All’Imiberg ci sono aule pensate
per non aver paura di sbagliare

A settembre, la dottoressa Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, nell’abituale discorso di inizio anno scolastico ha parlato di una scuola che «sprizza energia e si conferma coraggiosa, vivace, inclusiva, aperta all’innovazione, seria e rigorosa, in grado di alimentare coesione sociale e convivenza civile». Come direbbe il motto della Primaria Imiberg, una scuola dove «non ho mai paura di sbagliare». Perché questi restino valori fondamentali del nostro sistema educativo, però, due sono i cardini su cui bisogna che tutto si poggi: le persone e l’ambiente.

Se per le prime servono preparazione, fiducia ed entusiasmo, per il secondo invece sono necessarie non soltanto cura e attenzione, ma anche innovazione, studio e, per l’appunto, coraggio. Cambiare, ricercare nuove strade per tentare di migliorare l’approccio con cui ragazzi ma anche insegnanti affrontano le sfide quotidiane dell’educazione e della crescita. Alla Scuola Primaria Imiberg di Bergamo, in via Santa Lucia 14, questa strada la si è iniziata a percorrere anche attraverso una novità apparentemente banale, ma in realtà decisamente importante: dei nuovi banchi.

Si tratta di tavoli dai colori fuori dall’ordinario, blu e arancioni, ma soprattutto dalla forma particolare: sono infatti quadrati e triangolari. Un cambiamento avvenuto in estate e figlio non di un semplice gusto estetico, bensì di studi, approfondimenti e all’esperienza maturata dall’istituto in quasi trent’anni di storia. Da sempre, infatti, Imiberg imposta il suo lavoro su una didattica centrata sull’esperienza. I bambini imparano partendo da un’attività proposta dalla maestra e che li aiuta a entrare in rapporto con lo studio e l’apprendimento. Un esempio: per imparare a contare si utilizzano il gioco e gli oggetti; per imparare a scrivere si familiarizza prima con ciò che si vuole descrivere; per comprendere il susseguirsi delle stagioni si va in giardino a raccogliere le foglie o a osservare la natura. È dimostrato che così si favorisce l’assunzione di un atteggiamento positivo nei confronti dell’imparare. Questo metodo educativo comporta quindi sia vere e proprie lezioni che situazioni dinamiche, laboratoriali, di gruppo, quando possibile anche fuori dall’aula grazie ai grandi spazi esterni di cui è dotata la scuola.

 

 

È partendo da questo presupposto che, negli ultimi anni, è emersa l’esigenza di dotarsi di un’aula “modulabile”, in grado cioè di cambiare in base alle esigenze dei diversi passaggi del processo di conoscenza e di adattarsi alle varie fasi di apprendimento dei bambini. Avere banchi di diverse forme, componibili tra loro, permette con semplicità di modificare gli spazi a seconda del tipo di esperienza che la maestra vuole proporre. E così facendo le soluzioni a disposizione sono quasi infinite. La novità al momento coinvolge le classi prime, ma nei prossimi anni la novità verrà adottata in tutte le aule della Primaria. Perché, se si vuole avere una scuola sempre «coraggiosa, vivace, inclusiva, aperta all’innovazione», è dalle piccole cose che bisogna partire.

Per scoprire questa e le altre novità della Scuola Primaria Imiberg, l’Open Day è sabato 16 novembre, dalle 10 alle 13. È possibile trovare maggior informazioni visitando il sito della scuola (www.imiberg.it).

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