Pazienti derubati all’ospedale
A Ponte c’è un bel problema

Ladri in agguato al Policlinico San Pietro. Sono infatti parecchi i degenti che, nell’ultimo periodo, si sono lamentati dei furti subiti. I topi da corsia, insomma, non hanno avuto rimorsi di coscienza nemmeno a Natale. Secondo le testimonianze dei pazienti, pare che i colpi vengano messi a segno soprattutto nell’orario di cena, quando tutti lasciano la propria stanza per recarsi al refettorio.

Nel centro di recupero e rieducazione nutrizionale incontriamo E. B., una giovane trentenne torinese che a Ponte San Pietro è giunta il 28 dicembre scorso per svolgere un percorso di cura alimentare. Con aria affranta osserva il cassetto del suo comodino dove era solita nascondere, tra la biancheria intima, il suo portamonete. Le mani le tremano dalla rabbia: «Sono andata in sala mensa per cenare con gli altri degenti e al mio ritorno il mio borsellino con dentro circa 120 euro non c’era più – racconta  –. Sono arrivata per ultima in sala da pranzo, poco dopo le 17.30, e me ne sono andata via per prima, di certo non è stato un paziente. Mi sono lamentata con il dottore e le infermiere ma come risposta ho ricevuto solo indifferenza. Mi hanno fatto notare che al momento del ricovero dobbiamo firmare una carta in cui l’ospedale declina ogni responsabilità per eventuali furti, ma questa non è una giustificazione. Qualche giorno prima di me, un ragazzo mi ha detto che gli hanno rubato l’iPad e anche due mie zie, che in passato sono state ricoverate qui, raccontano di portafogli, tablet e addirittura computer rubati».

 

Nel borsellino della donna non c’erano i documenti. Tuttavia quei 120 euro le sarebbero bastati fino alla fine…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 25 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 17 gennaio. In versione digitale, qui.

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