Il CineTeatro Agorà di Mozzo
che non teme i grandi multisala

Non sarà la storia del Nuovo Cinema Paradiso, ma le radici del cinematografo a Mozzo affondano solide nel passato recente. C’è chi si ricorda le proiezioni di film alla fine degli anni Sessanta, sicuramente non di prime visioni, e i cineforum all’oratorio maschile: una delle sale della vecchia sede vicino al ponte sulla Mola, che veniva arredata al momento con file di panche di legno, quelle senza schienale, un proiezionista improvvisato che montava con qualche difficoltà la bobina di celluloide, travolto spesso dagli spintoni dei ragazzi, maschi e femmine insieme, che affollavano la sala. Poi il buio, e sul telo bianco appeso alla parete iniziavano a scorrere il titolo, i nomi degli attori e il suono che rimbombava tra le spesse mura e il soffitto alto. E all’intervallo dopo il primo tempo tutti nella sala accanto, dove c’era il bar: gassosa, cannucce di liquirizia, quelle lunghe e nere, bustine di castagnaccio e d’estate il ghiacciolo o il limoncino che spaccava i denti.

A parte queste attività legate all’oratorio o negli anni Settanta con i cineforum organizzati alla biblioteca comunale, Mozzo non ha mai avuto una vera e propria sala cinematografica: chi voleva andare al cinema prendeva il tram o il pullman e poteva scegliere tra il Rubini o il San Marco a Bergamo o la vicina sala della Conca Verde. Gettonati anche il cinema Italia di Ponte San Pietro e il 2000 di Curno.

 

Piazza Trieste alcuni decenni fa, con l’oratorio e sullo sfondo la chiesa

 

La sala dal 1996 al 2012. Bisogna attendere la costruzione del nuovo oratorio per avere la prima sala parrocchiale che diventerà cinema-teatro grazie all’impulso di don Giovanni Coffetti, vicario parrocchiale di Mozzo dal 1996 al 2004. Monsignor Paravisi benedice la prima pietra del futuro nuovo oratorio nel 1988. «La sala in questione – spiega una delle volontarie del cinema parrocchiale, Anna Vanoncini – è nata all’interno della realizzazione della scuola dell’infanzia e dell’oratorio, datata primi anni Novanta. ma solo all’inizio del 1996 la sala viene dotata di poltrone, anche se i gruppi parrocchiali e dell’oratorio già la utilizzavano per recite, commedie e attività di spettacolo, cercando di sopperire alle mancanze tecniche con tanta buona volontà».

Dopo attente riflessioni, tra il 1996 e il 1998 si decide di dotare la sala di attrezzature luci, audio e di proiezione rendendola conforme alle normative di legge e funzionale alle attività di spettacolo sia cinematografico che teatrale. «La gestione era coordinata dal curato don Giovanni – prosegue Vanoncini – con il supporto di Filippo Gatti che sceglieva i film e il signor Franco Pansa che faceva il proiezionista. Era ancora una gestione molto “fai da te”, ma le cose funzionavano bene e di questo siamo loro davvero grati. Nel 2008, essendo Gatti in trasferta all’estero e non potendo più gestire le attività, si è reso necessario strutturare un nuova organizzazione, che oggi conta trentacinque volontari. Organizziamo i turni di presenza al bar, alla cassa, al servizio di maschera e alla proiezione. Ogni quaranta giorni ci incontriamo e pianifichiamo le linee guida del periodo, le attività».

 

Il vecchio proiettore

 

L’era del digitale. Purtroppo nel 2012, con l’avvento del digitale e l’abbandono delle pellicole in celluloide, il vecchio impianto è diventato obsoleto e non più utilizzabile. Un momento sofferto non solo dai volontari, ma anche dalla comunità tutta: l’investimento per la nuova apparecchiatura di proiezione è stato rilevante e la riflessione rispetto a un cambio di rotta nella gestione si è fatta urgente. Provvidenziali sono stati il bando della regione Lombardia, che finanziava parte dell’investimento, insieme a un coinvolgimento economico significativo della parrocchia stessa e la rinnovata volontà di dare ulteriore impulso alla sala e al gruppo di volontari. Nel 2014 è arrivato il digitale all’oratorio e in paese si è tirato un respiro di sollievo.

«Siamo ripartiti alla grande ed è stata costituita la commissione cinema che coordina il funzionamento della sala, riorganizzando la squadra dei volontari con l’inserimento di nuove professionalità: Alfredo Nava, già proiezionista di lungo corso, ne diventa il coordinatore; Giampaolo Mazzoleni, che lavora in questo settore, con Gianluca Gamba gestisce e supervisiona tutti gli aspetti tecnici, audio e luci; Diana Cardani, laureata in cinema, con il compito di scegliere i film all’interno dell’offerta della Sas, la struttura della diocesi di Bergamo per la distribuzione dei film nelle sale parrocchiali». E ancora, sotto la supervisione del curato don Massimo Colombo ci sono Mauro Mandato, Stefania Castelli, Andrea Pelliccioli, Luca Spada, Vittorio Rota e le decine di altri volontari che si alternano nei turni di proiezione.

 

 

Programmazione e cineforum. Cinque proiezioni alla settimana con prime visioni e titoli commerciali di cui tre la domenica. «Oltre alla normale programmazione, organizziamo due stagioni di cineforum, coordinate da Luigi Riva, in primavera e in autunno, cicli tematici che vanno a toccare gli argomenti più attuali e vissuti della nostra società. Ogni film viene introdotto e commentato a fine proiezione da un’esperta che lascia spazio anche a un dibattito aperto. La sala poi viene utilizzata anche per convegni, spettacoli teatrali, concerti. Da segnalare è la consueta rassegna di commedie dialettali, organizzata dalla filodialettale locale Fom». «Essendo l’unica sala attrezzata a Mozzo, è un punto di riferimento aggregativo per tutte le attività culturali del paese. Abbiamo organizzato cicli di film “cineconcerti” ad esempio con i Pink Floyd o la grande arte al cinema con i musei Vaticani. Sul nostro nuovo sito, una sezione di quello dell’oratorio, ci sono le preview dei film con tutta le programmazione».

Altro che multisala. La pressione dei multisala che sono nati in provincia all’inizio ha sicuramente allarmato i volontari, che però non si lasciamo intimidire: «Abbiamo una media di 10-12mila spettatori annui – conclude don Massimo –. Da noi ci sono le prime visioni, il prezzo del biglietto è molto competitivo, l’audio è di ultima generazione e i genitori accompagnano volentieri i loro figli, per godersi un buon film in tranquillità. Riteniamo inoltre possa essere un buono strumento di pastorale, d’incontro tra le generazioni e di formazione per le varie età e per i vari ambiti della vita».

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