L’ex terrorista Cesare Battisti
espulso, non estradato. Cioè?

Cesare Battisti sarà espulso dal Brasile. Un giudice federale del tribunale di Brasilia gli ha revocato il visto di residenza perché giudicato cittadino italiano a cui sono contestati reati di sangue, presente nel Paese sprovvisto di documenti. Quelli presentati quando entrò in Brasile, erano infatti documenti falsi. In una parola, Battisti per il giudice di Brasilia è un irregolare. Lo stesso giudice ha sollecitato il governo a verificare la possibilità di consegnarlo alle autorità dei Paesi in cui aveva soggiornato dopo la fuga dall’Italia. Pare dunque probabile un ritorno di Battisti in Messico o in Francia, che sono i Paesi attraverso i quali passò dopo la fuga in Italia e prima di arrivare in Brasile nel 2004 (ipotesi che quindi negherebbe un suo ritorno nel nostro Paese). Alberto Torregiani, figlio adottivo di una delle vittime attribuite a Battisti (e che dai tempi dell’omicidio del padre è su una sedia a rotelle per i danni riportati nella sparatoria) ha chiesto un intervento del governo per riaprire le procedure di richiesta di estradizione. Dal canto suo, Cesare Battisti, raggiunto telefonicamente da Le Monde, ha annunciato che farà riscorso in quanto vede nel provvedimento brasiliano «l’ennesimo tentativo di destabilizzazione orchestrato contro di lui».

Cesare Battisti e la vicenda giudiziaria. Cesare Battisti oggi risiede in Brasile e gode di asilo politico. Nel 2009 il governo brasiliano aveva concesso lo status di rifugiato politico all’ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac), che nel 1988, in contumacia, era stato condannato all’ergastolo in Italia per atti di terrorismo compiuti tra il 1978 e il 1979. Gli sono stati attribuiti 4 omicidi, ma lui si è sempre proclamato innocente. Arrestato nell’ambito di un’operazione antiterrorismo, nel 1981 evase dal carcere di Frosinone e fuggì a Parigi. Volò in Messico e poi tornò nuovamente in Francia, dove vennearrestato. Dopo soli 5 mesi di carcere la Francia negò l’estradizione e lui tornò in libertà. Nel 2004 arrivò in Brasile dove poi, era il 2007 ,venne arrestato a Rio de Janeiro. Dopo avergli concesso l’asilo politico, l’allora presidente Lula rifiutò l’estradizione in Italia e nel 2011 la Corte Costituzionale brasiliana negò definitivamente la richiesta italiana.

Una storia di terrorismo e omicidi. La vicenda di Battisti risale a uno dei periodi più bui della storia italiana del dopoguerra: gli anni di piombo, ed è la storia di un delinquente comune che, dopo alcuni reati, pasò al terrorismo rosso, nel ’77. In carcere, infatti, conobbe Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, che lo accolse nell’organizzazione. Quando uscì di prigione partecipò alle prime azioni eversive del gruppo, definite “espropri proletari”. Il primo omicidio che gli venneattribuito è del 6 giugno 1978, quando a Udine rimase vittima Antonio Santoro, maresciallo della polizia penitenziaria, in un’azione rivendicata dal Pac il giorno successivo. Sei mesi dopo, il 16 febbraio 1979 vennero uccisi a Milano il gioielliere Pierluigi Torregiani, e vicino a Venezia il macellaio Lino Sabbadin. Entrambe le vittime, giorni prima si erano ribellate a tentativi di rapina, Torregiani sparando e uccidendo il rapinatore, Sabbadin mostrando le armi. Le due morti vennero rivendicate dai Nuclei Comunisti per la Guerriglia Proletaria, e per i quali Battisti venne ritenuto mandante e ideatore. L’ultimo omicidio è quello del 19 aprile 1979 a Milano, dove morì Andrea Campagna, agente Digos. Anche questo assassinio venne rivendicato dai Pac, e Battisti è accusato di essere stato l’esecutore materiale.

Ma dal ’79 è latitante. Tutti i processi che si sono svolti a suo carico non lo hanno mai visto presente in aula, poiché Battisti dal 1979 vive da latitante in vari Paesi del mondo. In questa sua veste si è rifatto una vita. ha goduto dei benefici della “dottrina Mitterand”, che negli anni Ottanta sistematizzò la vecchia tradizione francese di offrire rifugio a chi è costretto a espatriare per motivi politici. Si è sposato ed è andato in Messico, è diventato papà e ha fondato la rivista culturale Via Libre, che ha trasferito a Parigi nel 1990. Qui Battisti lavorò come portiere in un palazzo e scrisse romanzi gialli. Con la salita al potere della destra nel 2002 e l’abrogazione di fatto della dottrina Mitterand, la Francia nel 2004 gli concesse l’estradizione. Battisti, a quel punto, fuggì in Brasile, dove venne arrestato nel 2007. La sua prima richiesta di asilo politico non venne accolta. In un secondo tempo, il ministro della giustizia Tarso Genro cambiò parere, motivando la decisione su quello che definisce il «fondato timore di persecuzione del Battisti per le sue idee politiche», nonché sui dubbi espressi sulla regolarità del procedimento giudiziario nei suoi confronti. Poi la palla passò a Lula, che negò l’estradizione.

Che cos’è l’estradizione. Per Estradizione si intende quel procedimento che permette a uno Stato di chiedere a un altro Stato di consegnargli una o più persone condannate a scontare una pena o che debbano essere perseguiti per reati commessi nella propria o in altre patrie. Si parla di estradizione attiva e passiva. La prima avviene quando uno Stato richiede a un altro Stato l’estradizione per un cittadino condannato o da condannare nel proprio territorio. L’estradizione passiva, invece, si ha quando lo Stato che sta ospitando il colpevole riceve una richiesta di estradizione perché una nazione lo reclama come imputato in crimini. Pertanto l’estradizione passiva viene disciplinata dalle leggi dello Stato estero cui l’estradizione è richiesta, mentre quella attiva, nel caso italiano, viene disciplinata dalle leggi italiane. In particolare, l’articolo 13 del codice penale spiega la metodologia usata in Italia e negli altri Paesi coinvolti nelle nostre azioni mediante le convenzioni e le leggi internazionali. Tuttavia la nostra Costituzione stabilisce che i cittadini che usufruiscono di asilo politico non possono essere estradati per reati politici. Per i diritti che l’Italia riconosce ai soggetti per i quali è richiesta l’estradizione, è vietato estradare persone che nello Stato richiedente saranno soggette a pena di morte per i reati commessi.