Un concorso di disegni sull’asfalto
per aiutare i bambini in ospedale

Colori e fantasia sul grigio dell’asfalto, ma in un parco. Una bella idea per riportare il sorriso sui volti dei bambini (e delle loro famiglie) che sono ricoverati in ospedale. La prima iniziativa organizzata in pubblico da Aletheia Onlus per farsi conoscere, sabato 29 giugno al Parco Suardi di Bergamo, intitolata appunto “Disegni sull’asfalto” (con tanto di concorso a premi), è nata col desiderio di «far scoprire a chi è fortunato – ci spiega Oana Raduti, presidente di Aletheia, di origine rumena ma residente a Stezzano – la realtà di chi invece affronta sofferenze e difficoltà importanti. Un evento per far comunicare e socializzare i bambini e le loro famiglie con le altre famiglie, con giochi che non hanno costi, se non quello del gesso. Per riscoprire l’importanza dell’essere uniti e trovare la positività dove non c’è più. Un gioco gioioso e contagioso, all’aperto, con fini benefici. E a settembre replicheremo a Brescia e di nuovo a Bergamo». Oltre la sensibilizzazione, gli scopi pratici: per l’evento del Parco Suardi, quello di acquistare cyclette e work station per i test da sforzo, e un ecocardiografo color doppler per la Cardiologia Pediatrica.

L’associazione Aletheia Onlus è stata creata quest’anno da un gruppo di genitori, professionisti nell’ambito sanitario, con un unico scopo: alleviare la sofferenza dei più piccoli. «La sofferenza spesso ci unisce ed è per questo che abbiamo deciso di lavorare insieme: noi e voi. Lavorare per rendere la degenza ospedaliera dei nostri bambini, spesso lunga e dolorosa, meno problematica, meno pesante, meno faticosa e più a misura di bambino – aggiunge Oana -. Non cambieremo il mondo ma, insieme, cambieremo quella quotidianità ostile che ci mette alla prova ogni volta che i nostri figli devono vivere in ospedale». C’è un’idea molto pragmatica, di base: le risorse economiche destinate ai bambini, anche negli ospedali pubblici, sono spesso insufficienti rispetto alle reali necessità. L’associazione ha quindi, come scopo principale, di assistere, attraverso l’opera volontaria degli iscritti e le donazioni ricevute, i bambini affetti da patologie cardiache e oncologiche, fornendo loro, alle loro famiglie ed alle strutture sanitarie che li accolgono il supporto economico per l’acquisto di strumenti e materiali per la prevenzione e la diagnosi precoce, per lo sviluppo di adeguati servizi assistenziali, per la promozione di attività culturali e di ricerca, di educazione sanitaria e di riabilitazione psicofisica. Con un sogno: portare in Italia Bambini mutilati a causa delle bombe, per cui l’associazione si occuperà anche dello sminamento.

Nascita e sogni. L’onlus Aletheia – che significa “verità”, e non solo, in antico greco, ed è uno dei nomi della figlia di Oana – nasce a ottobre 2018 in Svizzera (a Savosa), a febbraio 2019 in Italia (a Stezzano) e a breve a Iasi, Romania. Oana Raduti è fondatrice e presidente; gli altri membri fondatori sono il dottor Enzo Angeli, primario di Radiologia in Humanitas Gavazzeni, e l’ingegner Gianfranco Malmesi. Oana ha un sogno: trasformare “Disegni sull’asfalto” in un concorso nazionale, coinvolgendo le scuole. «È un gioco che costa pochissimo – racconta – e che dà la possibilità al bambino di giocare in natura e di socializzare. Non ha età. Chiunque può prendere un gessetto e colorare: piccoli e grandi. Io ho vissuto la dittatura comunista in Romania: non avevamo programmi tv, non avevamo computer. Saltavamo la corda, disegnavamo sull’asfalto, giocavamo a nascondino. Oggi non si fa più, ed è un peccato».

Servono volontari. Al momento fa quasi tutto Oana, nell’associazione, coadiuvata da tre amiche. Per cui chiede con il cuore in mano non solo sostegno economico, ma «una mano. Abbiamo bisogno di volontari in varie città. I bambini cardiopatici e oncologici non si trovano a Brescia o solo a Bergamo. Attraverso il disegno sull’asfalto a tema possiamo far conoscere la realtà del bambino malato alle comunità e sensibilizzare la nuova generazione al riguardo. Un bambino malato non è da marginalizzare ma da integrare e aiutare».

Info. Maggiori informazioni sul sito in tre lingue aletheiaforchildren.com, via mail a aletheiaonlus@gmail.com o su Facebook scrivendo Aletheia Associazione.

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