Il Cammino di Santiago in diretta
per realizzare il sogno di Cecilia

Pubblichiamo la testimonianza di Ivan Rota, che ha compiuto insieme a un numeroso gruppo di amici il Cammino di Santiago realizzando così il sogno di Cecilia Mangili, nata a Bonate Sopra il 7 febbraio ‘57, residente a Valbrembo e affetta dalla nascita di amiotrofia spinale o SMA, malattia causa di morte dei due fratellini. Rimasta orfana della mamma a 18 anni, di lei si è preso cura il papà Egidio, a cui si sono uniti, nel tempo, amiche e volontari. I suoi unici viaggi sono stati i pellegrinaggi a Lourdes, a Medjugorje, ad Assisi, in Terra Santa… e quello intensamente virtuale del Cammino di Santiago. Cecilia, nella sua stanza, è sapiente conforto dei visitatori, nella chiesetta al pianterreno è testimonianza di fede per quanti vi si recano per le funzioni del martedì e del venerdì sera. Inoltre gestisce la pagina Facebook “Cecilia Alleluia” per condividere il suo pensiero con persone di tutta Italia.

 

 

«Nulla accade se prima non lo immagini», ed ecco che il sogno di Cecilia prende forma, crea gruppo, si realizza, diffonde energia positiva, diventa esempio per chi non trova il coraggio di fare il primo passo per raggiungere il suo obiettivo. Quel era il suo sogno? Poter camminare, grazie alle gambe di altri, sul sentiero calpestato da milioni di pellegrini diretti alla tomba di San Giacomo e oggi patrimonio dell’UNESCO, che dai piedi dei Pirenei francesi porta a Santiago de Compostela. “Altri”, che neppure si conoscevano, si ritrovano attorno ad un progetto, mettono a punto i dettagli, danno vita a un libro, raccolgono fondi grazie a sponsor e serate organizzate in giro per l’Italia, e si preparano fisicamente per affrontare il non facile impegno di portare sul cammino Cecilia per cinque, sei ore al giorno, trovando il modo di coprire gli oltre ottocento chilometri in dieci giorni. Purtroppo, a tre mesi dalla partenza, arriva la diagnosi medica che impedisce a Cecilia di spostarsi dal letto. La difficoltà, però, viene subito trasformata in opportunità, cambiando la “modalità” di portare Cecilia in viaggio. Grazie al web e agli strumenti informatici, il gruppo decide che camminerà per lei, vedrà per lei.

Dal 6 al 20 agosto 2017, un pezzo di Spagna si è così colorato di giallo e di fucsia, i colori delle magliette dedicate all’iniziativa “In Cammino per Cecilia”. Con la forza dell’amore, noi partecipanti ci fermiamo a parlare, catalizziamo attenzione, raccogliamo sorrisi, diffondiamo energia, riportiamo su Facebook un diario di viaggio che ogni giorno vede crescere il numero di visitatori. Dopo una prima tappa a Lourdes, sperimentando per circa tre ore il collegamento in diretta con la casa di Cecilia (grazie a Skype e WhatsApp), le giornate scorrono ricche delle magie che il Cammino sa creare per quanti sono attenti a coglierne i segni. Passando da Roncisvalle, Pamplona, Logrono, Burgos, Leon, Sarria e dai centinaia di paesini che ti portano fino a Santiago, Cecilia vive in diretta il rumore dei passi, il soffio del vento, i saluti dei pellegrini a cui raccontiamo la sua storia; partecipa alle messe, parla con chi ha bisogno del conforto delle sue incredibilmente rassicuranti parole. Sorride dallo schermo dell’iPhone, ballando con noi nelle piazze, visitando le città sul trenino e salendo sulle giostre. Ci racconta, con la sapienza formata in una stanza da letto, ciò che le mostriamo; ci documenta sulle opere d’arte che stiamo filmando per lei, sulla loro epoca e con quali tecniche l’artista le ha realizzate. Esprime la gioia di una bimba nel guardare, sugli schermi appositamente installati davanti al suo letto a Valbrembo, le albe e i tramonti, le felci e i campi di frumento, le piccole chiese e le cattedrali, i fiori e le cicogne che incontriamo per strada.

 

 

La sua fede ci apre le porte, coinvolge preti e suore, raccoglie in preghiera chi già crede e quanti ancora nutrono diffidenza, ci porta al raccoglimento e diventa magia in occasione del Botafumeiro che, in modo inaspettato, ci accoglie nella Cattedrale di Santiago. Come un’artista che col pennello mischia i colori traendone tinte nuove per sfumature inaspettate, ecco che Cecilia ci porta a donarci l’un con l’altro, facendo sì che le nostre unicità si rafforzino diventando patrimonio comune, portando le nostre convinzioni a tener conto della visione di chi ci è vicino.

Il bilancio finale, dettato stando stesa su una barella posta davanti alla Madonna nella chiesetta al pianterreno di casa sua, racconta di un Cammino concluso ma non compiuto, di un’esperienza vissuta pienamente che deve proseguire alimentando altre opportunità, di un disegno sapientemente tracciato da Colui a cui ci affidiamo dicendo «sia fatta la tua volontà». Così, nelle prossime settimane, il nostro gruppo proporrà nuovi itinerari sperando di aggregare tante altre persone che ci accompagnino nel “Cammino per Cecilia”. Noi, terra terra, ci limitiamo a prendere nota di 4.100 chilometri percorsi, di 240 chilometri fatti di un passo dopo l’altro, di oltre cinquanta ore di diretta web con Cecilia, di duecento saluti video per Cecilia di pellegrini di ogni parte del mondo, di 7.401 amici che ci seguono su Facebook, di oltre centomila visualizzazioni ai post pubblicati e migliaia di interazioni. Ma tanti altri sono i momenti vissuti che si ritrovano cronologicamente sulla pagina Facebook chiamata “Ritrovarsi sul Cammino”, dove troveranno pubblicazione i prossimi eventi. Per saperne di più visitate la pagina o inviate una mail a info@ritrovarsisulcammino.org.

Ultreya y Suseya.

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