Cosa dicono quelli che han già letto
(oppure visto) Harry Potter 8

Se siete dei veri fanatici, probabilmente l’avrete già letto. Altrimenti state aspettando in fremente attesa il 24 settembre, ovvero la data d’uscita nelle librerie italiane dell’ottavo attesissimo capitolo della saga di Harry Potter. Si intitola Harry Potter e la maledizione dell’erede e si tratta, più che di un vero e proprio romanzo come i precedenti, della sceneggiatura dello spettacolo teatrale di Jack Thorne, la cui prima mondiale è andata in scena a Londra, al Palace Theatre, il 30 luglio. Ad idearne la trama, però, è stata proprio la Rowling insieme allo stesso Thorne e al regista dello spettacolo John Tiffany. La versione inglese (e originale) dell’opera è in vendita dal 31 luglio su Amazon e quindi sono già tante le persone che hanno potuto godersi le nuove avventure del maghetto (oramai ex) più famoso al mondo. Com’era prevedibile, il libro è già un successo: il Guardian ha reso noto che ne sono state vendute 680mila copie in tre giorni, rendendolo così il libro venduto più velocemente dal 2007, quando uscì Harry Potter e i doni della morte.

 

104441729-potter-books--NEWS-large_trans++ZgEkZX3M936N5BQK4Va8RWtT0gK_6EfZT336f62EI5U

 

La trama (senza spoiler). Ve lo diciamo subito: se volete saperne di più potete leggere QUI, ma per favore, come ha chiesto la stessa Rowling in questo video, tenetevelo per voi. Per i tanti che vogliono invece arrivare al 24 settembre senza anticipazioni, allora potete tranquillamente continuare a leggere. In questo ottavo capitolo della saga troviamo Harry Potter proprio dove l’abbiamo lasciato alla fine di Harry Potter e i doni della morte: 19 anni più vecchio rispetto al suo ultimo giorno a Hogwarts, sposato con Ginny Weasley, mentre saluta il figlio Albus Severus al binario 9 e ¾ del treno in partenza per la scuola di magia. In realtà di Harry Potter padre e auror (mestiere che ha intrapreso con successo al Ministero della Magia, dove lavorano anche la coppia di amici Ron ed Hermione, sposati tra loro) sappiamo già diverse cose grazie ai racconti che, in questi anni, la Rowling ha condiviso con noi su Pottermore, il sito dedicato agli appassionati della saga. Sappiamo, ad esempio, che s’è procurato un’altra cicatrice sulla guancia destra, oltre a quella leggendaria sulla fronte. Sappiamo anche che la notorietà di Harry è ancora elevatissima e che il mondo dei maghi lo conosce come “Il Prescelto”, il giovane mago che ha saputo sconfiggere “Tu-Sai-Chi”, ovvero Voldemort. Proprio questa notorietà del padre rappresenta un peso non indifferente per Albus Severus. Gran parte della storia è incentrata sul rapporto tra padre e figlio, ma non mancheranno i mitici magici di scena firmati Rowling (è Albus Severus l’erede maledetto o no? E che fine ha fatto Voldemort?). Ah, giusto un appunto: l’intera trama si svolge su più anni.

 

harry-potter-cursed-child

 

Il giudizio di chi lo ha visto o letto. Ma eccoci arrivati al dunque: Harry Potter e l’erede maledetto è all’altezza dei capitoli precedenti? Una domanda lecita, ma che prevede una risposta articolata. I giudizi, infatti, si riferiscono soprattutto allo spettacolo andato in scena al Palace Theatre, e sono tutti decisamente lusinghieri. L’Independent ne ha raccolti alcuni dei più importanti critici teatrali britannici, dandogli poi ben 5 stelle su 5 nella propria recensione. Il Post, invece, ha riunito i commenti di altri giornali ed esperti: a molti è piaciuta la scenografia, ritenuta «magica» al punto giusto (Entertainment Weekly), ma non così eccessiva da distogliere l’attenzione dalla storia e dalle performance degli attori, ritenuti molto bravi (Guardian). Secondo la rivista di settore Variety, la forza dello spettacolo sta nella sua contemporaneità: si è riusciti a unire gli elementi più nostalgici ad altri moderni, in grado di “trasportare” il mondo di Harry Potter nel nostro XXI secolo. D’accordo anche Ben Brantley del New York Times, che ha sottolineato come lo spettacolo piacerà anche ai fan più accaniti e che, forse, «vorrebbero che lui (Harry Potter, ndr) rimanesse sempre uguale al punto in cui lo hanno visto l’ultima volta».

E il libro? Come detto non si tratta di un romanzo, bensì della sceneggiatura dello spettacolo. I giudizi precedenti, dunque, possono valere tranquillamente anche per l’opera che sarà in vendita in lingua italiana dal 24 settembre (tranne quelli sulla bravura degli attori e sulla scenografia, ovvio). Nonostante ciò sono state pubblicate anche diverse recensioni del semplice scritto. La rivista online Slate ha mosso qualche critica: il critico Dan Kois ha infatti affermato che il libro pare esser stato scritto solamente per i fan più appassionati, quelli che si ricordano ogni particolare dei precedenti libri. Per i semplici lettori, invece, Harry Potter e l’erede maledetto rischia di essere un po’ deludente, in particolare perché mancano le descrizioni di J.K. Rowling, quelle che «davano magicamente vita al mondo dei maghi e facevano da carburante per l’immaginazione». Kois, però, scrive anche che la trama funziona alla grande. Commenti non entusiasti sul libro arrivano anche da altre voci di tutto rispetto, come quella di Jack Shepherd dell’Independent, secondo cui sarebbe stato meglio evitare di pubblicare la sceneggiatura perché «poche e brevi righe di testo spiegano in modo asettico quello che accade in modo coinvolgente sul palco». La storia, però, è bella. A stroncare anche la trama è invece Hollywood Reporter, che definisce il libro e lo spettacolo «un remix della mitologia di Potter già esistente piuttosto che una storia originale». E i fan? Del resto è la loro voce quella che conta. Anche qui i giudizi sono molto vari, ma a dominare è soprattutto un senso di dispiacere: la maggior parte, infatti, avrebbe preferito che l’opera fosse stata pubblicata in forma di romanzo e non di sceneggiatura, soprattutto se si tiene conto che, almeno a sentire la Rowling, questo spettacolo è un punto definitivo al suo legame con Harry Potter. In altre parole niente film (forse) e niente più libri (sicuramente). Godetevi questo dunque, se ci riuscite.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.