«Non sudare che ti ammali!», dicono
Ma non è vero, neppure in inverno

Necessario, salutare, formativo: sono i meriti riconosciuti all’attività sportiva. Fa eccezione la brutta stagione quando invece, soprattutto se praticato all’aperto, lo sport è accusato di “influenzare” l’insorgenza di malanni di stagione, come otiti, tonsilliti, faringiti, infezioni respiratorie di varia natura, micosi. Almeno così ritengono spesso mamma e papà. Niente di più falso! Lo dicono gli esperti dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, WAidid, perché lo sport potenzia in ogni stagione le difese immunitarie. E se l’influenza arriva, nella gran parte dei casi le responsabilità vanno date a comportamenti scorretti, attuati per lo più dai grandi.

 

 

Mai dare retta alle dicerie. Qualche volta hanno un fondamento di verità, ma 99 su 100 sono fake news. Come questa appunto, secondo cui lo sport, quando praticato fuori in inverno, causa l’insorgenza di malattie. Una diceria smentita dalla scienza; infatti diverse ricerche attestano come l’allenamento, moderato e regolare, senza eccessivi sforzi fisici tipici dello sport agonistico, in ogni momento dell’anno e in qualunque condizione ambientale ha la capacità di contrastare la manifestazione e insorgenza di infezioni di varia natura, accreditandosi quindi come un potenziatore della salute psico-fisica per grandi e piccini. In sostanza, lo sport alza e fortifica le difese immunitarie.

Sport e sistema immunitario. Le due cose sono strettamente correlate. Il sistema immunitario funge da barriera contro agenti infettivi e regola il processo infiammatorio e l’esercizio fisico stimola i linfociti, particolari cellule immunitarie, ad attivarsi in maniera più efficace e difensiva contro gli agenti patogeni. Il tutto con un effetto-reazione molto rapido: già una sola seduta di attività fisica può produrre importanti cambiamenti tra i globuli bianchi, capaci di generare e modificare gli anticorpi tanto da aiutarli a riconoscere antigeni specifici e neutralizzarli. Ecco la forza del movimento nei confronti del sistema immunitario, più in gamba nel proteggere da possibili stati infiammatori o patologici. Allora bando agli allarmismi e impariamo dagli esperti a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, soprattutto in merito a tre affermazioni, quasi del tutto false, ma che vanno per la maggiore.

  • «Non tuffarti in piscina che fa freddo!», urlano spesso a gran voce genitori e i nonni ai piccoli più intraprendenti. Invece non è la nuotata a fare male, bensì il mancato rispetto di buone regole igieniche o la disattenzione agli sbalzi di temperatura che favoriscono il microclima adatto alla proliferazione di batteri e funghi. L’otite media acuta, un’infezione dell’orecchio molto frequente nei bambini, spesso si sviluppa in concomitanza con un raffreddore o un’infezione alla gola perché nei piccoli la tuba di Eustachio, il canale che collega la gola e le cavità nasali con l’orecchio, è più stretta e più corta rispetto agli adulti. Una conformazione strutturale che favorisce la risalita di eventuali germi, legati a stati di raffreddamento, verso l’orecchio medio, una piccola cavità separata dall’esterno dalla membrana del timpano. Come conseguenza di questo processo ecco manifestarsi sintomi come pus e dolore, tipici dell’otite, su cui tuttavia può agire di contrasto un sistema immunitario fortificato e più efficiente. Reso tale anche dallo sport, in questo caso dal nuoto, che favorisce l’aumento di produttività dei linfociti T, anticorpi in prima linea nella lotta a virus e infezioni. Ma non solo: gli esperti qualificano il nuoto tra gli sport più adatti anche per i bambini con asma bronchiale, infatti l’immersione in acqua favorisce l’espirazione e tiene a bada l’incremento della ventilazione polmonare.
  • «Non sudare che ti raffreddi!»: altra fake news. I bambini che praticano sport all’aperto hanno infatti più resistenza fisica e meno possibilità di ammalarsi grazie a un sistema immunitario più robusto. Complice dello sviluppo di raffreddore, tosse, tonsillite o altre malattie respiratorie non è l’aria aperta ma un abbigliamento non idoneo o sbalzi di temperatura cui il bambino può andare incontro se non è ben lavato e asciugato dopo l’attività sportiva. Se il piccolo è sano, dicono gli esperti, non c’è motivo di impedirgli di giocare a calcio, fare atletica o andare in bicicletta in inverno. Un bravo istruttore e l’abbigliamento corretto permettono ai bambini di allenarsi e divertirsi in piena sicurezza, anche quando le temperature sono rigide, senza che aumenti il rischio di infezioni.
  • «Non camminare scalzo!»: spezziamo invece una lancia riguardo questo monito, che può essere considerato vero se non vengono rispettate alcune regole di igiene. Infatti i bambini, sia per la scarsa attenzione verso le buone norme sanitarie sia per il sistema immunitario non ancora completamente sviluppato, sono più a rischio di incappare in infezioni. Alcune anche altamente contagiose e più frequenti, come il piede dell’atleta, i funghi che causano prurito e piccole piaghe tra le dita dei piedi, le verruche. Tuttavia la prevenzione di tutte queste condizioni è possibile usando in maniera esclusiva e personale ciabatte e teli di spugna, mentre dopo l’attività sportiva è fondamentale lavare e frizionare a fondo la pelle del bambino per togliere tutta l’umidità. Particolare attenzione va prestata a piedi e dita, spesso sede di micosi, che devono essere ben asciutti prima di fare indossare ai piccoli calze, in cotone e non in materiali sintetici, come ogni altro indumento intimo, e scarpe. In caso di predisposizione ad arrossamenti alle pieghe, gli esperti consigliano di applicare una crema a base di ossido di zinco e magnesio silicato.

 

 

Un altro buon motivo per far fare sport ai bambini. Oltre a contrastare le infezioni, la pratica sportiva regolare in età pediatrica contribuisce a prevenire malattie respiratorie e cardiovascolari, obesità e malattie metaboliche in età adolescenziale e adulta. I benefici maggiori, dicono gli esperti, si ricavano dalla pratica dello sport giusto per l’età: nuoto dai 3 anni, sci dai 4 anni, ginnastica e atletica a partire dai 5 anni, calcio, rugby e arti marziali a 6 anni, basket, pallavolo, scherma e tennis non prima dei 7 anni, ciclismo dagli 8 in su. Mentre per l’agonismo, a seconda dello sport, bisogna attendere dagli 8 ai 10-13 anni, previa una consulenza con il pediatra o il medico di riferimento.

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