Bergamo Pride contro l’omofobia
Il 26 maggio la parata arcobaleno

Il Pride è riuscito a varcare le mura venete, dall’anno scorso tra i patrimoni dell’umanità Unesco. La vittoria del movimento Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), che avrà la prima parata della città per «Educare alle differenze per combattere l’odio», è stata annunciata ufficialmente da Arcigay Bergamo Cives (nel comitato promotore ci sono anche Arci Bergamo e il movimento Conversas Bergamo). «L’obiettivo è quello di creare un percorso su tutto il territorio bergamasco per combattere per i diritti civili e permettere a tutti di essere se stessi e avere piena visibilità senza subire attacchi e azioni d’odio – recita il comunicato del circolo bergamasco – Con il maggior numero di comuni iscritti alla rete anti-discriminazione Ready, compreso la stessa città bergamasca presso il quale è attivo anche il “Tavolo Permanente contro l’Omofobia“, tutta la provincia si prefigura come modello, sostenitrice di buone prassi volte alla tutela dei diritti civili».

Il 26 maggio. Il grande appuntamento con Bergamo Pride è fissato per sabato 26 maggio. Con Milano e Varese, sono tre le città lombarde che saranno protagoniste della stagione dei Pride 2018, aspettando l’eventuale bis di Brescia e Pavia, che hanno già ospitato il corteo Lgbt nell’anno appena concluso.

Adesioni cercasi. Il comitato promotore «si formerà nelle prossime settimane — spiega Marco Arlati, presidente di Arcigay Bergamo Cives, al Corriere della Sera Bergamo —, e potranno aderire tutte le associazioni, i movimenti e i cittadini che sottoscriveranno il documento politico alla base del Bergamo Pride 2018, e lo statuto collegato». L’idea di organizzare una parata in città c’era da anni all’interno di Arcigay Bergamo, ma non si era mai concretizzata. Piccolo precedente in Città Alta nel 1994, ma non era niente di paragonabile. La sfilata si farà in centro e porterà nelle strade i colori dell’arcobaleno.

La settimana precedente. Nella settimana che precederà la parata, verranno organizzati eventi, non solo in città, per parlare di alcuni temi che stanno particolarmente a cuore ai promotori. «Sarà la Pride Week: si parlerà di omobullismo — dice ancora Arlati —, e anche di omofobia, di violenza sulle donne e di tutte le sfaccettature dell’odio. L’idea è capire come educare per combattere le forme dell’odio. Dobbiamo partire dall’educazione alle differenze e al rispetto dei diritti civili per una nuova rinascita italiana».

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