Pronti alla guerra? Ecco l’influenza
Cosa sapere sull’edizione 2020

Metterà ko circa sei milioni di italiani, con un’incidenza leggermente inferiore rispetto agli scorsi anni, mentre altri otto milioni saranno atterrati da altri virus simil-influenzali. Sono le previsioni per “l’edizione” dell’influenza 2019-2020, di cui le prime avvisaglie già si vedono in queste settimane con starnuti, naso che cola e tossetta a gogò. Ma il picco massimo, dicono gli esperti, arriverà con la stagione più rigida e fredda, fra qualche settimana o mese, insomma. Sebbene l’influenza possa colpire chiunque indistintamente, non siamo tutti uguali nell’affrontare il malessere invernale per eccellenza: lo conferma anche una indagine condotta fra la popolazione di entrambi i sessi e ogni età.

 

 

Il tipo di influenza che ci aspetta. C’è una notizia buona e una cattiva. Infatti, se da un lato si stima che sarà una stagione influenzale meno pesante in termini di vittime, dall’altro i virus saranno più insidiosi e aggressivi. Complici le caratteristiche dell’influenza di quest’anno: ovvero la combinazione di due nuove varianti dei virus, H3N2 e H1N1, che hanno una maggior capacità di espansione e contagio. Ma quel che è peggio è che questi virus sono a più alto rischio di complicanze. La variante H1N1 dovrebbe colpire soprattutto i bambini piccoli, l’H3N2 invece gli anziani e le persone più fragili. Ma non è tutto: a questi virus principali vanno ad aggiungersi anche il B/Colorado e A/Kansas, vecchie conoscenze della stagione passata.

Occhio ai sintomi. L’influenza ha un quadro cinico ben definito che la distingue dai virus suoi simili, infatti esplode con le temperature fredde e si manifesta con tre caratteristiche ben precise: l’insorgenza brusca della febbre che sale oltre i 38°, la presenza di almeno un sintomo sistemico come dolori muscolari e/o articolari, l’esistenza di almeno un sintomo respiratorio quali tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola. Tutti avvolti da stanchezza, spossatezza, inappetenza.

 

 

Come reagiamo all’influenza. Male, almeno in linea generale, ma con diverse modalità ovviamente. Una recente indagine, condotta per Federchimica Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, qualificherebbe quattro modalità di reazione all’influenza, non sempre corrette, assunte da una fetta di popolazione. Va però detto che la maggioranza degli italiani, pari al 55 per cento (di cui a circa il 62 per cento donne e il 48 per cento uomini) sembrerebbe preparata: si mette a riposo, assume farmaci di automedicazione e contatta il medico solo dopo tre giorni se non nota un miglioramento dalla terapia. I restanti italiani hanno invece un diverso profilo influenzale, che li identifica come:

  • Iper-apprensivi: sono soprattutto uomini, oltre il 18 per cento contro il 15 delle donne e, in caso di influenza, contattano subito il medico o addirittura si recano al Pronto Soccorso. Non è un comportamento rischioso, ma costoro potrebbero finire con l’intasare inutilmente il servizio ospedaliero e/o gli ambulatori del medico e infettare altri pazienti.
  • Stakanovisti: sono coloro che, all’opposto dei precedenti, tendono a trascurare l’influenza, pari a più del 22 per cento degli italiani (il 25 per cento degli uomini e più del 20 per cento delle donne), continuando cioè la vita di sempre, compreso il lavoro, e senza assumere farmaci con la convinzione di azzerare comunque in fretta i sintomi. Invece non bisogna mai fare gli eroi, bensì curare influenza o virus con la terapia giusta. Gli antibiotici, invece, vanno presi in caso di complicanze e solo se prescritti dal medico. Le terapie, poi, vanno assunte sempre nei dosaggi giusti, perché anche esagerare per azzerare i sintomi può far gioco al virus, senza ammazzarlo e aumentando le probabilità di altre possibili implicazioni.
  • Disinformati: si affidano ai consigli di amici e parenti o a ricerche su internet, pratica quest’ultima attuata soprattutto da uomini (9 per cento). Meglio rivolgersi sempre e solo al medico di base in caso di necessità e dopo tre giorni di malessere, e non fidarsi del passaparola reale o virtuale.
  • Frettolosi: appartiene a questa categoria chi, non ancora completamente guarito, riprende anzitempo la quotidianità con rischi e imprevisti annessi, primi fra tutti il possibile sviluppo di sovra-infezioni batteriche delle vie respiratorie. Quando si torna alla vita di sempre, meglio riprendere gradualmente i ritmi consueti per evitare di stressare il sistema immunitario esponendosi al rischio di complicanze.

La cura preventiva. C’è: è il vaccino. La campagna per la vaccinazione antinfluenzale è alle porte, partirà a fine ottobre e intende sensibilizzare tutti all’importanza di eseguirla, ma soprattutto chi appartiene alla classe di rischio, ovvero bambini, anziani, persone con problemi cardiovascolari e respiratori. Il vaccino contro l’influenza non mette al riparo da tutti i virus in circolazione, ma solo da quelli influenzali, e quest’anno la formulazione sarà prevalentemente quadrivalente. Conterrà cioè quattro virus. Il vaccino è un’ottima forma di prevenzione: sebbene non garantisca protezione totale dai virus, riduce notevolmente la probabilità di contagio per l’influenza. Insomma, il successo del vaccino va misurato in ottica salvavita specie nei soggetti a rischio, nei quali diminuisce il rischio per mortalità associata.

 

 

Misure preventive pratiche. Aiutarsi a allontanare il rischio di influenza in modo anche fattivo è ancora meglio e per farlo occorre: lavarsi bene e frequentemente le mani, evitare di frequentare luoghi eccessivamente affollati, fare attenzione agli sbalzi termici, aumentare l’apporto di vitamine, in particolare di vitamina C bevendo spremute fresche di arancia ad esempio, e del gruppo B mangiando ortaggi a foglia larga verde scuro che favoriscono, grazie ai loro “ingredienti”, la ristrutturazione delle cellule respiratorie danneggiate e la più rapida ripresa per merito di amminoacidi e antiossidanti. In caso di influenza in corso, invece, è bene aggiungere alla dieta brodo di pollo, una alimento leggero che va giù bene anche quando si è inappetenti e che accelera anch’esso la pronta guarigione, oppure è possibile ricorrere ad alcuni “rimedi della nonna” come bevande calde, latte e miele, sebbene il latte vada assunto in quantità moderate poiché può aumentare la produzione di muco, e i probiotici. Questi contribuiscono ad aumentare le difese immunitarie, vale a dire che se la flora intestinale è sana il sistema immunitario può concentrarsi nel combattere le infezioni delle vie respiratorie e i virus dell’influenza, ma se essa è debole il sistema immunitario deve dividersi su più fronti, riducendo la sua efficacia contro i virus.

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