Cos’è la moringa, pianta miracolosa
consigliata anche da Fidel Castro

«È l’unica pianta che ha ogni tipo di amminoacido. Con una corretta gestione, la produzione della foglia verde può superare 300 tonnellate per ettaro in un anno. Ha decine di proprietà medicinali. I suoi effetti sul sistema digestivo sono molto buoni, oltre alle sue elevate qualità di proteine, ma non si dovrebbero superare i 30 grammi al giorno. So che alcuni ne consumano più in forma di tè, o in polvere, con ottimi risultati grazie anche alle sue qualità sedative che sono utili per il riposo». A parlare non è un ricercatore o un biologo, ma Fidel Castro, il Lìder Maximo, che a 89 anni e oramai lontano dai palcoscenici politici internazionali ha scoperto la moringa. Foglie verde smeraldo e fiori bianchi, un sapore che ricorda gli asparagi e un’altezza che può arrivare a dieci metri, la moringa è una pianta conosciuta anche con il nome di “albero della vita” e sarebbe il segreto dell’ottima forma (di cui non ci sono prove, se non le testimonianze di qualcuno) di Fidel Castro.

 

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Una pianta “miracolosa”. Nativa dell’India, dove cresce ai piedi della catena montuosa dell’Himalaya, la moringa è coltivata per lo più nelle zone tropicali ed equatoriali del mondo, soprattutto in Etiopia, Filippine e Sudan. Da qualche tempo però si è diffusa anche in Sudamerica, in particolare a Cuba, nella Repubblica dominicana, in Paraguay e in Argentina. Le sue qualità taumaturgiche sono note da tempo, tanto che molte associazioni e istituzioni scientifiche la stanno testando anche su pazienti affetti da Hiv. Ma il Paese dove si sta maggiormente investendo nella ricerca legata alla moringa è proprio Cuba: il prestigioso Centro di Ingegneria genetica e Biotecnologia de L’Avana, noto per la sua ricerca nel campo dell’innovazione medica, ha sviluppano vaccini anti-cancro a base di moringa. L’embargo di cui è stata vittima l’Isola Rossa negli ultimi decenni, infatti, ha costretto i ricercatori cubani a “reinventarsi” e trovare nuove strade. La moringa è una di queste e i risultati sono stupefacenti, tanto che ora che l’embargo è venuto meno, presto i vaccini anti-cancro a base di moringa potrebbero diventare disponibili anche sul mercato statunitense.

 

 

Le stupefacenti qualità della moringa. Di questa pianta “miracolosa” si possono mangiare i frutti, le foglie e i fiori, tanto che recentemente è sempre più spesso usata anche nella cucina vegana. La farina di moringa, ad esempio, si può trovare in alcuni negozio bio ed è usata per fare una pizza dal sapore particolare e dai valori nutritivi invidiabili. Ma a stupire sono soprattutto le sue proprietà benefiche: le foglie presentano una percentuale superiore al 25 percento di proteine, tanto quanto le uova e addirittura il doppio del latte; quattro volte la quantità di vitamina A delle carote; quattro volte la quantità di calcio del latte; sette volte la quantità di vitamina C delle arance; tre volte più potassio che le banane; quantità significative di ferro, fosforo ed altri elementi. Difficilmente può trovarsi un alimento più completo. Inoltre il loro sapore è gradevole e si possono consumare sia fresche che cucinate e inserite in altre preparazioni.

Estratto l’olio dai semi, invece, la pasta residua che si ottiene contiene il 60 percento di proteine pregiate, una quantità enorme se si considera che il residuo dell’analogo trattamento della soia (prodotto di discreta qualità proteica vegetale) produce dal 30 al 35 percento di proteine. In termini di utilizzi terapeutici, la moringa è ricca di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie che la rendono efficace nella protezione del sistema immunitario, perfetta per favorire la circolazione e la digestione, riequilibrare il metabolismo, regolare i livelli ormonali e trattare l’acne. Più in generale, in molte culture viene usata per curare il raffreddore e la febbre causata dalle infiammazioni, oltre che l’ipertensione. Ma anche anemia e diabete possono essere combattute dalla moringa. Davanti a questi fatti, non stupisce che sia stata addirittura la Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) a promuoverne la diffusione e l’utilizzo.

 

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Come mangiare la moringa. Se, giunti a questo punto, siete curiosi di provare la moringa, sappiate che ogni sua parte merita una preparazione a sé, adatta a risaltarne il sapore ma anche e soprattutto le qualità organolettiche e benefiche. I frutti ancora immaturi, ad esempio, si possono mangiare lessi e assumono un sapore simile a quello dei fagiolini. I frutti maturi, invece, possono essere bolliti per alcuni minuti in un po’ di acqua salata. Il loro sapore sarà simile a quello dei ceci. Ma anche tostati non sono male. Le foglie possono essere consumate crude, in insalata (così come i fiori), oppure bollite, come fossero spinaci. Il loro sapore è leggermente piccante, una via di mezzo tra il crescione e il ravanello. Piccanti sono anche le giovani radici, che ricordano come forma le carote, e vengono solitamente utilizzate come aromatizzante (come il rafano). Attenzione però: data la presenza nelle radici di un alcaloide, la Spirochina, che interferisce con la trasmissione nervosa, di queste ne è sconsigliato il consumo eccessivo. Dai fiori, invece, viene prodotto un eccelso miele di moringa. Non vi resta che provare.

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