«Viva il gay pride qui a Bergamo
Che sia vistoso, ma anche no»

Domani, sabato 19, ci sarà a Bergamo il primo Gay Pride della città. «Giù la maschera», lo slogan, perché molte volte si tende sempre a nascondere ciò che concerne la reale sfera affettiva. Una data storica per la città, che si prefigge lo scopo di educare alle differenze per combattere l’odio che ancora fa capolino non solo nella Bergamasca. Vogliamo spingere quei bergamaschi che ancora oggi vivono nell’ombra e nella paura – spiegano gli organizzatori – ad uscire a testa alta, a volto scoperto, nel nome dell’uguaglianza, rispetto e tolleranza». Tra i tanti post pubblicati su Facebook in queste ore, riportiamo quello del noto bluesman Robi Zonca, che ha scritto: «E che sia vistoso, pagliacciata come lo definiscono i detrattori. Quelli che dicono che non hanno niente contro i gay, che facciano quello che vogliono, ma… devono manifestare morigeratamente altrimenti danno fastidio. Viva i boa di struzzo rosa! E viva la giacca e la cravatta. Insomma manifestino come gli pare! Chi più si sente infastidito da certi “eccessi” è gay represso». Numerosi i commenti, tra cui Donella Gatti che scrive: «Il Gay Pride “trasgressivo” aveva senso quando aveva senso, cioè 40 anni fa. Oggi è persin distonico con gli obiettivi di normalità di molta parte della comunità gay. Che vuole riconosciuti diritti, eredità e possibilità di aver famiglia. E basta con le macchiette da Il Vizietto e boa di struzzo».

 

 

Le contestazioni. Come ogni anno, non tutti sono d’accordo con la manifestazione. Il primo a dichiarare la propria contrarietà è stato il governatore regionale Attilio Fontana. Anche parte del mondo cattolico si è schierato contro la manifestazione. A tal punto che il Popolo della Famiglia di Seriate aveva organizzato una «adorazione in riparazione al gay pride». L’evento è poi stato annullato dopo le polemiche.

 

 

A che ora. Dalle 16.00 sfilerà il corteo per sensibilizzare sul tema delle differenze di genere (il Bergamo Pride, appunto) che si snoderà a partire da Via Bonomelli, attraverso viale Papa Giovanni, Largo Porta Nuova, Via Tiraboschi, via Zambonate, P.zza Pontida, via XX Settembre per concludersi in Piazza Matteotti. Dalle ore 16 alle 17 sarà quindi chiuso al traffico anche il tratto dalla stazione ferroviaria (via Bonomelli compresa) a Porta Nuova e a seguire via Tiraboschi – via Zambonate – piazza Pontida sino a quando il corteo confluirà in XX Settembre, già chiusa. Man mano il corteo avanzerà, le strade saranno riaperte. Saranno ovviamente chiuse al traffico anche le vie che confluiscono nel percorso del corteo. Piazza Matteotti rimarrà chiusa sino alle ore 20 circa.

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