Le risposte esilaranti sul Reddito
L’Inps è diventata simpatica

Domanda: «Mio figlio ha 26 anni mai lavorato (legalmente), dove può recarsi per avere delucidazioni sul reddito di cittadinanza?». Risposta: «Innanzitutto le consigliamo di non scrivere che suo figlio ha lavorato in nero sul social della Pubblica amministrazione che dovrebbe fare i controlli su questi aspetti perché sono costretto a inviare segnalazione ai nostri ispettori per controllo di suo figlio. Se suo figlio sta lavorando in nero e fa richiesta di reddito di cittadinanza rischia fino a sei anni di prigione…».

È uno dei dialoghi un po’ surreali che popolano la pagina Facebook dell’Inps per la famiglia, allestita in particolare per rispondere alle domande degli utenti sul reddito di cittadinanza. È una pagina che ha messo a dura prova la pazienza dei moderatori, costretti a misurarsi con domande strampalate, con ripetizioni al’’infinito delle solite questioni, riproposte con l’insistenza di un disco rotto. A volte, come abbiamo visto, gli utenti si avventurano anche in outing abbastanza rischiosi: sono tanti quelli che confessano candidamente di lavorare in nero, come se il lavoro nero fosse una delle tante opzioni legalmente possibili. Fatto sta che a volte anche la pazienza ha un limite e qualche moderatore ha smesso di rispondere con moderazione… Come in questo caso: «Perché invece di ripetere le stesse cose non va sul sito Inps e richiede il Pin che ci vogliono 5 minuti???». Ribatte l’utente: «Non so farlo, l’avrei già fatto». E l’Inps: «Basta richiederlo a Poste o a Inps. Oppure è troppo impegnata a farsi i selfie con le orecchie da coniglio?». E ancora. «Le ripetiamo che se usa Facebook e si fa i selfie con le orecchie da coniglio sa anche richiedere un Pin».

Ovviamente il caso è diventato politico e il presidente dell’Inps Pasquale Tridico si è scusato dopo quelle risposte diventate virali «per alcuni toni utilizzati che non rispecchiano i valori e la missione dell’Istituto». Obiettivo di Inps, scrive Tridico, «deve essere quello di creare un dialogo costante e trasparente per avvicinarsi ai cittadini». Comunque lo stesso Tridico ha dovuto precisare che le pagine social dell’Inps non sono state pensate per rispondere a situazioni personali, ma devono chiarire solo «aspetti tecnici generali rispetto alle prestazioni erogate dall’Inps».

Il risultato paradossale è stato però quello di rendere simpatico un ente in genere guardato come macchina burocratica ostile ai cittadini. Infatti la pagina è stata presa d’assalto da curiosi che in tanti casi si sono inseriti nei commenti continuando il gioco esilarante involontariamente iniziato dai moderatori. Davanti all’assurdità di tante domande, davanti al festival di sgrammaticature, gran parte del pubblico si è schierato dalla parte di chi doveva trovare risposte a tutto. E doveva trovarle anche in fretta, per evitare che altri utenti si inserissero con informazioni sbagliate. Così è scattata una gara di solidarietà verso i social manager della pagina facebook, assediati da lamentele e da domande surreali. L’Inps non è mai stata così simpatica…

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.