Statue senza veli dentro la rocca
Il Comune decide di censurarle

Statue nude? Ingresso vietato ai bambini. È montato un caso attorno alla mostra di terracotte di Marco Cornini, resa possibile grazie al sostegno dell’imprenditore Umberto Cabini, al castello di Soncino. Nei giorni scorsi infatti alcune maestre di un asilo che avrebbe dovuto visitare il borgo hanno ritenuto che le sculture in fase di installazione nel cortile non fossero adatte ai più piccoli. E hanno sollevato un vero putiferio. Così il Comune è corso ai ripari… rivestendole. Ma andiamo con ordine.

La mostra è sarà inaugurata sabato 16 giugno in rocca, ma giovedì 7 giugno tre maestre che accompagnavano le classi della scuola materna «Paolo VI» di Brescia in visita all’antico maniero hanno visto le statue senza veli e hanno gridato allo scandalo.
«Non entrate in quella rocca», è stato l’ordine impartito agli scolari alla vista delle opere, quasi tutte raffiguranti donne e uomini nudi. Inorridite, le educatrici hanno deciso di chiudere gli occhi dei bambini e indietreggiare. Poi arrabbiate si sono rivolte all’Ufficio turistico del borgo. «Le insegnanti si sono rifiutate di far vedere la rocca ai 150 bambini, a causa delle numerose statue di terracotta presenti in più punti nell’antica fortezza e si sono rivolte a noi – ha confermato Giuseppe Cavalli, consigliere della Pro loco – Hanno protestato perché erano venute a Soncino proprio per i monumenti e non per la mostra. Un problema che non hanno sollevato altre classi in visita: una prima media di Piacenza è entrata».

C’è chi dice sì. Una querelle che ha scatenato il dibattito, nel borgo. «L’arte va capita e non censurata», ha commentato Demis Martinelli, artigiano del ferro battuto. «Che bigottismo – ha esclamato un visitatore – Non mi pare che siano arrivate lamentele per il David in piazza della Signoria a Firenze o per altre opere d’arte o peggio per seni o lati B sparsi sui cartelloni pubblicitari e in televisione».

La parola all’insegnante. Diverso il parere dell’insegnante di scuola media Giorgio Torriani: «Non ho niente contro la mostra – ha detto – ma mi stupisco che ci si meravigli dell’accaduto. Se una maestra pensa di portare dei bimbi in una rocca e si trova di fronte a una mostra che potrebbe disturbare qualcuno di loro, ha il legittimo diritto di non entrare. Credo che si dovrebbero rispettare le diverse sensibilità. Se la mostra fosse organizzata in spazi dedicati, chiunque saprebbe che cosa va a vedere e non ci sarebbero problemi. Coprire le sculture adesso è sbagliato, come sbagliato è non porsi il problema delle differenze di sensibilità». Dal Comune è giunto in settimana anche un chiarimento, che riconduce alla casualità il fatto che le statue siano riamaste scoperte per qualche giorno senza avvisi per il pubblico in attesa dell’inaugurazione.

La spiegazione del Comune. «È stata concessa l’autorizzazione all’esposizione nella rocca dal 16 giugno, giorno dell’inaugurazione – ha spiegato l’Amministrazione -. La data prevista tiene conto del fatto che non ci saranno più le gite delle scolaresche, in quanto le scuole terminano l’8 giugno. Martedì e mercoledì le opere sono state collocate per scattare le fotografie per il catalogo, poi giovedì pomeriggio sono state coperte. Alcune sono rimaste senza veli per la concomitanza tra disimballaggio, posizionamento e fotografie». Tuttavia il problema si potrebbe ripresentare anche successivamente all’inaugurazione perché «gli oratori si sono informati per visitare la rocca, ma gli educatori e i religiosi non credo vogliano vedere le statue nude», ha aggiunto Cavalli.

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