Arzago, lancia una raccolta fondi
per star vicino alla moglie malata

La giovane moglie è malata e lui per starle vicino ha lanciato una raccolta fondi. È la storia di Michele Liuzzi, 38 anni, e della sua amata Giorgia Saulea, 30 anni. Abitano ad Arzago e insieme gestiscono una pizzeria d’asporto a Truccazzano, nel milanese.

Chi sono e cosa è successo. Giorgia e Michele sono una giovane coppia. 38 anni lui, 30 lei. Si sono sposati quattro anni fa e da allora vivono insieme ad Arzago. Insieme conducono anche un’attività: sono i titolari della pizzeria d’asporto “Gusto italiano” di via Fornasino a Truccazzano, nel milanese. Dal loro amore è nato due anni fa un figlio. Una vita serena, normale, con le difficoltà che ognuno deve affrontare ogni giorno. Poi, all’improvviso, lo shock. Giorgia si sente male e il 10 ottobre entra all’ospedale di Bergamo per un controllo. L’esame si trasformerà in un’operazione per porre fine al sanguinamento nello stomaco e darà il via a una serie di ulteriori esami per verificare cosa stesse accadendo. Il 22 ottobre arriva la diagnosi: adenocarcinoma al cardias con metastasi alle ossa. Michele decide così di non lasciare mai sola la moglie e ha lanciato una raccolta fondi per chiedere aiuto.

Uniti nella battaglia contro il cancro. Giorgia viene trasferita nella Torre 7, il reparto di Oncologia del nosocomio di Bergamo, e comincia la sua battaglia, fianco a fianco con il marito Michele. «Il mio lavoro non mi dà alcuna tutela in situazioni come questa – ha evidenziato il 38enne -. Credo che non si debba avere alcuna vergogna nel chiedere aiuto. Condividendo il nostro dolore in queste settimane è tornato indietro soltanto amore. Parlo di cose che ti aspetti da un parente, ma non da qualcuno che non ti conosce. Abbiamo ricevuto messaggi di ogni tipo e da persone di tutte le età. Ci è stato detto di essere un esempio, ma noi non ci sentiamo dei modelli e neanche degli insegnanti. Noi vogliamo semplicemente andare avanti». Stando insieme il più possibile, anche per amore del loro bambino. «La prima settimana è stata di totale confusione – ha raccontato ancora Michele -. Mi sono fermato a pensare e ho capito che non era per me il momento di piangere, ma quello di combattere accanto a Giorgia. Mio figlio merita di vivere con sua mamma e io di avere mia moglie al mio fianco per poter invecchiare insieme a lei. Ho pensato che Leonardo dovesse crescere comunque nel migliore dei modi, senza essere condizionato da questa difficoltà».

 

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