Dimagrire migliora la vita di coppia
(soprattutto sotto le lenzuola)

Rinunciare a qualche peccato di gola fa bene. Al peso, e questo appare del tutto scontato, ma anche a aspetti salutistici inaspettati: migliorerebbe infatti la qualità della vita sessuale, contravvenendo alla corrente di pensiero secondo cui mangiare di meno deprime. Lo ha asserito uno studio americano del Pennington Biomedical Research Center della Louisiana University, pubblicato sulle pagine del JAMA Internal Medicine.

 

 

Lo studio. Basterebbe rinunciare al 25 percento di calorie quotidiane per ottenere di più dalla vita. E non si tratta solo di mettere al riparo la salute da malattie spesso correlate al sovrappeso, ma anche di migliorare la relazione di coppia. Ovvero stupendo il proprio partner con prestazioni sessuali più performanti. Senza poi trascurare un innalzamento del tono umorale (che forse dipenderà pure dal risultato precedente) e un sonno più rilassato. Il tutto è dimostrato da uno studio americano condotto su una popolazione mista di circa 208 individui fra uomini e donne, ma con una netta prevalenza del genere femminile (70 percento), con un’età media di 38 anni e un indice di massa corporea tra 22 e 28, ovvero senza problemi di eccesso di peso. Tutti sono stati seguiti per un periodo pari a due anni. I volontari sono stati divisi in due gruppi: il primo messo a regime con una dieta che imponeva una restrizione calorica del 25 percento per l’intero periodo dello studio e il secondo lasciato con un programma alimentare libero. Nel frattempo, in tre momenti diversi, all’inizio a un anno di distanza e a fine ricerca, tutti sono stati anche interrogati sullo stato del loro umore, sulla vigoria fisica e la vita relazionale.

 

 

Le diverse sorprese. I ricercatori non si sono certo stupiti nel vedere confermare le loro aspettative, ma i partecipanti allo studio sì. Almeno gli appartenenti al ‘gruppo dietetico’, che nell’arco di due anni hanno visto svoltare positivamente la propria storia personale. Non solo con una riduzione di peso pari all’incirca a 8 chilogrammi, contro solo mezzo chilo dei ‘mangio tutto’, ma anche quella intima. Infatti avrebbero riconosciuto un aumento della libido, tradottosi in un incremento dell’attività sessuale e in un miglioramento nel rapporto con il partner o nelle relazioni sociali. Altrettante ricadute positive si sarebbero verificate sulla qualità del sonno, più riposato, lungo e ristoratore, e sull’umore, con un pizzico di serenità in più.

 

 

Dimagrire non rende tristi. In conclusione, questo studio seppur condotto su numeri ancora troppo piccoli per trarre conclusioni definitive, rivoluzionerebbe i parametri classici secondo cui dimagrire ha effetti collaterali sullo stato psico-emotivo, quali l’abbassamento della volontà di reazione alla vita, senso di stanchezza e minore dinamicità. Dunque come si spiegherebbe questo fatto, se almeno una volta nella vita, rinunciando al cibo, ci siamo sentiti proprio così? Un’ipotesi, dicono i ricercatori, potrebbe essere legata alla volontà di mettersi autonomamente a dieta, accoppiando o rinunciando a cibi sbagliati, poco energetici o scompensati in principi nutritivi, con le conseguenti implicazioni vitali. Perché anche per mettersi a dieta ci vuole testa e misura. Allora se l’obiettivo è perdere qualche chilo, in vista dell’estate che arriva, niente diete fai-da-te ma il parere di un esperto nutrizionista, sperando di raggiungere anche migliori traguardi di ‘sexy salute’.

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