Duecentomila euro e tetto nuovo
Un dono per la Sistina di Casnigo

Foto di Valerio Rota Nodari

 

Secondo l’enciclopedia Treccani è un «avvenimento fortunato e imprevisto o fortemente desiderato che inaspettatamente risolve situazioni difficili, problematiche, pericolose»; per larga parte della comunità di Casnigo un segno del Cielo. Per tutti, è semplicemente la Provvidenza. A poco più di un anno dall’appello accorato lanciato dalle pagine web di BergamoPost arriva dalla Val Gandino una notizia a dir poco sorprendente: un anonimo benefattore (perché tale vuole restare) ha deciso di farsi carico in toto dei costi di ristrutturazione (ben duecentomila euro) del tetto del Santuario della Ss.Trinità di Casnigo, celebrato da molti con l’appellativo di “Sistina della Bergamasca” per gli incredibili affreschi dei pittori Baschenis.

 

 

L’annuncio è arrivato come “un fulmine a tetto scoperto” da parte di Natale Bonandrini, coordinatore del gruppo di volontari che in paese ha lanciato l’SOS e avviato rilievi tecnici e linee progettuali per salvare un tesoro dal valore inestimabile. «Il tetto – ha spiegato sabato 1 giugno Bonandrini in un incontro organizzato nella parrocchiale, aperto dai saluti dell’arciprete don Giuseppe Berardelli e del sindaco Enzo Poli – presenta evidenti segni di usura legati agli anni che si ritrova sulle spalle. La recente rottura con caduta (fortunatamente a chiesa chiusa) di un tavellone che ricopriva la chiesa “nuova” (ha comunque 400 anni di storia), ha dimostrato che il degrado è in fase di netta accelerazione. Siccome tutti i mali non vengono per nuocere, il vuoto apertosi nel soffitto ha permesso un’indagine ravvicinata, e in altro modo non fattibile, da parte dei tecnici incaricati del progetto».

Già, perché la Provvidenza bisogna sapersela meritare, e a Casnigo non sono certo rimasti con le mani in mano: c’è chi ha raccolto offerte, chi ha dedicato al Santuario le proprie competenze e chi ha addirittura gratuitamente provveduto a progetti e rilievi. È per questo più che dovuta la citazione per gli architetti Tullio e Simona Leggeri di Seriate, così come per il geometra Erminio Imberti e il figlio Giuliano, architetto, di Peia, che hanno rilevato con il laser scanner l’intera struttura, con gestione computerizzata dei dati acquisiti. Il ricordo in apertura di serata è andato a Dario Franchina, un volontario legatissimo alla Ss.Trinità, e alla moglie dell’architetto Leggeri, morti negli ultimi mesi, ma più in generale all’intera comunità di Casnigo che in questi mesi ha comunque raccolto 14 mila euro per sostenere i lavori. Non è assolutamente cosa da poco, in una comunità di poco più di tremila abitanti, con un nuovo Oratorio da pagare. Inaspettata ed emozionate, è poi arrivata la protagonista assoluta: la Provvidenza. Natale Bonandrini ha comunicato la notizia che «un affezionato al Santuario della SS. Trinità» aveva garantito la copertura della spesa in preventivo, stimata in circa duecentomila euro. In chiesa c’è stato un momento di sbalordimento più che giustificato.

«Si dovrà scoperchiare il tetto – hanno spiegato i tecnici -, ovviamente in step successivi per ridurre al minimo i rischi di infiltrazioni in caso di maltempo. Negli interstizi, spazio permettendo e ancora da verificare in assoluto (i tavelloni hanno misure standard, ma gli spazi fra i travetti su cui poggiano non sono costanti), si dovrebbe inserire in verticale un legno che si aggancia ai travetti e supera di poco il livello dei tavelloni. Questo permetterebbe una prima aerazione, sempre salutare per un tetto, e consentirebbe di creare un assito; questo, a sua volta, verrebbe sormontato da una “ondulina” in materiale rigido, impermeabile e resistente che garantirebbe il fondo e la assoluta impermeabilizzazione. A copertura verrebbero riposizionati, più per ragioni estetiche che funzionali, gli attuali coppi, che dovrebbero essere più che sufficienti in quanto, non necessitando più di fondi, si userebbero solo quelli di copertura. Ottenuta garanzia di un miglior deflusso dell’acqua, in quanto lo spazio di interstizio fra i coppi aumenterebbe, si provvederà anche a mettere in atto tutte quelle tecniche che possono impedire ai coppi di scivolare». A successiva e precisa domanda, i progettisti hanno ipotizzato che, per stendere il progetto definitivo, per le “scartoffie burocratiche” e quant’altro è necessario ipotizzare tempi che arriveranno all’autunno. I lavori potranno quindi essere avviati nella prossima primavera, con conclusione in occasione della Festa della Ss.Trinità del 2020. La festa quest’anno è in programma per domenica 16 giugno, quando sul sagrato verrà servita la tradizionale Chesciöla (un dolce caro alla tradizione locale) accompagnata da latte fresco. Mai brindisi fu tanto semplice quanto atteso.

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