Le novità dell’etichetta alimentare
per tutelare meglio il consumatore

Le nuove etichette alimentari da domani, 13 Dicembre, cambiano look: più precise, informate ed esigenti, secondo il regolamento (UE) n. 1169/2011. Chiamato dagli addetti ai lavori regolamento FIAC, adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nell’ottobre 2011, entrerà in vigore ufficialmente in tutti i Paesi membri dell’Unione. Con lo scopo di tutelare la salute alimentare del cittadino, consentendogli di sapere prima che cosa metterà nel piatto e come utilizzare gli alimenti in modo sicuro. E per garantire la libera circolazione degli alimenti legalmente prodotti e commercializzati.

Che cosa cambia nell’etichetta alimentare. La chiarezza e la trasparenza, innanzitutto. Nulla potrà essere nascosto sul prodotto che il consumatore mette nel carrello, perché compariranno proprietà e caratteristiche naturalmente presenti nell’alimento, assieme a quelle aggiunte chimicamente. Questo sia che si tratti di prodotti industriali sia di cibi più freschi e facilmente deperibili. Insomma, l’etichetta dovrà seguire alcune regole base su cui non si potrà più transigere.  Eccole:

 

160425004

 

  1. Requisiti generali. Per gli alimenti preimballati, le informazioni obbligatorie devono figurare direttamente sull’imballaggio o su un’etichetta ad esso apposta. Queste devono essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed eventualmente indelebili, ovvero non devono essere in alcun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni, scritte o grafiche, o altri elementi confondenti e che possano trarre in inganno. Occorre poi fare attenzione che nel caso in cui un imballaggio contenga più prodotti singoli destinati al consumatore finale, le informazioni obbligatorie siano riportate su ciascun articolo, per essere sicuri che la pluri-confezione non contenga qualche cibo tarocco.
  2. Etichettatura degli allergeni. Quello delle intolleranze e delle allergie alimentari è un problema sempre più in crescita, dal quale oggi ci si potrà difendere meglio, cioè senza rischiare di ingerire qualche sostanza nota e nociva che potrebbe scatenare reazioni avverse. Perché, nell’elenco degli ingredienti, dovranno essere messe in evidenza le sostanze o il prodotto supposti agenti allergizzanti: ad esempio ‘latte in polvere’, che deve essere risaputo da chi soffre di intolleranza al lattosio o ‘glutine’ per chi è affetto da celiachia. Anche qualora tutti gli ingredienti di un determinato prodotto fossero suscettibili di intolleranze o allergie dovranno essere citati singolarmente. Fra le modalità di informazione sono ammessi diversi mezzi: un’etichetta, altri documenti che accompagnano un alimento, strumenti della tecnologia moderna o la comunicazione verbale (vale a dire comunicazioni orali verificabili), che possono essere scelte e adottate indifferentemente dagli Stati membri nel rispetto delle misure nazionali.
  3. Elenco degli ingredienti. Vanno riportati in forma totale, ovvero senza esclusione, sia che si tratti di ingredienti normali o di dimensioni micro. Vale a dire che se un prodotto contiene qualche cosa sotto forma di nanomateriali ingegnerizzati, dovrà essere chiaramente precisato, facendo precedere il nome dalla dicitura “nano”. Con alcune eccezioni: non vanno elencati quei micro ingredienti che rientrano nella categoria di additivi e enzimi alimentari, o quelle sostanze che non sono additivi alimentari ma che sono utilizzate allo stesso modo e allo stesso scopo nelle dosi strettamente necessarie. O ancora se queste micro sostanze, che non sono additivi, sono utilizzate come coadiuvanti tecnologici e che sono presenti nel prodotto finito.
  4. Prodotti congelati. Anch’essi saranno più sicuri, perché l’etichettatura dovrà riportare non solo la data di congelamento specificata in giorno, mese e anno, ma anche il luogo di provenienza dell’alimento.
  5. Presenza di acqua aggiunta nei prodotti finiti. Si potrà avere anche maggior certezza del peso ‘reale’ degli alimenti, perché, qualora il prodotto che arriva sul banco abbia un contenuto di acqua aggiunta che superi il 5 per cento, dovrà essere chiaramente indicato. Un’eventualità che riguarda in modo particolare prodotti a base di carne e preparati sia in taglio (come l’arrosto), fetta, porzione o carcassa ma anche pesce intero, in porzione o filetto.
  6. Dichiarazione nutrizionale. Senza nulla togliere alle altre credenziali, la dichiarazione nutrizionale resta quella più importante per il consumatore, dacché lo avverte responsabilmente dei buoni e cattivi principi nutrizionali che sta mettendo in bocca e tutte le potenziali qualità o dei rischi annessi e connessi. Le informazioni nutrizionali sull’alimento in questione dovranno specificare obbligatoriamente il valore energetico, la quantità di grassi contenuti, di acidi grassi saturi, di carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Ma potrà anche essere completata e estesa con l’indicazione delle quantità di uno o più fra i seguenti elementi: acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi; polioli; amido; fibre alimentari; vitamine e sali minerali, questi due ultimi precisati in modo particolare se sono presenti in quantità significative.