Quelli della Street h-art di Seriate
Bellezza, con la acca di handicap

Graffiti inclusivi? Street h-art con la h di handicap? Per Gruppo Aperto si può fare: «Ogni mercoledì sera, nel laboratorio allestito nei locali dello Sfa (Servizio formazione autonomia) di via Donizetti a Seriate, lavoro con i ragazzi con disabilità dell’associazione seriatese Gruppo Aperto – racconta Luca Baroni, maestro d’arte laureato in Pittura e in “Pratiche e teorie della terapeutica artistica” all’accademia di Belle Arti di Brera -. Ormai siamo rodati: il nostro corso d’arte vanta ben dieci anni. Ogni volta scegliamo un tema particolare e quest’anno abbiamo scelto la pop art e la street art».

 

 

Murales: lavori in corso. Il progetto è davvero ambizioso: «Il lavoro finale sarà un murales che monteremo a maggio nel cortile esterno della libreria Spazio Terzo Mondo, dove organizzeremo due giornate di festa e condivisione all’insegna della street art. In pratica ci siamo procurati dei totem in legno che abbiamo dipinto di bianco: su ognuno di essi ciascuno porrà l’impronta del suo corpo e dovrà poi completare l’opera con fantasia». Queste esposizioni daranno colore e vita ai muri del cortile, un po’ fatiscenti e tristi nel loro grigiore. Naturalmente, per arrivare a quest’opera, prima i ragazzi hanno seguito e continuano a seguire un corso di pittura: «Abbiamo iniziato già il primo mercoledì di gennaio e, oltre ad aver preparato i totem-sagome, abbiamo iniziato un lavoro sui colori e sulle macchie: ciascuno leggeva nelle macchie i soggetti che vedeva, che interpretava – spiega Luca -. Da qui abbiamo estrapolato i disegni che qualcuno ha iniziato ad abbozzare e li abbiamo riproposti e trasposti su una superficie particolare, che abbiamo chiamato “muro invisibile”». Si tratta proprio di una superficie trasparente, come un vetro, su cui i ragazzi hanno dipinto: «L’idea è proprio che, su un muro trasparente, l’opera resta in maniera effimera, è momentanea, proprio come succede ai graffiti e nella street art: i disegni rimangono per un periodo, ma poi vengono logorati o distrutti dal tempo, dalle intemperie…».

 

 

Di nuovo Spazio Terzo Mondo. Lo stimolo di quest’anno, legato appunto all’approfondimento della pop art e della street art, arriva da una proposta della libreria “Spazio Terzo Mondo”: «Hanno chiesto all’associazione se fossimo disponibili per una mostra nel 2018: le opere dei ragazzi realizzate durante uno dei corsi erano state esposte e vendute durante un’asta molto speciale, proprio qui, nel dicembre 2016». In quel caso, a seguito di una visita all’Accademia Carrara, ognuno dei ragazzi aveva provato ad abbozzare un quadro che l’aveva colpito maggiormente, ridisegnandolo con tecniche diverse e totalmente personali. «Basandoci sugli schizzi realizzati e sulle fotografie scattate, i ragazzi avevano dipinto un quadro a olio omaggiando gli autori del passato. Così opere di Raffaello, Moroni, Botticelli, Bellini, Fra’ Galgario sono rinate in chiave contemporanea e con un colore e un disegno tutto nuovo, eccentrico, stravagante, ma soprattutto unico», prosegue Luca.

A questo giro i ragazzi si sono invece ispirati ad altri grandi autori della storia dell’arte: «Questa volta puntiamo sul tratto largo, su colori monocromi, sulla semplicità del segno: la pop art che è facile da disegnare ed è divertente. Le sagome ci ricordano i pupazzi di Keith Haring, artista pop, pittore e writer statunitense. Ad aprile termineremo la preparazione del murales e ci dedicheremo all’organizzazione dell’esposizione». Questa mostra non si fermerà solo in libreria, ma, durante l’estate, diventerà itinerante, per poter portare l’arte di Gruppo Aperto per tutta Seriate. «Successivamente ci fermiamo e, da luglio a dicembre, ci siamo accorti che nasce nei ragazzi l’attesa per l’anno dopo: non vedono l’ora di ricominciare! Siamo in totale una ventina tra ragazzi e aiutanti dell’associazione e anche quest’anno abbiamo cercato di proporre qualcosa di stimolante: il fatto di giocare col corpo è ancora più divertente perché ci sono dinamiche e sensazioni diverse in campo. Non si tratta del singolo disegno o dell’uso del pennello, ma qui viene messo in gioco tutto il corpo: i ragazzi non vedono l’ora di farlo».

 

 

Io so fare qualcosa di bello. «Quando una decina di anni fa abbiamo iniziato il laboratorio di pittura, l’abbiamo fatto quasi per caso, mai pensando che avrebbe riscosso tutto questo entusiasmo, tanto da continuarlo di anno in anno. L’aspetto forse più bello è che i ragazzi, oltre a divertirsi, sono gratificati nel produrre le opere. Opere che sono “loro”: significa rendersi conto che sanno fare qualcosa di bello» nota la presidente dell’associazione, Gianrica Filippi. Anche i genitori non possono che dirsi contenti nel vedere con quanto orgoglio ed entusiasmo i loro figli si dedichino a quest’attività artistica: «Alfredo ha sempre avuto la passione di colorare: infatti è molto tempo che ha in mano album e colori – racconta Giuseppe Mazzoleni, papà di Alfredo e storico membro di Gruppo Aperto -. Macchine, attrezzi di lavoro, animali: gli piace colorare un po’ di tutto, ma soprattutto ha un amore particolare per le figure animali». Alfredo ha partecipato ai corsi di Luca durante questi anni, scoprendo di saper fare molto più che semplicemente colorare: «Ovviamente con questa opportunità è riuscito a buttar fuori una creatività unica, tutta da sperimentare e da tirare fuori. Un conto è infatti aver un’immagine da copiare o prestampata da colorare, tutt’altra storia è invece dover creare, usare la fantasia, usare la propria memoria fotografica. E, nonostante le particolarità di ciascuno, spesso anche con difficoltà di tipo cognitivo, questi ragazzi riescono a disegnare bene anche senza copiare nulla».

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