Mutuo, lo Stato ne paga la metà
ma le banche fan finta di niente

Ci sono ancora poco meno di due mesi per richiederlo: ecco ciò che non vi hanno mai detto ma è importante sapere sul “Fondo di garanzia mutuo prima casa 2019”. Ne abbiamo parlato con Laura Adele Feltri, agente immobiliare titolare di Casa Feltri e docente di legislazione alla Camera di Commercio.

Forse non tutti conoscono questo strumento per comprare la prima casa…

«Il Fondo di garanzia è operativo dal 2014 e consente a determinate categorie di persone di poter richiedere un mutuo anche senza garanzie personali, contando sul supporto dello Stato».

Pare che al Nord questa possibilità sia sconosciuta.

«Attraverso un’indagine ci si è accorti che, in effetti, le domande provenienti dal Nord Italia sono inferiori alle aspettative. Fatto alquanto curioso vista la notevole concentrazione di giovani lavoratori con contratti atipici. Chissà perché le banche non spingono questo prodotto…».

Prima ci spieghi come funziona, i requisiti e chi lo può richiedere.

«Il Fondo è rivolto a coloro che desiderano richiedere un mutuo per comprare la prima casa: in mancanza di garanzie economiche, fideiussione compresa, ci si può avvalere della garanzia del fondo statale sul 50 per cento della quota capitale del mutuo ipotecario. Ricordo che i mutui hanno dei tassi agevolati che la banca spiegherà al cliente in base al tipo di prestito scelto (a tasso fisso o variabile)».

In quali casi si può richiedere?

«Oltre all’acquisto della prima casa, anche per l’acquisto con ristrutturazione e all’acquisto con accollo da frazionamento. Non è quindi permesso chiedere l’accesso al fondo per finanziamenti finalizzati solo alla ristrutturazione dell’immobile».

Quali sono i requisiti dell’immobile che si può comprare attraverso questo strumento?

«Deve essere ubicato in Italia e non deve rientrare in determinate categorie catastali. Non deve avere requisiti di lusso, deve essere adibito a prima casa e il limite dell’importo del mutuo è di 250 mila euro».

Chi può accedere all’agevolazione?

«I lavoratori under 35 con contratti atipici, le giovani coppie sposate o conviventi, ma in cui almeno uno dei due componenti abbia un’età inferiore ai 35 anni. Inoltre, famiglie formate da un solo genitore: non coniugato, separato, divorziato o vedovo con almeno un figlio minorenne a carico. E, per finire, anche agli inquilini di alloggi di proprietà degli Istituti Autonomi Case Popolari (Aler)».

A chi va presentata la domanda?

«Direttamente alla banca o all’intermediario che aderiscono all’iniziativa, su appositi moduli che dovranno essere presentati via telematica alla Consap, la concessionaria servizi assicurativi pubblici».

Verrà quindi dato un mutuo a tassi agevolati senza bisogno di altre garanzie oltre a quelle fornite dallo Stato e all’ipoteca sull’immobile?

«In linea teorica questo è il principio, che mi sembra ottimo anche per far ripartire l’economia immobiliare e tutto il suo indotto. In pratica, vedo pubblicizzati molti altri prodotti bancari, e chissà perché di questo si parla poco».

Vuol dire che le banche non fanno il loro dovere?

«Sa che me lo domando spesso? A volte, le banche danno l’impressione di prestare denaro solo a chi già lo possiede, mentre sembrano poco attente a tutti coloro che lavorano in condizioni precarie, o sono genitori con a carico figli minori… Forse si dimenticano che non gestiscono soldi propri, ma i nostri».

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.