Ehi, cercano insegnanti a Scoraig
Un fiabesco paesino nelle Highlands

Scoraig è un piccolo paese incuneato tra i fiordi di Little Loch Broom e Loch Broom, nelle Highlands scozzesi. È talmente remoto che si può raggiungere soltanto su un’imbarcazione, oppure con una bella camminata a piedi di cinque miglia. L’isolamento del centro abitato ha incoraggiato i suoi abitanti a sviluppare una sorta di autosufficienza alimentare e energetica: si coltivano solo prodotti biologici, dal momento che non esiste alcuna alternativa, la carne proviene dalle greggi locali e il pesce, di certo, non manca. A illuminare le case, poi, ci pensa la forza del vento, debitamente incanalata e trasformata dalle pale eoliche. Ma non sempre Scoraig può farcela con le sue sole forze, e allora è costretta a rivolgere degli appelli al mondo. Il problema che sta affrontando ora riguarda la sua scuola. Dalle prime tre famiglie che negli anni Sessanta hanno costruito le loro case qui, si è passati a quaranta nuclei famigliari, a cui si sono aggiunte altre venti persone nel 2014. L’incremento demografico ha fatto crescere la domanda di insegnanti.

 

 

Una scuola di cinque allievi. Per il momento, l’istituto scolastico di Scoraig ha soltanto cinque allievi. Uno di loro, Rafael, ha sei anni, e non vede l’ora di lasciare libero corso alla sua vivacità lanciando sassi nell’acqua. Meredith invece ha nove anni e ha già le idee molto chiare: da grande vuole fare la designer e scrivere un giornale. Il padre di Meredith, Luke Richards, è molto orgoglioso di lei e dei progressi che ha compiuto. Si sono trasferiti in questa zona delle Highlands soltanto un anno fa e all’inizio la bambina era molto timida. Tutti i giorni padre e figlia compiono insieme il tragitto da casa a scuola, e viceversa, tagliando attraverso i campi. È una fatica che a loro piace fare insieme e non vorrebbero sostituirla con nessun tipo di comodità. I genitori dei cinque allievi, infatti, sono convinti della qualità della scuola presso cui studiano i loro bambini. Il minuscolo edificio di pietra grigia contiene scaffali pieni di libri, ha quattro computer, strumenti musicali e materiale artistico. È ben fornita. Ma gli manca un insegnante.

Nessun ha risposto. Il consiglio delle Highland ha lanciato per due volte un’offerta di assunzione (addirittura con una pagina Facebook dedicata), ma non ha risposto nessuno. Il prossimo lunedì scadrà il termine per l’invio dei curriculum, ma a Scoraig sono piuttosto pessimisti. Zoe Fothergill, amministratore dello Scoraig Teaching Group, spiega che gli annunci non riescono a spiegare bene i requisiti necessari per insegnare in una comunità così piccola, priva di pub, di negozi e di un ufficio postale: «I candidati erano sorpresi di dovere prenotare un viaggio in barca per venire qui e così si sono ritirati». Per il momento, gli abitanti del paese pagano un insegnante esterno che due volte al giorno arriva in traghetto, ma ben presto non potranno più sostenere una spesa simile. Hanno così deciso di prendere il controllo della situazione e hanno lanciato un appello su Internet, diverso da quello “ufficiale”.

La bellezza di vivere a Scoraig. I residenti della cittadina scozzese hanno descritto nel modo più dettagliato possibile cosa significhi, veramente, abitare a Scoraig. A partire dal paesaggio, che è un dono per gli occhi e per il cuore. Deirdre Carney, che ha insegnato nella scuola per tre anni e mezzo dal 2000, ricorda con emozione: «Pensavo: “Ho il lavoro più bello del mondo”. È un posto splendido per essere un’insegnante; c’è un potenziale di apprendimento così alto ed è il luogo più amichevole in cui abbia mai vissuto». Nonostante Carney ammetta che trascorrere gli inverni a Scoraig sia un’impresa per fisici robusti, afferma che i locali sono profondamente legati alla vita scolastica.

Chai Jones ha insegnato per sette anni, dalla fine degli anni Ottanta: «Il fatto è che Scoraig è all’antica. Le persone hanno una serie di abilità e se tu non le possiedi qualcuno te le insegnerà. È un vero mix culturale e i bambini vengono preparati bene ad affrontare la vita». Jones si era offerto di raccogliere fondi per la costruzione di scuole medie funzionanti grazie all’energia eolica, ma il concilio delle Highland ha deciso di trasferire i ragazzi più grandi nella vicina Ullapool, durante la settimana. «Non penso che le persone capiscano che cosa si offre», aggiunge. «Si tratta solo di cambiare un po’ il proprio atteggiamento. Se devi andare in un posto che non ha strade, dovresti dirti: “Forse posso imparare a usare una barca”».

 

 

Le autorità non sono dello stesso parere e stanno discutendo dell’attuale penuria di personale scolastico. Il dato preoccupante è che la situazione non è migliorata nemmeno garantendo delle condizioni molto favorevoli, come alloggi a basso costo e viaggi in Irlanda e Canada.

Il discorso più persuasivo. Forse però le parole più persuasive, per eventuali futuri insegnanti, sono quelle di Jack Sangster, sette anni di semplice sagacia: «C’è aria pulita ed è piuttosto lontano da qualsiasi zona del mondo, ma proprio qui c’è un posto per te con un caminetto acceso». Riflette un poco e poi aggiunge: «Ed è una scuola meravigliosamente pulita!».

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