Sfera Ebbasta, ma dove sei?
Quel grido di una madre ferita

«Mi chiamo Donatella Magagnini e sono la mamma di Daniele Pongetti e ne vado fiera di mio figlio». Daniele è uno dei ragazzi morti il 7 dicembre scorso alla discoteca di Corinaldo. Una morte causata con ogni probabilità dalla mancata osservanza delle norme di sicurezza. I ragazzi stavano aspettando uno dei miti della musica giovane di oggi, Gionata Boschetti, ben più noto con il nome d’arte di Sfera Ebbasta, il rapper nato a Sesto San Giovanni. Daniela è una mamma profondamente ferita e anche arrabbiata. Ferita prima dalla faciloneria con cui si è liquidato la vicenda della discoteca marchigiana come un raduno di “giovani debosciati”. E arrabbiata poi per il comportamento del cantante che in quella discoteca era atteso. Così mamma Donatella dalla sua pagina facebook in queste settimane ha tenuto viva la voce delle famiglie coinvolte nella tragedia.

 

 

Con l’ultimo post però ha voluto rivolgersi direttamente a Sfera Ebbasta, per farlo uscire dall’angolo di quel suo atteggiamento oltremodo pilatesco. Sin dal primo momento il cantante si era infatti sfilato: ha avuto la notizia dell’accaduto mentre era in viaggio verso Corinaldo, dove era atteso intorno a mezzanotte, e ha fatto subito retromarcia evitando di farsi vedere nei pressi della discoteca. «Se davvero eri così addolorato e colpito dell’accaduto io al tuo posto, se è vero che stavi arrivando alla Lanterna, sarei venuto a verificare sul posto a vedere che era successo», si chiede la mamma di Daniele nella lettera aperta.

Ma non è solo quella fuga ad averla indignata: «Prima di tutto si è fatto vivo solo dopo molti giorni dalla tragedia. Poi per salvarsi la faccia si è tatuato le stelline e ancora dopo mi ha fatto pervenire una sua lettera privata scritta e firmata in stampatello dove diceva che lui era molto provato e pronto a mettersi a disposizione per qualsiasi cosa. Dopo poco ha pubblicato la stessa lettera sui social… Sui social naturalmente terminava ricordando le date dei suoi concerti così come se niente fosse accaduto». Poi mamma Donatella è andata decisamente all’attacco di Sfera Ebbasta: «Per salvarti la faccia evita di postare foto da idiota con il tuo “pacco”… Ricordati che il regalo più grande te lo sei fatto portandoti sulla tua coscienza sei morti».

 

 

Come se niente fosse accaduto: è questa la constatazione che più ferisce ricordando quanto è successo. Andare avanti senza chiedersi se quella tragedia poteva essere evitata, se davvero non ci sono colpe, anche indirette, da parte del cantante e del suo entourage su quanto accaduto. La lettera di mamma Daniela, oltre che il grido di una donna ferita, è anche una domanda lanciata a un sistema che macina ogni cosa quasi che la morte di dei persone fosse solo uno spiacevole incidente di percorso. Sulla pagina di Wikipedia del cantante la tragedia di Corinaldo è liquidata in tre righe fredde e secche, messe lì giusto per non sentirsi arrivare l’accusa di aver archiviato tutto.

Ma si può andare avanti come nulla fosse dopo essere stati coinvolti in una simile tragedia? Si può mostrare la propria faccia felice e anche un po’ irridente senza pensare al dolore che anche indirettamente si è causato? È la domanda che si fanno le tantissime mamme che hanno poi commentato il coraggioso post di Donatella Magagnini.

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