La nave sotto le Torri Gemelle
Il mistero è stato risolto

Nel 2010, gli operai al lavoro nel cratere di Ground Zero hanno trovato i resti di una nave del Settecento. Lo scafo è stato ritrovato soltanto nel 2010 perché, al tempo della costruzione delle Twin Towers (inaugurate nel 1973), gli scavi non erano arrivati a toccare il luogo in cui era sotterrato. Lunga 10 metri, è stata trovata ad una profondità di 6,7 metri. Il motivo per cui la nave è arrivata fin lì è che, scriveva il National Geographic, «secoli fa la linea di costa era più arretrata rispetto a oggi e il sito era un ancoraggio del fiume Hudson». La chiglia in noce indicava che si trattava di un’imbarcazione costruita in America del nord, ma la sua provenienza rimaneva oscura.

La difficile datazione: svelato il mistero. Siccome la datazione radiometrica non è abbastanza precisa per datare l’età del legno, i ricercatori della Columbia si sono affidati a un criterio più semplice: i cerchi presenti in sezione nel legname.  E hanno scoperto che diverse parti della nave avevano un’origine simile (i risultati dello studio sono stati pubblicati su Tree-Ring Research). Dato che la larghezza dei cerchi dipende dalle condizioni atmosferiche della stagione in cui sono cresciuti gli alberi, il legno della stessa provenienza tende ad avere una struttura molto simile: paragonando 21 querce bianche al legname della barca, il team della Columbia ha stabilito che si trattava di alberi abbattuti in Pennsylvania nel 1773.

«Al tempo, Philadelphia era una delle maggiori — se non la prima — città di cantieri navali degli Stati Uniti. E aveva tantissimo legno, perciò ha senso che quel legname provenga da lì», ha dichiarato Dario Martin-Benito, capo ricercatore, a Livescience.

Probabilmente utilizzata come battello mercantile, è stata – forse – impiegata dalle truppe britanniche durante la rivoluzione americana (e, come tale, sarebbe stata affondata). Secondo un’altra ipotesi, invece, sarebbe stata usata come materiale di riporto per allungare la punta sud di Manhattan.

Oltre allo scheletro della nave, sono stati trovati dei cerchi di metallo, in origine posti sulla prua, alcuni mattoni della cambusa e anche un’àncora. Non sembra che quest’ultima appartenesse alla nave in questione, però.

 

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Che cos’è Ground Zero. E la sua rinascita. Ground Zero, il cratere formatosi dopo il crollo delle Torri Gemelle e degli edifici circostanti, occupava un’area di 16 acri, circa 65mila metri quadri.

I resti dello scafo – ancora dal National Geographic – erano «stati scoperti durante gli scavi per la costruzione di quello che sarà stato il nuovo World Trade Center, che una volta ultimato sarà composto da cinque grattacieli e da un museo dedicato alla tragedia, lo U.S. National September 11 Memorial & Museum». Perché l’Autorità portuale di New York e del New Jersey, proprietaria maggioritaria dell’area, lo studio di Daniel Libeskind, la Silverstein Properties e la Lower Manhattan Development Corporation (LMDC) hanno riedificato interamente la zona. Sono state costruite sei torri, un memoriale, e un museo. Il One World Trade Center, o Freedom Tower, ha un’altezza di 1776 piedi: il 1776 è l’anno della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti. È stata progettata dallo studio di Daniel Libeskind e dall’architetto David Childs. La Torre Due, il 200 di Greenwich Street, pensata da Norman Foster, ha una punta a forma di diamante. La Torre Tre, o 175 Greenwich Street, è una creatura della Richard Rogers Partnership e si trova di fronte al Memoriale. Il 150 Greenwich Street, o Torre Quattro, è stata ideata dalla Maki and Associates. Kohn Pedersen Fox ha progettato la Torre Cinque, David Childs la Torre Sette.

Il Reflecting Absence è il memoriale progettato da Peter Walker e dell’architetto israelo-americano Michael Arad. Il museo, invece, US National September 11 Memorial & Museum è stato ideato dallo studio norvegese Snøhetta.

La vecchia stazione del World Trade Center, infine, è stata sostituita dal World Trade Center Transportation Hub, ideato dallo spagnolo Santiago Calatrava.