Mercatanti, i 5 piatti più costosi
e i cinque più a buon mercato

È la festa dell’internazional-popolare, Mercatanti. Anzi, Mercatantissimi, si dice qui in redazione, perché già dall’apertura del giovedì il centro si popola di persone che curiosano, assaggiano (se siete golosi di dolci, soprattutto, potreste uscirne sazi senza spendere un euro), si mettono in coda, si lasciano guidare dai profumi decisi che vengono dalle 140 bancarelle allestite fino a domenica 13 ottobre. Una full immersion nei sapori del nord e del sud del continente capace di convertire anche i meno europeisti. Scenografici i prodotti e gli ambulanti, tant’è che quest’anno gli organizzatori di Confesercenti invitano a fotografare (su consiglio, pare, del sindaco Gori) la bancarella più bella o caratteristica e a postare l’immagine su Facebook e Instagram con l’hashtag #mercatanti. Il migliore scatto sarà premiato con un cesto di prodotti tipici. E sarà premiata anche la bancarella più “immortalata”.

Mercatanti, d’altro canto, è rassicurante come un mercato rionale: le posizioni degli ambulanti sono le stesse; anche le facce sorridenti dietro le vetrinette spesso sono già note. La narrazione della fiera, negli anni, è partita da vari punti di vista: i piatti che val la pena di assaggiare, per dire, o le novità dell’edizione (sempre più limitate, in nome del mantra “squadra che vince non si cambia”). Noi ci siamo divertiti ad annotare alcune proposte dai prezzi elevati, sopra i 15 euro, e altre a buon mercato. Senza pretese di esaustività, naturalmente: l’offerta è troppo ampia. Ecco cosa ne è uscito.

Prezzi alti. Spieghiamo subito che la qualità si paga. Quindi per certe tipologie gastronomiche non si può spendere poco. Che la tagliata di manzo con rucola e grana costi 15 euro, dunque, non ci stupisce più di tanto, anche se nelle nostre sagre si spende decisamente di meno (comprensibilmente). La grigliata mista di Mario’s, che si spera sia in porzione bella abbondante, viene addirittura 18 euro. Stesso prezzo anche per il mix messicano, dove la quantità non è in discussione, visto che comprende un burrito, un taco, una porzione di nachos (con formaggio fuso oppure carne, salsa bianca e fagioli) e papas (patate) mexicanas. E si va sempre a quota 18 euro per le vaschette grandi di fritto, sia che si tratti di misto di pesce, calamari, acciughe, polpo e patate o addirittura funghi porcini. Volete fare un “aperitivo da zar”? Al banchetto russo con 20 euro vi danno un vasetto di caviale Osetra Imperial da 10 grammi e due bicchierini di Zarskaya Gold o Beluga. Certamente caro, ma a Palazzo d’Inverno non si può badare a spese…

 

Articolo completo a pagina 26-27 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 17 ottobre. In versione digitale, qui.

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