Nasce la Casa di Leo a Treviolo
per i genitori dei bimbi ricoverati

Sabato 10 giugno, a Treviolo, ha avuto luogo la posa del primo albero della Casa di Leo. Costruita interamente in legno, accoglierà famiglie che risiedono lontano da Bergamo ma che sono costrette a restare in città per via dei loro figli che necessitano di cure ospedaliere prolungate. Il progetto nasce da una semplice osservazione: i bambini ricoverati in ospedale hanno bisogno di un papà e di una mamma sereni, proprio come quelli che Leo ha avuto a fianco per tutto il tempo.

Leonardo Morghen nasce a Bergamo nel 2005 con una malattia rara tutt’ora senza nome. Pieni di speranza, i suoi genitori consultano medici e ospedali in Italia e in Europa fino ad approdare negli Stati Uniti, al Nationwide Children’s Hospital di Columbus, Ohio , nel settembre 2009. «Leo, campione di coraggio, combatte senza sosta fino a diventare, a 10 anni, la stella che oggi ci guida e ci aiuta a non arrenderci e a non perdere mai la speranza, che adesso è pronta a rifiorire grazie a questo meraviglioso progetto».

Ha parlato don Andrea Pedretti, presidente di Eos Onlus: «Questa mattina siamo qui perché si sta realizzando un sogno. Sette anni fa è nata un’idea, oggi diventa realtà. Piantiamo simbolicamente questo albero, che darà dei bei fiori viola, il colore preferito di Leo. Un albero piccolo, che diventerà grande: quello che facciamo oggi diventerà qualcosa di straordinario, di bello. Ai primi di luglio inizieranno i lavori di realizzazione della platea di fondazione. A settembre il montaggio della struttura in legno e a metà dicembre ci troveremo qui per inaugurare la casa. Un sogno che aiuterà altri a sognare».  Una casa con cinque stanze, un grande salone per incontrarsi e vivere insieme, «cercando di condividere la fatica della malattia, del vivere in ospedale. Un giardino protetto e accogliente, perché le famiglie dei bambini ricoverati possano sentire un clima di serenità e respirare profumo di casa». Don Andrea ha ringraziato i molti che hanno reso possibile questo progetto: «Cercare di dirli tutti vuol dire dimenticarne qualcuno. Io dico grazie a tutti, indistintamente, poi a dicembre li ringrazieremo uno per uno. Adesso mi accontento di dire grazie a tutti, e soprattutto a Leo. Senza la sua forza e il suo coraggio oggi non saremmo qui».

 

 

Pasquale Gandolfi: «Un anno e mezzo fa ho ricevuto la telefonata di don Andrea. Dopo aver parlato per cinque minuti in ufficio, siamo subito usciti in paese a cercare lo spazio giusto per la casa. Un lavoro intenso, che dimostra però la necessità di sognare in grande. La comunità di Treviolo sarà pronta ad accogliere questa realtà sul territorio, come dimostra la presenza di molte associazioni». Il sindaco ha ringraziato don Andrea e Charlie Vimercati, «che mi ha trascinato a Milano più volte per riuscire a ottenere i soldi necessari».

Il contributo più grande l’ha dato proprio la Fondazione Cariplo. Ha spiegato don Andrea: «Tutto il progetto costa circa 850 mila euro: 300mila vengono a fondo perduto dalla Cariplo. Noi abbiamo una disponibilità economica di 180 mila, 200 di mutuo. Innowatio ci fa un finanziamento di 180. Ci siamo quasi, manca ancora qualcosa, ma non ci facciamo spaventare da quei 50 mila euro che ci mancano. Li raccoglieremo». Vimercati: «In poco tempo abbiamo convinto i funzionari di Milano, molto rigorosi. Anche loro hanno capito che questo sogno coinvolge un territorio, una comunità. Vi ringrazio di avermi coinvolto».

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