Come capire fin dalla terza liceo
se si è tagliati per fare il medico

«Da grande farò il medico. E sarò pure bravo»: non è più solo un auspicio, ma una reale opportunità e speranza per tanti ragazzi. Sarà infatti possibile conoscere la propria inclinazione al camice bianco, ai sacrifici di anni di studio e poi di lavoro che la professione richiede, fin dalla terza liceo, grazie a un progetto di formazione. Che partirà in 20 scuole italiane di tutto il territorio, secondo un accordo firmato un mese fa dal MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e dalla Fnomceo, Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri.

 

 

Ci vuole passione, impegno, dedicazione e abnegazione. Almeno per arrivare alla meta della professione medica, con tanto di laurea e specializzazione annessa. E i ragazzi che ci sperano lo potranno capire fin da subito, fin dalla terza Liceo, quando si comincia a maturare l’idea della strada universitaria. Per gli aspiranti medici sarà possibile infatti partecipare a un corso extrascolastico, promosso e bandito dal MIUR e dalla Fnomceo, che li aiuterà a capire la loro reale propensione alla medicina. Disciplina che non è fatta solo di molte ore di studio, di esperienza, di missione, ma anche di qualità umane, fondamentali nei confronti dei pazienti, quali ad esempio la capacità di ascolto, l’empatia, la condivisione delle scelte terapeutiche secondo il principio della massima efficacia con il minimo trattamento e i minori effetti collaterali possibili.

 

 

Il corso sperimentale sarà aperto a tutti i ragazzi delle 20 scuole del territorio selezionate per l’iniziativa, che potranno accedere a un percorso di formazione alla professione medica, che esula dal piano di studi scolastico. Si tratta infatti di una disciplina opzionale, «Biologia con curvatura medica», la cui frequenza verrà richiesta fuori dalle normali ore scolastiche, ma che contribuirà alla media dei voti e darà diritto a dei crediti formativi. L’impegno è serio e duraturo: infatti il periodo di formazione durerà tre anni, con un monte ore annuale, pari a 50ì, di cui 40 frontali in classe e tenute sia da docenti di scienze sia da professionisti individuati dagli Ordini dei Medici e Odontoiatri, e 10 sul campo, all’interno di strutture sanitarie, ospedali, laboratori di analisi per iniziare a impratichirsi anche con il mestiere, le sue caratteristiche in funzione dei differenti ruoli ricoperti, e le sue necessità.

 

 

Non è la prima esperienza. Infatti il corso per futuri medici nasce sull’esempio di un’iniziativa dello stesso tipo, avviata sette anni fa, dal dirigente scolastico e dal presidente Omceo del Liceo Scientifico «Leonardo da Vinci» di Reggio Calabria, che anche in questa occasione farà da scuola capofila, coordinando il progetto e svolgendo la funzione di indirizzo. Perché si è partiti da questa esperienza? Perché ha dato frutto, dicono i referenti, ovvero ha selezionato i ragazzi davvero propensi alla professione medica, con tutte le doti e i talenti ad essa necessari. È infatti capitato che per ogni anno scolastico di sperimentazione, metà dei ragazzi iscritti hanno abbandonato il percorso di formazione già in fase iniziale, a causa di troppo impegno o per mancanza delle giuste motivazioni, o semplicemente di una vera inclinazione al camice bianco e ai pazienti. Con un doppio vantaggio: che coloro che hanno abbandonato il corso di formazione si sono risparmiati anni di studi universitari faticosi e inutili mentre gli altri, i convinti e motivati, sono riusciti a superare il test di ammissione alla facoltà con più facilità e successo.

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