Adesso la Primavera vede la storia
Vittoria sofferta sul Toro, è finale

Foto in copertina (atalanta.it): l’esultanza della Primavera dopo la vittoria sul Torino

 

Una Dea semplicemente strepitosa strapazza il Torino nella semifinale scudetto e strappa con il cuore e con l’orgoglio il biglietto per la finalissima. Un’organizzazione di gioco magistrale, una strategia studiata in ogni minimo dettaglio e tanta passione regalano alla corazzata di Brambilla la possibilità di entrare nella storia.

 

 

L’Atalanta Primavera inizia la sfida dominando e tenendo il possesso senza lasciare spazio agli avversari. Le ottime trame di gioco portano i nerazzurri a spingersi in avanti con insistenza creando diversi pericoli alla truppa granata. Al 13’ il Torino perde palla sulla propria trequarti, Kulusevski sfrutta il posizionamento sbagliato della retroguardia e premia Cambiaghi dal limite che scarica una rasoiata di mancino imparabile per Gemello. La conclusione potente e precisa dalla distanza del numero 11 si insacca e fa esplodere di gioia i bergamaschi. Il gol del vantaggio non placa la voglia di strappare il pass per la finalissima dell’Atalanta: al 20’ altra grandissima chance per la Dea, Kulusevski recupera la palla e lancia a rete Piccoli, che da posizione defilata prova a superare l’estremo difensore piemontese sul suo palo, ma Gemello è reattivo a deviare in corner. Un bellissimo gesto tecnico del numero 1 di Coppitelli tiene a galla la sua squadra. Se le formazioni vanno al riposo sul punteggio di 1-0, gran parte del merito va al gioiellino di Cairo, il quale riesce anche a togliere dallo specchio della porta il colpo di testa vincente di Piccoli a metà del primo tempo.

 

 

Nella ripresa, il tecnico piemontese mischia le carte spostando Kone nella posizione di terzino sinistro e inserendo l’ex di turno Isacco al centro del campo. La soluzione non convince pienamente, infatti dopo qualche minuto tocca a Gilli e Belkheir provare a cambiare le sorti dell’incontro. Il primo quarto d’ora della seconda frazione è quasi esclusivamente a tinte granata, con gli uomini di Brambilla che abbassano il baricentro e provano a sfruttare le ripartenze. Millico prova a fare la differenza come ha fatto contro la Fiorentina, però trova al 59’ il muro di Heidenreich. Cinque minuti più tardi lo stesso difensore centrale ceco scivola concedendo una chance a Rauti: Ndiaye è bravo in uscita bassa a chiudere in angolo. Sugli sviluppi del tiro dalla bandierina, Rauti spizza di testa la sfera che arriva sui piedi di Belkheir tutto solo nell’area piccola per il pareggio. Trascorsi una decina di minuti, ancora Belkheir, servito alla perfezione da Millico, batte a rete trovando la deviazione provvidenziale di Zortea. Al 77’ cross dalla destra di Brogni, la difesa respinge sui piedi di Kulusevski, il quale si mette la palla sul piede debole e scarica un tiro letale per Gemello, a causa della deviazione dal pacchetto arretrato torinese. Proprio quando tutto sembrava deciso arriva il pareggio beffa del Torino, a tempo scaduto, con un colpo di testa di Singo. Nei supplementari, gli orobici si limitano a contenere le sortite avversarie facendo girare il pallone. Al 108’ ancora il Torino pericoloso da corner, la Dea si salva sulla linea e riparte veloce in contropiede sfruttando la rapidità di Traore, il giovanissimo talento ivoriano con un pallonetto pesca sul secondo palo tutto solo Colley, che riporta avanti l’Atalanta. Quattro giri d’orologio più tardi ancora il tandem subentrato a gara in corso Traore-Colley confeziona il 4-2 in ripartenza. Non basta al Toro la rete di Millico su calcio di punizione per evitare l’eliminazione.

 

[Giovanni Bosi, tecnico dell’U17. Foto Atalanta.it]

 

I bergamaschi conquistano meritatamente la chance di riportare a Bergamo uno scudetto che manca dal 1998. Mica poco per un gruppo di qualità, capace di mettere in mostra un ottimo calcio e di far sognare il pubblico nerazzurro. La gioia del tecnico Brambilla nel post partita è sotto gli occhio di tutti: «Questi ragazzi si meritano la finale. Potevamo soffrire molto meno ma il Torino non muore mai e ora andiamo a giocarcela contro qualsiasi avversaria. La cosa più importante è che siamo arrivati fin qui». Domenica di gloria anche per l’Under 17 in grado di rifilare un punteggio totale di sette gol a uno alla Juventus nel doppio confronto valido per i quarti di finale. Dopo il 4-0 dell’andata, la compagine di Bosi si è imposta 3-1 a Vinovo grazie alle marcature di Traore, Repa e Panada, centrando l’approdo alla semifinale scudetto contro l’Inter. Il big match a eliminazione diretta è in programma lunedì 17 giugno alle 17.30 a Santarcangelo di Romagna.

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