Qualche dritta per evitare l’influenza
I consigli infallibili dei cantanti lirici

Il freddo e l’inverno autentico sono ormai alle porte, e con essi, oltre alla bellezza della neve e alle piste da sci finalmente fruibili, anche il rischio di raffreddori e mal di gola. Il verso sbagliato della medaglia, senz’altro, ma con cui bisogna fare i conti, onde evitare di organizzare il tanto agognato weekend sugli sci e poi trovarsi a passarlo a letto a soffiarsi il naso. Ma se noi, mal che vada, ci perdiamo una sciata, provate a pensare a coloro per cui il raffreddore o un mal di gola rappresentano un tragico accadimento da un punto di vista lavorativo: stiamo parlando, naturalmente, dei cantanti.

Per questa particolare categoria di professionisti, prendersi un malanno significa, si capisce, compromettere del tutto ogni possibilità di performance lavorativa, perché in ufficio col mal di gola si può anche andarci (anche se il New York Times sconsiglia vivamente), ma salire sul palco della Scala a cantare il Rigoletto con il naso tappato è un’impresa disperata. Ecco allora alcuni rimedi che le voci più note e apprezzate del Metropolitan di New York adottano per prevenire o curare il più in fretta possibile i tipici malanni invernali. E se pensate a chissà quali potenti ed esclusivi farmaci, vi sbagliate di grosso.

 

 

Il parere di Szot e colleghi. Secondo Paulo Szot, amatissimo baritono brasiliano attualmente impegnato nell’interpretazione de Il pipistrello di Strauss al Metropolitan, il raffreddore è davvero «l’incubo più ricorrente di ogni cantante. Avere il naso infiammato e gonfio, perdere la risonanza, sentire un peso insopportabile sul petto, tossire, starnutire, e tutto quel muco orribile». Come comportarsi, allora, per evitare di incappare in condizioni così temibili? Szot non ha dubbi: al mattino e alla sera, abbondanti gargarismi con acqua tiepida, sale e aceto. Dello stesso parere è Susan Graham, collega di Szot anche lei impegnata ne Il Pipistrello, che inoltre afferma di bere moltissima acqua, che già di per sé è cosa buona e giusta per la gola, e inoltre ricorre ad oli balsamici vaporizzati, oppure, in casi estremi, alla classicissima pentola ricolma di acqua fumante.

Ma le abitudini quotidiane preventive non si fermano certo qui. Ancora, Szot indica in una quotidiana camomilla con miele un vero e proprio toccasana per le vie respiratorie, accompagnata, perché no, da un pizzico di zenzero: la prima, come noto, ha funzioni antiinfiammatorie, oltre che rilassanti, il secondo invece, prendere nota, è un potente agente antisettico e antibatterico naturale, assunto talvolta anche durante le stesse performance dai cantanti.

 

 

Ma nulla vale come un po’ di corteccia. Bene la camomilla, benissimo lo zenzero, un po’ perplessi lascia acqua aceto e sale; ma la corteccia d’albero, forse, è un po’ troppo. Eppure, credete a Isabel Leonard e a molti suoi colleghi, è un rimedio pressoché imbattibile. La grande interprete della Rosina de Il barbiere di Siviglia consiglia in particolare quella di olmo rosso, che pare aver pure un gradevole sapore che ricorda la liquirizia. Polverizzata e diluita in bevanda calda assieme ad un po’ di finocchio, garantisce una protezione quasi totale dai malanni invernali, nonché un’ottima cura nel caso in cui il raffreddore abbia già preso piede.

Viene inoltre consigliato dai cantanti, a condizione che la performance non debba avvenire la medesima sera, un’aggiunta di rum alla bevanda di olmo rosso. Infine, per prendere proprio tutte le precauzioni possibili, Nadine Sierra, leggendaria interprete del Rigoletto, consiglia un umidificatore d’aria in camera della letto tutte le notti, al fine di creare un vero e proprio clima da foresta pluviale.

 

 

E se l’influenza è ormai presa? Abbiamo parlato, finora, di strumenti dallo scopo precauzionale e preventivo, ma che fare nel momento in cui non c’è più nulla da fare, ovvero quando la gola è scossa dalla tosse e il naso irrimediabilmente intasato? Qui ognuno porta avanti i propri personali rimedi, la stessa Sierra, per dire, sostiene di ricorrere niente meno che a cucchiaiate di brodo di pollo. Ma al di là di tutto questo, chiosano gli intervistati, quando ormai l’influenza ha colpito c’è una sola cosa da fare: mettersi a letto, annullare il concerto, e attendere che tutto passi.

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