In duemila per il Bocia

Circa duemila atalantini in marcia per il Bocia, una manifestazione assolutamente pacifica che si è svolta nel pomeriggio di sabato 13 a Bergamo e ha attraversato il centro dalla Malpensata fino a Piazza Matteotti (davanti al Comune) con un solo obiettivo: sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulla questione relativa al leader della Curva Nord, “colpito” da un Daspo che lo tiene ancora fuori dallo stadio ma basato su un fatto (quello della porchetta) già archiviato dal Tribunale di Bergamo.

 

 

La marcia: presenti gli amici, tutto tranquillo. L’appuntamento era per le 16.30 al Piazzale della Malpensata e quando, poco prima delle 17.30, gli ultras hanno chiamato tutti a raccolta davanti allo striscione “Per Claudio, con Claudio”, i circa duemila partecipanti si sono compattati e hanno iniziato a camminare. Via Bonomelli, stazione, viale Papa Giovanni, i Propilei e poi Piazza Matteotti: tanti striscioni e bandiere dedicati al Bocia, ma anche i colori di altre tifoserie tra cui Ternana, Francoforte, Amantea e il gruppo Brescia 1911. Durante la marcia ci sono stati alcuni momenti in cui il serpentone si è fermato e compattato, sono stati cantati cori da stadio e spesso è stato urlato «Claudio libero». Una cosa va piacevolmente sottolineata: non è stato intonato nessun coro contro le forze dell’ordine. Polizia Locale e agenti della Questura erano presenti e hanno seguito e accompagnato il corteo monitorando tutto in modo costante ma discreto e così si è arrivati davanti al Comune con tanti curiosi a fotografare e i cori sempre più alti nel cielo di Bergamo.

Le parole di chi era sul palco. Sul piccolo palco allestito davanti a Palazzo Frizzoni sono saliti l’avvocato Federico Riva, il direttore di Tuttosport ed editorialista di BergamoPost Xavier Jacobelli e l’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Il legale ha ricordato i passaggi legati al fatto della porchetta e all’errata applicazione dell’articolo 9, Jacobelli ha raccontato come ha conosciuto il Bocia e le tante iniziative della Curva e molto significative sono state anche le parole dell’ex sindaco di Amatrice Pirozzi. «Quando ho visto il Bocia e i tifosi dell’Atalanta fare 700 km per venire a darci una mano e mostrare solidarietà ho pensato che sono davvero delle belle persone». Pochi minuti più tardi, sul palco sono saliti anche il fratello Guido e la sorella Paola di Claudio Galimberti: «Il soprannome “Bocia” – ha detto Guido Galimberti – è nato quando è stato in trasferta a Lisbona: aveva 14 anni ma ha sempre dimostrato grande passione e attaccamento all’Atalanta. Stategli vicini, è forte ma anche lui vive momenti complicati».

 

 

La telefonata del Bocia e i prossimi passi. Quando la manifestazione era ormai in dirittura d’arrivo, ecco la telefonata di Claudio, che ha ringraziato tutti con la voce rotta dall’emozione. «Ciao a tutti, dico subito che sono onorato e molto emozionato perché non mi vergogno a dire che le storie più belle le ho sempre vissute con la Curva Nord. Per 40 anni ho messo davanti la Curva Nord ai miei genitori: loro sono sempre stati convinti che ero con le persone giuste. Ho costruito rapporti importanti che manterrò per tutta la vita. Ringrazio Angela, la mamma di Giorgio Pandolfi, e sono convinto che possiamo vivere qualcosa di ancora più grande come uno scudetto nei prossimi 10 anni». Il leader della Curva ha parlato anche della sua situazione: «Per me non chiedo regali, sento grande amicizia. Sono orgoglioso di non essere mai stati affiliati alla malavita, nessuno ci ha mai detto cosa fare. Voglio solo rivivere la Curva e rivivere l’Atalanta da dentro, spero nella coscienza di chi deve decidere e che non venga ancora calpestato il mio nome. Vi ringrazio di cuore». Poco prima dei saluti, Alfio della Curva Nord ha detto che lunedì ci sarà un incontro molto importante in Questura in cui i tifosi e i legali chiederanno al nuovo questore e alle altre parti in causa di sbloccare la situazione per avere di nuovo il Bocia in Curva a partire dalla sfida di Coppa Italia contro la Fiorentina.

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