Com’è lavorare con Babbo Natale?
Ce lo racconta una sua aiutante

Il 25 dicembre, mentre ci prepareremo a scartare i regali di Natale o de li staremo già godendo dopo averli aperti la notte della Vigilia, Rovaniemi sarà una città quasi completamente condannata al buio. Situata ad una manciata di chilometri a Nord del Circolo Polare Artico, questa cittadina finlandese, il giorno di Natale, può godere solo di due ore e un quarto di luce, precisamente dalle 11.08 alle 13.26, durante le quali poter festeggiare baciati da due timidi raggi di sole.

 

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3mila chilometri al secondo. Al di là di questo piccolo inconveniente, però, nessuna città del pianeta è così speciale durante le festività natalizie, perché Babbo Natale, noto anche come Santa Claus o Joulupukki (in finlandese), risiede proprio nel capoluogo della Lapponia, ovviamente fatta eccezione per la notte in cui si ritrova a girare il mondo alla velocità di quasi 3mila chilometri al secondo per consegnare i regali, stando almeno agli accusati calcoli compiuti dal Daily Telegraph. Veloce? In confronto agli umani sì, ma è comunque cento volte più lento della velocità della luce.

Gli aiutanti di Babbo Natale. Il più famoso dei circa 60.000 abitanti di Rovaniemi dà il proprio nome anche al Santa Claus Village e al Santa Park, due parchi a tema dove, ovviamente, è possibile incontrare Babbo Natale, così come i suoi aiutanti. Sono migliaia i genitori che ogni anno optano per una destinazione così remota con l’obiettivo di regalare ai propri figli l’esperienza unica di incontrare l’uomo più amato da milioni di bambini di tutto il pianeta. Ma se Babbo Natale parla finlandese e probabilmente non riesce a comunicare in una lingua comune a tutti i bimbi che incontra (tolti probabilmente quelli finnici), chi gli legge le lettere e traduce i desideri dei suoi piccoli “clienti”? Ma i suoi aiutanti, è chiaro.

 

 

Da Ljubljana alla Lapponia. Fra loro c’è Ana, una ragazza slovena di 29 anni che, grazie alle proprie conoscenze dell’italiano, è in grado di aiutare le famiglie provenienti dalla Penisola nel loro desiderio di incontrare Joulupukki. «Babbo Natale vive qui a Joulukka, nel suo villaggio», ci spiega, divertita, Ana. «È un uomo impressionante, consiglio a chiunque di incontrarlo almeno una volta nella vita». Certo, come opportunità di lavoro è un bel privilegio poter lavorare come aiutante di Babbo Natale: «Sicuramente questa esperienza sta rendendo il Natale di quest’anno il migliore della mia vita» racconta la giovane. «Mi è sembrato sin da subito un lavoro con grandi responsabilità e volevo sperimentare la possibilità di lavorare in un ambito internazionale».

Ma dove si può trovare un annuncio di lavoro del genere? Oltre ai vari siti dedicati al villaggio di Babbo Natale, è lo stesso centro per l’impiego finlandese, TE-Keskus, a segnalarlo ad inizio autunno fra le proprie possibilità, con relativa lingua di appartenenza per poter aiutare più visitatori possibili: «Quest’anno noi aiutanti rappresentiamo ben 12 nazionalità diverse – ci spiega Ana -. Il nostro compito giornaliero è quello di parlare con i turisti e farli sentire all’interno di un vero sogno. A volte capita a noi stessi di sognare».

 

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Vivere a Rovaniemi. Arrivata da Ljubljana da qualche tempo, Ana si trovava già a Rovaniemi quando ha iniziato a lavorare al fianco di  Babbo Natale: «Qui studio legge, in futuro mi piacerebbe proseguire con relazioni internazionale e lavorare in quel settore, però l’ambiente di lavoro al Santa Park è ottimo». E Rovaniemi? Come si può vivere in una città distante 800 chilometri dalla capitale e dove la temperatura può scendere fino a 30°C sotto zero? «È sicuramente una cosa diversa da qualsiasi altra esperienza vi possa capitare, però è una città come tutte le altre, con ritmi intensi ed emozionanti». Se lo dice un’aiutante di Babbo Natale non possiamo che crederle. E chiederle un occhio di riguardo per i desideri espressi nelle nostre letterine.

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