Uova di Pasqua, verità e falsi miti

L’uovo di cioccolato è tra le leccornie più amate della festività di primavera per eccellenza: la Pasqua. E la sua “produzione” non smentisce questa preferenza: secondo una ricerca della Cna, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, sono 15 milioni le uova di cioccolato acquistate e mangiate solo in Italia. Numero che comprende sia quelle artigianali che affollano le vetrine delle pasticcerie facendo venire l’acquolina in bocca, sia quelle più commerciali e industriali. Le uova pasquali vanno a sommarsi a un consumo pro capite di circa 13 grammi di cioccolato fondente, al latte, alla nocciola o di una delle tante varietà proposte, equivalente a più di un cioccolatino. A cui, dunque, sembra non siamo proprio capaci di rinunciare.

 

 

Le virtù del cioccolato. È assodato da numerosi studi scientifici che questo alimento golosissimo, è buonissimo anche per la salute. Con un “ma”, però, che ne consiglia il consumo moderato, perché se ci si fa prendere dal piacere del suo sapore avvolgente e si esagera, si ottiene esattamente il contrario: solo effetti collaterali e pochi benefici. Tuttavia, su questo alimento se ne dicono tante, e così Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica, con l’aiuto di esperti gastroenterologi dell’Università di Pavia, ha pensato bene di “rompere le uova nel paniere” svelandone verità e falsi miti.

Le verità sull’uovo di Pasqua. Sono almeno tre, buone, invitanti e longeve, come confermano gli esperti. Il cioccolato va assaporato perché:

  • allunga la vita. Verissimo, come dimostra una ricerca americana dell’Università di Harvard, che ha monitorato per cinque anni il consumo di cioccolato di oltre 7.800 golosi sui 65 anni. Qual è stato il buon esito della ricerca? Vi farà piacere sapere che assaporare cioccolato almeno tre volte al mese abbassa di circa il 36 per cento ii rischio di mortalità rispetto a chi fa astinenza. Insomma, i mangiatori moderati vivono alla fine più a lungo, ma anche coloro che eccedono nelle quantità, comunque guadagnano in lunghezza della vita, seppure con un vantaggio più ridotto. Il motivo? Ci sono diverse possibili ipotesi, tra cui anche il fatto che il cioccolato fa bene al cuore: infatti i flavonoidi, dei potenti antiossidanti, contribuiscono a contrastare l’ossidazione dei grassi nel sangue come anche a limitare il danno dei radicali liberi sulle arterie, agendo da protettore dei vasi sanguinei.
  • È buono, ma il migliore resta quello fondente. Il bitter se piace piace, se non piace non piace, ma in quanto benefici sulla salute ha una marcia in più rispetto a quello al latte, che contiene maggiori quantità di zuccheri, proteine e grassi. Il fondente, insomma, è più ricco di sostanze benefiche per l’organismo, tra cui il magnesio.
  • È un antidoto contro la stanchezza. Proprio così, e ancora una volta il merito va ad alcune sostanze contenute nel cioccolato. In particolare alla teobromina e a piccole quantità di caffeina che manterrebbero il fisico vigile al pari di bevande eccitanti quali caffè e tè. Tanto che 125 grammi di cioccolato sembrerebbero in grado di apportare all’organismo quantità di caffeina pari a una tazza di caffè. Inoltre, se si preferisce il cioccolato fondente e lo si consumasse tre volte a settimana, si ridurrebbero i sintomi della sindrome da stanchezza cronica. Insomma, agisce da “rifornimento” naturale e alimentare di sostanze anti-stanchezza, minerali principalmente, soprattutto magnesio e potassio.
  • Combatte gli sbalzi di umore. Ha effetti anti-depressivi accreditati da alcune ricerche scientifiche, e il merito è dell’azione positiva del cioccolato sulla serotonina, l’ormone dell’ottimismo. Questo fatto spiegherebbe così anche il possibile “vigore” psicofisico che dà questa prelibatezza golosa.

 

 

Le bugie sul cioccolato. Sono almeno due. Non bisogna dunque credere al fatto che esso:

  • È nemico della salute dei denti. Gli esperti dichiarano che non vi è alcuna relazione tra consumo di cioccolato e insorgenza di carie o di altri problemi alla dentatura, dando per scontato che non si ecceda in quantità, soprattutto della varietà con le maggiori quantità di zuccheri. In questo caso il rischio esisterebbe.
  • È responsabile dell’aumento di peso. Affatto, anzi sembrerebbe vero il contrario nel caso si consumi cioccolato fondente con percentuali di cacao superiore al 70%. Insomma, potrebbe contribuire a una azione “snellente”. Questo perché l’elevata percentuale di cacao, per via della teobromina, contribuirebbe anche ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e a ridurre il senso di fame.

Perché non esagerare. Si potrebbe incorrere in bruciore e acidità di stomaco, afte e/o emorroidi. Nel caso, la soluzione per risolvere l’insorgenza di questi disturbi c’è, con farmaci di automedicazione, quelli che hanno il bollino rosso che sorride sulla confezione. Contro il bruciore di stomaco sono indicati farmaci antiacido o anti-secretori, entrambi capaci di ridurre la produzione di acido e contrastarne sintomi e gli effetti collaterali; contro le afte, oltre all’accurata igiene orale, è possibile fare uso di antisettici e disinfettanti del cavo orale o antinfiammatori per ridurre il bruciore; infine, in caso di forme lievi di emorroidi, sono consigliati anestetici locali per il dolore, antiinfiammatori e sostanze che proteggono i capillari e rinforzano la parete dei vasi, antisettici contro eventuali infezioni locali.

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