e le procedure di riappalto, fino a marzo del 2016 con l’avvio dei lavori del primo lotto conclusi a dicembre 2016, che comprendevano le opere impiantistiche, quali la rete della fognatura, del gas, dell’acqua, dell’il – luminazione e dell’impianto di riscaldamento.

E arriviamo a quest’anno. Il 5 gennaio sono stati consegnati da Aler all’impresa aggiudicatrice della gara d’appalto i lavori del secondo lotto. Un nuovo passo avanti che, insieme al terzo lotto il cui affidamento è in calendario per il mese di marzo, porterà al completamento degli edifici, insieme a tutte le finiture esterne, entro l’inizio 2018. Non si può parlare di traguardo, ma almeno di (felice?) conclusione.

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