Al Majorana sono ancora a scuola
E il merito è tutto dei robot

Un’aula all’avanguardia dedicata alla formazione scolastica di alta qualità, dove è possibile sviluppare progetti legati alla robotica, alla prototipazione e alla cosiddetta “industria 4.0”. Tutto questo è diventato realtà per gli studenti dell’Istituto Majorana di Seriate dove, di recente, è stato inaugurato un nuovo laboratorio di robotica, realizzato grazie a fondi strutturali europei Pon e a un bando di Fondazione Cariplo riguardante il progetto “Scuola, impresa e famiglia”.

 

 

«Grazie a questi contributi è stato possibile acquistare robot antropomorfi grazie ai quali i ragazzi, dopo aver studiato la fisica di base per il loro utilizzo o la forza che un motore deve avere per reggere un determinato peso, imparano a lavorare con questi macchinari, programmandoli in modo corretto – spiega Loris Latassa, uno dei responsabili dell’allestimento del laboratorio insieme ai professori Silvio Bani e Lorenzo Chiesa -. Alla realizzazione di questo spazio hanno contribuito anche la Fondazione Politecnico di Milano e diverse imprese quali ABB, Italiana Robot, Klain Robotics, Scame, Roland e GP Proto Cnc. Insieme ai miei colleghi abbiamo lavorato per circa un anno e mezzo all’allestimento e al collaudo di questo laboratorio, seguendo anche 200 ore di corsi di formazione che, a settembre, ci consentiranno di formare altri nostri colleghi». Nonostante la scuola sia ormai finita e i pensieri della maggior parte degli studenti siano rivolti alle meritate vacanze estive, gli alunni della terza AEI elettronica-robotica dell’Istituto sono ancora immersi nella pratica e nella programmazione dei movimenti delle apparecchiature.

 

 

«Ho dato la possibilità ai ragazzi che lo desideravano di venire a scuola per utilizzare le macchine necessarie ai progetti su cui stanno lavorando – prosegue Latassa -. Il laboratorio è dotato di robot collaborativi, che lavorano in sinergia con un operatore umano e vengono impiegati principalmente in operazioni per la movimentazione di oggetti: abbiamo E.DO, un robot a sei assi con pinze che i ragazzi programmano attraverso un’applicazione da un tablet e Cobotta, offerto da Klain Robotics, che presenta le stesse funzionalità di E.DO ma è più piccolo e dotato di una videocamera per il riconoscimento degli oggetti. Questi robot hanno un’applicazione pratica nella domotica e possono, ad esempio, aprire porte o spegnere luci. Infine, ABB ci ha dato in uso per alcuni mesi il robot “IRB 120”, formato da un braccio meccanico a sei assi e moduli di espansione esterni. Una opportunità frutto del risultato ottenuto da sei alunni che, durante l’alternanza scuola-lavoro, hanno partecipato alla Robocup, gara di robotica organizzata dall’azienda a Vittuone nel milanese, piazzandosi al quinto posto su undici Istituti lombardi. Nella competizione gli studenti hanno simulando il tracciato del circuito di Formula 1 di Monza nel minor tempo e nel modo più accurato. I ragazzi si sono poi esercitati in laboratorio compiendo con l’ausilio dello stesso braccio robotizzato un pick in place, spostando da un punto all’altro alcune palline da ping pong e simulando altri quattro circuiti di Formula 1 e il tracciato di Formula E a New York».

 

 

«Per i ragazzi, poter utilizzare i robot anche durante l’estate rappresenta un’occasione preziosa perché all’inizio dell’anno scolastico saranno già preparati per sviluppare nuovi progetti su cui dovranno lavorare – conclude Latassa -. In questi giorni si stanno confrontando con nuovi software per la programmazione in tre dimensioni, che ci consentiranno di realizzare direttamente a scuola nuovi strumenti e supporti esterni per i robot sulla base delle diverse esigenze. Il laboratorio, infatti, è  dotato anche di una stampante 3D a colori, di una macchina a taglio laser con un sistema di lavoro sul quarto asse per le superfici cilindriche con cui è possibile creare oggetti in legno o in plexiglass, di un pantografo a controllo numerico con cui i ragazzi possono realizzare i circuiti elettronici, di un plotter cutter per la stampa di testi di larghezza pari a un metro e mezzo anche su pellicole adesive, di una fresa con controllo numerico, di un visore 3D della Asus e di nuovi computer».

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