Quanto costa la vita in Italia?
Ce lo dicono zenzero e lamponi

Il cambiamento di un Paese si misura a volte da dettagli. Ad esempio l’Istat ha annunciato di avere introdotto nel proprio paniere di riferimento per misurare il più correttamente possibile l’andamento del costo della vita, lo zenzero. La ragione è molto semplice: questa radice sino a qualche anno fa molto marginale nell’alimentazione degli italiani ha avuto un aumento record di acquisti nel 2018, che la Coldiretti ha valutato del 73 per cento. Lo zenzero, ovvero Zingiber officinale è una pianta erbacea perenne, possiede alcune proprietà antinfiammatorie e digestive che lo rendono utile per stomaco e cuore. I principi attivi della pianta si concentrano tutti nella sua radice: sostanze non volatili, come i gingeroli, resine e mucillagini.

 

 

L’uso dello zenzero è un’abitudine alimentare importata come tante altre dall’Estremo Oriente: viene coltivato in Asia, in particolare in Indocina, da oltre tremila anni. In realtà in Italia è ben noto da lunga data, se è vero che l’uso dello zenzero (che veniva chiamato “gengiovo”) nella manifattura dolciaria fiorentina di età medievale è attestato dalla sesta novella dell’ottava giornata del Decameron di Boccaccio. Lo zenzero era infatti una delle spezie più utilizzate durante il medioevo, per le sue qualità di antidolorifico, ma anche perché era ritenuto afrodisiaco. Poi, nel tempo, è caduto in disuso, anche se ultimamente sembra vivere una seconda giovinezza. Lo zenzero è componente importante e secolare in uno dei migliori cioccolati modicani. Da zenzero viene la versione anglofona “ginger” che ricorre per tante bevande analcoliche: in Inghilterra è molto apprezzato come aromatizzante di una bibita gassata – la Ginger ale, consigliatissima – e di un tipo di birra, la Ginger beer. Insomma lo zenzero era un po’ dappertutto, ma se ne stava defilato in seconda linea. Ora invece diventa la chicca che non può mancare in mille ricette e che marca una cucina sana e al passo con i tempi. Anche per questo la produzione di zenzero, come ha sottolineato la Coldiretti, ha iniziato a svilupparsi in Italia, affiancandosi ad altri “superfood” che stanno conoscendo grande successo. Cosa sono i “superfood”? Sono alimenti di origine vegetale con un alto contenuto di antiossidanti, proteine, omega-3, minerali, fibre o altri nutrienti essenziali dai provati effetti benefici per la salute.

 

Ad esempio, sulle nostre tavole si consumano quantità sempre maggiori di frutti di bosco, anch’essi entrati nel paniere Istat spinti dalla domanda di salute degli italiani. More, mirtilli, lamponi e fragoline made in Italy sono riconoscibili dall’obbligo di indicare la provenienza in etichetta. In questo caso, a differenza dello zenzero che è di importazione, si parla orgogliosamente di “superfood della nonna”, perché la tradizione popolare prima della scienza ha riconosciuto le loro importanti proprietà benefiche. Nello scaffale dei “superfood” troviamo anche la patata viola che possiede interessanti proprietà antitumorali e contro l’invecchiamento grazie soprattutto ad alcune sostanze presenti nella buccia, le mele e le pere cotogne, ricche di pectina che aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e glicemia nel sangue. Per finire con l’azzeruolo, i cui frutti sono ottimi ricostituenti e tonici, e con il pomodorino del piennolo, una varietà antica di pomodoro dalle proprietà antiossidanti.

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