Quel che Google sa di noi

È cosa ben nota che ognuno di noi farebbe di tutto pur di riuscire a proteggere la propria privacy. Se fino a qualche tempo fa bastavano solo piccoli accorgimenti, oggi, nell’era di internet e del digitale, è davvero molto (forse troppo) facile recuperare profili e dati sensibili su persone, enti e aziende di cui cerchiamo informazioni. A tal proposito, un recente studio ha rivelato che il 57 percento degli europei ritiene che i propri dati personali non siano protetti adeguatamente, idea sposata anche dal 51 percento degli italiani intervistati. A dar notizia di questa già conosciuta e ben diffusa preoccupazione è Symantec, con il report intitolato The State of Privacy 2015, elaborato attraverso un’indagine che ha studiato le percezioni in merito alla sicurezza dei dati online di 7mila europei in 7 Paesi.

Cosa sa Google di noi. E pensare che ogni ora, quasi senza accorgercene, inviamo a Google una quantità infinita di informazioni che riguardano la nostra persona. Basti prestare un attimo attenzione alle ricerche che facciamo sul noto motore di ricerca o agli articoli che leggiamo, ai video che guardiamo e alle pubblicità che clicchiamo. Il problema sta nel fatto che ognuna di queste nostre interazioni è memorizzata dalla società di Mountain View, che immagazzina tutti questi dati in immensi e spaziosi database.

Il secondo problema è questo: pur senza esser un vero e proprio hacker, sarebbe molto facile consultare e impadronirsi di questi dati. Nella speranza che nessuno nutra mai questo desiderio nei nostri confronti, riproponiamo alcuni spunti di un interessante articolo dell’International Business Times, che ha descritto tutte le informazioni che Google riesce a recuperare su di noi.

 

 

Senza troppi giri di parole, Google è riuscita a fare di ogni nostra interazione con il web un vero e proprio giro d’affari. Basta pensare agli annunci pubblicitari che durante la navigazione compaiono sul nostro schermo. È casuale il fatto che dopo qualche ricerca su un determinato modello di auto che magari vogliamo acquistare, i box pubblicitari di Google sponsorizzino proprio il modello che abbiamo cercato nei giorni precedenti? Assolutamente no. Insomma, per la società di Mountain View siamo un vero e proprio libro aperto. Dopo ogni navigazione Google raccoglie informazioni su di noi e, aprendo la pagina delle impostazioni, è possibile farsi un’idea di come ci abbia classificati. Ma tranquilli, chiunque desideri disattivare Google Analytics può in qualsiasi momento farlo.

  1. Tutte le nostre ricerche in rete. Fino a qualche tempo fa, per star tranquilli che nessuno venisse a conoscenza dei nostri movimenti sul web potevamo limitarci a cancellare quotidianamente la cronologia dal nostro pc. Oggi, inutile dirlo, non è più così. Google è diventato una sorta di agenda personale dalla memoria sempre lucida e precisa, una sorta di segretaria infallibile. Grazie alla sua infinita memoria virtuale ricorda tutto, ma proprio tutto, delle nostre ricerche, anche se si tratta di tornare indietro nel calendario di parecchi anni. Comunque, se l’idea di avere quest’archivio digitale non piacesse proprio, Google permette in qualsiasi momento di cancellare definitivamente alcune ricerche effettuate su uno specifico tema, di rimuovere quelle effettuate in un determinato intervallo temporale e di eliminare per sempre la nostra intera cronologia.
  2. Dove siamo stati. Non possiamo esser vaghi neppure sulle nostre uscite. Infatti, se utilizziamo un dispositivo mobile Android sul quale abbiamo accettato di comunicare la nostra posizione a Google per poter usufruire di alcuni suoi servizi, allora, sempre attraverso la sua cronologia, possiamo ricordarci dove siamo stati in quel particolare mese, ora o giorno dell’anno.
  3. I video guardati su YouTube. Era il 2006 quando Google fece il gran colpo concludendo l’accordo per l’acquisto di YouTube, leader mondiale nella distribuzione di immagini e video gratis su internet, per la somma record di un miliardo e 650 milioni di dollari. Come è facile immagine, anche su questo portale viene tenuta traccia di ogni ricerca che facciamo e di tutti i video che abbiamo osservato nel corso degli anni.
  4. Report mensile. Sul fronte sicurezza e privacy, Google è molto trasparente e offre la possibilità di scaricare dei resoconti mensili su tutti i movimenti da noi compiuti. Inoltre, quando ci capita di scaricare una nuova app, di solito non ci si preoccupa quasi mai di verificare quale tipologia di dati il nuovo programma installato “ruberà” dai nostri dispositivi  Per una volta, Google non si limita a squadrarci, ma offre la possibilità di verificare quali siano i permessi che abbiamo garantito.