Cinque cose facili da fare a Roma
in attesa di entrare all’Olimpico

Avranno certamente altro per la testa i ventimila tifosi atalantini che domani sono attesi a Roma (tra l’altro previsioni meteo non buone: pioggia e temperatura bassa, altro che primavera capitolina…). Però per allentare la tensione ci si può inventare qualcosa, senza impegno e con poca spesa. Ecco cinque cose facili che si possono fare a Roma in attesa di varcare i cancelli dell’Olimpico.

 

Villa Borghese

Non fosse per l’incognita tempo, la cosa più raccomandabile e distensiva è una bella passeggiata tra i pini (marittimi) del parco di Villa Borghese. È facilmente raggiungibile, grazie al fatto che la scassatissima metropolitana romana ha almeno preservato la funzionalità della metropolitana di Piazza di Spagna. Si sale Trinità dei Monti, si piega a sinistra e si arriva alla terrazza del Pincio dove il gioco è quello di contare le cupole di Roma. Poi ci si addentra nel parco, o a piedi o noleggiando bici. È un parco che dice tanto di Roma, della sua bellezza un po’ sfatta e della sua invincibile indolenza…

 

I Giardini Aldobrandini


Sempre per andar per giardini distensivi, altra meta a portata di mano sono i Giardini Aldobrandini. Non li si notano tanto perché sono pensili e quando si scende via Nazionale ce li si trova sulla nostra sinistra: ma dalla strada si vede solo il grande muraglione di contrafforte. Se invece ci si infila nella stradina e si salgono le scalette un po’ delabré ci si trova in un piccolo paradiso urbano, che taglia fuori il caos della città. Il parco potrebbe essere tenuto molto meglio, come tante cose a Roma. Ma il panorama è imprevisto e mozzafiato. Ci aveva visto giusto papa Clemente VIII che aveva voluto questo piccolo paradiso per il nipote…

 

Il Pantheon (se piove)


Se il tempo fosse inclemente, il rifugio a più basso costo è certamente il Pantheon. Con un biglietto di due euro si entra in quello che è l’edificio romano più grandioso e meglio preservato. Nel Pantheon se per caso si avessero nostalgie monarchiche si può rendere omaggio alle tombe dei Savoia. Oppure a quella del grande Raffaello, non a caso sepolto qui, venerato quasi come un dio. Il grande oculo centrale è una delle meraviglie di Roma: aperto verso il cielo, al centro dell’immensa cupola che è un capolavoro architettonico e ingegneristico.

 

Le statue parlanti


Se ci si vuole divertire e provare a chiedere previsioni sulla partita ci si può rivolgere alle statue parlanti: in realtà più che emettere sentenze queste statue sono come dei collettori di critiche e improperi, in particolare contro i governanti. La più famosa è quella del Pasquino che si trova nell’omonima piazza nei pressi di piazza Navona. È ancora oggi meta di centinaia di curiosi. Ma non è l’unica statua parlante di Roma. Nei pressi di Piazza Venezia, quindi non lontano, trovate quella di Madama Lucrezia (esattamente in piazza San Marco): difficile non vederla per le sue dimensioni. Anche lei raccoglie le pasquinate, cioè gli improperi dei romani di ogni tempo.

 

La “pizza bianca” a Campo dei Fiori

Tra le piazze di Roma questa è la più vivibile e popolaresca. È quella del Campo dei Fiori, che sin dal nome si presenta bene. È piazza di mercato, dove in questa stagione si vedono fiori e frutti che sono una bellezza. Piazza di profumi, come quello della “pizza bianca” sfornata dal panettiere all’angolo. Basta fare cento metri e ci si trova invece nella piazza più nobile di Roma, piazza Farnese, con le enormi vasche monolitiche. È bello fermarsi a mangiare sul lungo sedile di pietra “offerto” dal palazzo che oggi è sede dell’Ambasciata Francese. Se si alza lo sguardo ci si può anche spaventare per quanto sporge l’enorme e solenne cornicione. L’aveva disegnato quel genio esagerato che era Michelangelo.

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