Mamme sempre più stressate
(ma non si fermano comunque mai)

È paradossale: ci donano la vita e spesso, al contempo, diventano il miglior dono che la vita ci abbia fatto. Ma non sempre ci chiediamo quanti siano stati i mulini a vento contro cui abbiano dovuto lottare per comporre la loro silenziosa opera. Dal Der Spiegel, ecco un allarme che punta i riflettori sul mestiere più naturale e delicato del mondo: la mamma.

«Stress, depressione, aggressività. Nella società moderna il numero di mamme che soffre di forme di esaurimento, ansia, mal di testa, fino ad arrivare al vero e proprio born-out, negli ultimi anni è salito in modo esorbitante, fino al 37 percento» dichiara Anna Schilling, amministratrice dell’istituzione per l’assistenza alla maternità. E aggiunge: «Sono molte le madri che, nonostante lamentino la sensazione di sentirsi sottopressione e chiedano aiuto, si scontrano con un ambiente lavorativo che non si cura e sottovaluta i problemi legati allo stress».

La sindrome da stress (che si chiama born-out). Quando un problema come lo stress viene trascurato, rischia di peggiorare e di trasformarsi in qualcosa di più serio e profondo: è il caso del born-out. Questa diagnosi si presenta sempre più spesso negli anni, ed è un tema fortemente dibattuto tra psicologi e psicoterapeuti. Nelle mamme si manifesterebbe attraverso i sintomi dell’esaurimento e dell’insonnia, fino ad arrivare alla perdita di concentrazione, al sopraggiungere di irascibilità o di forme di depressione.

Il termine deriva dall’inglese e significa letteralmente bruciarsi, ma nel gergo comune potrebbe essere tradotto con la tipica frase “Non ce la faccio più”.Questo problema colpisce chi, come le mamme, ricopre un ruolo che lo porta a dover gestire “materiale umano” molto delicato. Può dunque riguardare con maggior frequenza chi ha dedicato la vita ad occuparsi della sfera sanitaria, o educativa. Si presenta attraverso un lento logoramento psicofisico, derivante da un eccessivo carico emotivo e lavorativo a cui l’individuo non riesce a far fronte. Frustrazione, insoddisfazione personale e un drastico calo dell’empatia sono le principali manifestazioni di questo disturbo. È una forma di esaurimento che può manifestarsi in gradi diversi: per misurarne l’entità, è stata ideata la scala di Maslach, un questionario che si compone di 22 items e a cui l’intervistato deve rispondere attraverso una scala che va da zero a sei.

Perché le mamme diventano stressate. «Viviamo in una società in cui i valori umani sono sempre più esclusi, a vantaggio di uno stile di vita che esalta il narcisismo», afferma Miriam Prieß, dottoressa e autrice del libro Ritrovare se stesse. Cammino per uscire dal born-out, che aggiunge: «Spesso, l’imperativo di riuscire ad ogni costo diventa un’ossessione, così tutto, ai nostri occhi, deve essere possibile. Ma questo non potrà mai essere. La cosa ideale sarebbe pretendere, ma sempre tenendo conto dei propri limiti e, quando le cose non vanno, evitare di trovare il capro espiatorio sempre e comunque in se stessi».

Secondo l’autrice, infatti, i problemi della maternità sono correlati alla società. Per questo motivo la malattia non deve rappresentare un fallimento personale, ma una debolezza che riguarda tutto il sistema sociale. «Divenire madre è una cosa naturale, ma ciò non significa che sia per forza facile: comporta l’essere all’interno di una relazione, in modo permanente e senza più possibilità di prendersi una pausa. Nei primi anni di vita, infatti, il bambino non è in grado di elaborare il processo mentale che separa ciò che è lui da ciò che è la madre». Essere completamente disponibili senza perdere la propria identità in questa simbiosi, dunque, è una grossa sfida, per cui molte donne lottano, spesso senza che nessuno se ne renda conto.