Bentornata cara Atalanta!
(Quanto ci è mancato Ilicic)

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Larga, limpida, roboante e decisamente meritata, contro una squadra veramente in difficoltà che non è mai stata in partita. Il 5-1 finale a favore della Dea è firmato Ilicic (tripletta), de Roon e Gosens, con Birsa che segna il gol della bandiera finale su rigore senza spostare minimamente nessuna valutazione. L’Atalanta gioca bene e a Verona ritrova in un colpo solo anche i gol che troppe volte sono mancati: ora nessuna festa eccessiva, solo la consapevolezza che la strada era ed è quella giusta. Basta fare gol. Non è un dettaglio, è l’unica cosa che conta.

 

 

Qualche sorpresa per Gasperini nelle scelte iniziali di formazione. Dopo poco meno di un mese dall’ultima volta (era il 23 settembre a San Siro), nella Dea torna Barrow da titolare e la scelta del tridente viene completata da Gomez e Ilicic, che dopo la gara con la Slovenia trova anche l’esordio dal primo minuto in Serie A di questa stagione. Mancini al posto di Masiello con Toloi e Palomino a protezione di Gollini, Hateboer e Gosens con de Roon e Freuler in mezzo sono le altre scelte del mister di Grugliasco, che deve vedersela con il nuovo 3-5-2 di Ventura. L’ex ct della Nazionale riparte da Verona con Pucciarelli e Stepinski in avanti e Birsa reinventato nella posizione di centrocampista puro. Pomeriggio di sole al Bentegodi, pochi tifosi sugli spalti con i circa 2.850 bergamaschi al seguito che fanno sembrare lo stadio di Verona quello di Bergamo.

Pronti, via e l’Atalanta prende la palla e comanda le operazioni. La prima occasione arriva al 2’ con Gosens che costringe Sorrentino alla respinta in tuffo prima che Barrow serva Gomez per il destro a giro alto di un soffio. Al 6’ è ancora la Dea a farsi vedere con il numero 10 (mira sballata), ma la squadra nerazzurra, trascinata anche da una grande prestazione di Gomez e Freuler, aumenta continuamente i giri del motore: all’11’ de Roon arriva con il corpo messo male su assist di Hateboer e la palla finisce in curva. Al 13’ Ilicic segna su assist di Gosens un gol che viene prontamente annullato per (giusto) fuorigioco; al 17’ lo sloveno serve Hateboer sulla corsa, ma Sorrentino dice ancora una volta di no. Appena dopo la metà del primo tempo, i nerazzurri sistemano la pratica con de Roon (25’, destro secco all’angolino) e Ilicic (28’, sinistro a giro che muore all’incrocio dei pali) mandando sui binari giusti una sfida che poteva diventare complicata solo se non si fosse sbloccato il risultato. Nella seconda parte del primo tempo, la Dea sciupa qualche rifinitura di troppo e Gasperini si arrabbia, ma al 40’ la partita si mette ancora meglio visto che Barba (secondo giallo per fallaccio su Gomez) finisce sotto la doccia costringendo Ventura a mettersi con un 4-4-1 più coperto ma ancor meno propositivo. Al 41’ Ilicic manda alta di pochissimo una punizione velenosa, al 44’ Barrow e Freuler combinano bene ma Sorrentino rimpalla il gambiano e le squadre vanno al riposo dopo 2’ minuti di recupero.

Con il Chievo in 10 e differenze tecniche semplicemente abissali, l’Atalanta chiude subito la pratica grazie ad una doppietta di Ilicic che prima segna da fuori sempre con il mancino e poi trova il 4-0 su assist di Gosens: al rientro, il numero 72 della Dea si presenta con una tripletta e quando esce dal campo tutto lo stadio lo applaude. Con Pasalic per lo sloveno, Barrow passa a destra e Gomez torna a sinistra. La gara è finita da un pezzo ma nell’ultima mezz’ora c’è ancora tempo per vedere cose interessanti, sia in campo che in tribuna: il settore ospiti è autentico protagonista con un paio di cori secchi e potenti che si fanno sentire alla grande. L’ennesima buona notizia di giornata per Gasperini arriva da Gosens, che al 72’ recupera un pallone al limite e penetra in area da sinistra: conclusione violenta e precisa sul palo lontano che fa tremare il montante e vale il 5-0. La reazione del Chievo è poca roba, al 78’ arriva il primo tiro in porta dei gialloblù con Birsa, che su punizione colpisce il palo alla sinistra di Gollini. Nel finale, il Chievo segna su rigore per fallo (dubbio) di Gollini su Meggiorini trasformato da Birsa e il “clean sheet” viene rovinato. Poco male, visto che per la Dea la vittoria è comunque larghissima e decisamente salutare.

 

 

Chievo-Atalanta 1-5
Reti: 25’ de Roon (A), 28’, 50’ e 52’ Ilicic (A), 72’ Gosens (A), 84’ Rig. Birsa (C)

Chievo (3-5-2): Sorrentino; Bani, Rossettini, Barba; Depaoli, Radovanovic, Birsa, Rigoni (82’ Hetemaj), Jaroszynki; Pucciarelli (56’ Leris), Stepinski (63’ Meggiorini). All. Ventura.

Atalanta (3-4-3): Gollini; Toloi, Palomino, Mancini; Hateboer, de Roon, Freuler, Gosens (74’ Zapata); Ilicic (60’ Pasalic), Barrow (79’ Rigoni), Gomez. All. Gasperini.

Arbitro: Rocchi di Firenze (Cecconi e Rossi; Rapuano; Pasqua e Mondin).

Ammoniti: 3’ e 40’ Barba (C), 77’ Mancini (A), 86’ Bani (C).

Espulsi: 40’ Barba (C) per doppia ammonizione.

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