Ai bambini la tv piace da morire
Più di tablet e smartphone

Certe cose non cambiano, resistono al tempo. E, anziché invecchiare, vanno controcorrente e aumentano il loro uso o l’impatto sulle abitudini quotidiane. È il caso, ad esempio, dell’amata tv che nonostante l’avvento della tecnologia, resta tra i passatempi preferiti. Almeno tra i bambini, con un apprezzamento raddoppiato nell’arco degli ultimi 17 anni. Lo attesta uno studio della Florida International University, negli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics.

Sul podio c’è sempre «lei». La Tv batte tablet, smartphone e ogni altro device tecnologico e fa i baffi alla modernità. Già, perché se si dovesse chiedere soprattutto a un bambino di scegliere se passare un determinato numero di ore guardando un cartone animato sul piccolo scherno o mettersi a smanettare con un video gioco o a guardare un film in streaming sul tablet, la risposta non sarebbe così scontata. Almeno, nell’immaginario comune. Infatti sul gradino più alto del podio dei passatempi e con il massimo indice di gradimento ci sarebbe ancora lei: la cara vecchia Tv che accompagna dagli anni ’20 le abitudini soprattutto serali degli italiani, grandi e piccini. E sono soprattutto questi ultimi che ne decretano ancora il successo. Quanto meno stando ai risultati di uno studio americano, ma i cui risultati presumibilmente sarebbero simili anche tra i piccoli di casa nostra, durato dal 1997 al 2014, che ha coinvolto oltre 1.300 bambini da 0 a 6 anni nel 1997 e quasi 450 con meno di 5 anni nel 2014. Lo studio aveva l’obiettivo di misurare quanto tempo i bambini suddivisi in due fasce di età, da 0 a 2 anni e da 3 a 5 anni, passano davanti alla tv e/o a un altro strumento televisivo più tecnologico nell’arco della settimana e se questo tempo si sia allungato con il passare degli anni. La valutazione è stata fatta sfruttando i dati di un diario tenuto dalle mamme di un gruppo rappresentativo di bambini americani.

 

 

I risultati. Hanno dato delle sorprese. Infatti è emerso che nel 1997 il tempo medio giornaliero di permanenza davanti alla TV fra i bambini fino a 2 anni era di circa 1,3 ore quotidiane e di quasi 2,5 ore per quelli da 3 a 5 anni. Dunque rispetto ad altri mezzi di comunicazione televisiva di massa, la Tv guadagnava gli apprezzamenti fra i bambini più piccoli, da 0 a 2 anni, e anche nella fascia di età superiori con un tempo medio tra 0.56 e 1.19 ore, pari rispettivamente al 43 per cento e 48 per cento di «linkaggio» alla tv giornaliero. Il tempo passa, ma le cose non cambiano, anzi evolvono come è logico pensare, ma controcorrente rispetto a più moderne previsioni. Infatti, anche nel 2014 i bambini si comportano allo stesso modo e nel tempo libero preferiscono ancora la Tv, ma molto di più rispetto al passato. Come dimostrano i tempi di visione: saliti a 3.05 ore per i piccoli di 0-2 anni, di cui 2.62 davanti alla tv e 0.37 su altri servizi mobili, contro i bambini di 3-5 anni appiccicati allo schermo mediamente per 2.14 ore al giorno e a device diversi solo per 0.42 ore. In sostanza, i periodi di «dipendenza» dalla tv raggiungerebbero all’incirca l’86% tra i piccolissimi e il 78% tra i più grandicelli. Con tempi quasi al raddoppio nell’arco di 17 anni.

 

 

In conclusione. La Tv resta una grande «invenzione», intramontabile nel tempo a tal punto che i ricercatori suggeriscono una nuova ricerca sull’argomento. Tema? Valutare, questa volta, la relazione «filiale» tra tv, stile genitoriale e rapporti tra coetanei e fratelli.

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